
Una scommessa nata per divertimento che si è trasformata, cronometro alla mano, in un passaporto per una rassegna iridata. Nel weekend del 5 e 6 settembre, il prestigioso palcoscenico del Crystal Palace National Sports Centre di Londra ha ospitato la prima edizione in assoluto dei Mondiali di Deadly Dozen, emergente format di fitness ibrido nato nel Regno Unito. A differenza di altre discipline analoghe, la nuova disciplina (in forte ascesa a livello internazionale) abbina le frazioni di corsa a una sequenza serrata di dodici postazioni incentrate su pura forza funzionale e resistenza aerobica. Un banco di prova massacrante a cui l’Italia ha risposto presente, trovando lustro con il terzo posto assoluto nella staffetta Relay conquistato dai bresciani della BB Gym Lab di Mazzano (ambasciatori italiani della disciplina con Jacopo De Pra, Gianni Piacenza, Elia Carlesso e Federico Melideo), ma soprattutto con una nutrita e affiatata delegazione proveniente dal Varesotto.
A difendere i colori della nostra provincia Oltremanica c’erano infatti due formazioni nate dal territorio: “I Fuori Giri” nel tabellone maschile (Pio Davide Borraccia, Angelo Mascia, Alex Alberti e Alessandro Carnaghi) e “Le Spritzose” in quello femminile (Samantha Lombardi, Giulia Garofalo, Daniela Bertoli e Rosa De Virgilis). Un gruppo compatto, composto in gran parte da coppie di amici, che ha affrontato la staffetta tra le estenuanti fatiche fisiche con la determinazione di arrivare alla fine e portarsi a casa, oltre al risultato, un’esperienza indimenticabile.
I primi passi del percorso sono stati mossi alla palestra Tana delle Tigri di Somma Lombardo con il supporto di coach Rosario Montalbano, per poi concretizzarsi sul campo gara di Bergamo. Lì è arrivato il crono, per certi versi inatteso, che ha spalancato le porte della rassegna londinese, sostenuta anche dal supporto dello studio massoterapico AC Corpo e Mente di Casorate Sempione che ha fornito le divise ufficiali per la spedizione. “Siamo partiti davvero per gioco – racconta con entusiasmo Alessandro Carnaghi –. Avevamo disputato la prova di qualificazione a Bergamo senza troppe pretese, finché non è arrivata la mail ufficiale che ci ha lasciati di stucco: avevamo strappato il tempo per il Mondiale. All’inizio eravamo quasi increduli, ma ben presto è subentrato l’entusiasmo e la voglia di metterci alla prova con i migliori atleti del mondo e abbiamo deciso di partire tutti insieme. L’abbiamo presa con lo spirito giusto, come una splendida avventura tra amici“.
L’impatto con l’arena di Crystal Palace ha però trasformato la gita in una scarica di adrenalina pura: “Quando metti piede in un contesto del genere e ti trovi di fronte atleti preparatissimi arrivati da ogni parte del mondo, l’atmosfera ti travolge. C’era un clima fantastico: vedere le gare individuali, le prove a coppie e poi l’intensità delle staffette ci ha fatto scattare qualcosa dentro. Pur con poco tempo per preparare l’evento nel pieno dell’estate, abbiamo dato il massimo chiudendo a metà classifica, ma il piazzamento era secondario: abbiamo condiviso la casa, visitato Londra e cementato un gruppo straordinario“.
Un battesimo internazionale che ha lasciato il segno e che promette di non restare un caso isolato. Il movimento del Deadly Dozen si sta espandendo a tappe anche lungo lo Stivale e il mirino della pattuglia varesotta è già puntato sul futuro. “Questa esperienza ci ha dato una motivazione enorme – conclude Carnaghi –. Il prossimo anno il Mondiale si sposterà in Spagna: l’obiettivo adesso è continuare ad allenarci con costanza, restare nel circuito e provare a qualificarci di nuovo. Vogliamo esserci ancora“.
Matteo Carraro








































