
Un progetto per portare la Pallacanestro Varese ai vertici in campo italiano ed europeo. Il percorso di ascesa dei biancorossi fa un ulteriore passo in avanti con la presentazione avvenuta stamane, venerdì 11 settembre, del progetto Campus 2.0.
Un piano che vuole, nell’idea del club, andare a creare la miglior Training Facility d’Italia e tra le migliori in Europa. Un investimento (che dovrebbe aggirarsi attorno ai 3 milioni di euro anche se la cifra non verrà ufficializzata dal club) che andrà a rivoluzionare completamente la struttura di via Pirandello, dandole una dimensione d’eccellenza assoluta.
Un progetto che si sviluppa sui cardini di quella che è la storia della Pallacanestro Varese, intrinseca nel rapporto ormai profondissimo tra la famiglia Bulgheroni e la famiglia Scola: ieri, oggi ma soprattutto il domani del club biancorosso che punta a tornare ai vertici del basket nazionale, continentale e mondiale.
“E’ un giorno molto speciale oggi per la nostra società – esordisce Federico Bellotto, COO della società biancorossa -. Il progetto Campus 2.0 lo reputiamo il più importante e di grosso impatto per il nostro club negli ultimi anni. Voglio ringraziare la famiglia Bulgheroni, nelle persone di Toto ed Edoardo per l’ospitalità e per farci sentire a casa, senza di loro non potremmo essere qui e questo progetto non sarebbe stato possibile. Un grande grazie va anche al Comune per il sostegno costante, tutte le istituzioni ed i nostri partner che hanno fatto sì che questo progetto fosse possibile”.
Al suo fianco Edoardo Bulgheroni, visibilmente emozionato: “Sarà un progetto eccezionale. In questa sede rappresento la terza generazione della mia famiglia, un termine, famiglia, che mi sentirete ripetere spesso perché la ritengo importante. Ringrazio Scola che mi ha fatto vedere questa proposta non solo come una richiesta di spazi dove intervenire ma dove poter creare la più bella, nuova ed innovativa Training Facility in Italia, in un filo che lega l’inaugurazione dei Phoneix Suns del 1993 da parte di amici di famiglia come i Colangelo con, mi auguro, il progetto NBA Europe. Il Campus, che non è nato come asset immobiliare, continua ad essere un elemento vivo nella città, punto di riferimento per famiglie, sportivi e coloro che amano il nostro sport e la nostra città. Un motivo per noi di grandissimo orgoglio. Io e i miei fratelli abbiamo deciso, insieme a papà, di dare alla Pallacanestro Varese un orizzonte temporale lungo che non desse pensieri, guardando in avanti con qualche decennio; mi auguro di essere qua tra 30 anni per vedere come sarà il Campus allora. Questa non è solo una struttura fisica ma è un luogo che si crea grazie a delle famiglie: i fratelli Redaelli qui presenti oggi, figli di chi lo aveva progettato con standard incredibili; penso poi al centro CDI nella persona del dottor. Goddi, realtà di eccellenza mondiale che vedrà una parte importante di questo progetto; il campus odontoiatrico dei fratelli Marchetti e Mai, che ringrazio per la comprensione che avranno in questo periodo dove ci sarà qualche disagio ma l’obiettivo finale giustifica questo sforzo. Infine vorrei spendere due parole per Elio e Rosi che ci fanno sentire tutti a casa per 365 giorni all’anno e mi auguro che questo continui ad essere così. Concludo, poi, con la famiglia di Scola, che ha scelto con Luis questo territorio per vivere e senza di lui non sono sicuro avremmo trovato questo tipo di accordo”.
Dal figlio al padre, il presidente Toto Bulgheroni, anima e cuore del club biancorosso: “Chi mi conosce sa che non sono di molte parole, non amo la retorica: voglio dire un grazie alla mia famiglia, perché io non sono proprietario di questo posto, lo sono i miei figli, e il fatto che loro abbiano capito l’importanza di questo luogo per la Pallacanestro Varese e la comunità è molto importante. Ringrazio poi le istituzioni perché il Campus è di tutta la comunità. L’ultimo grazie lo dico a Luis, perché gli ho dato una cosa che non si può comprare: la mia credibilità, quella che mi sono costruito nella mia vita. Sono sicuro che questa è la cosa che possa fargli più piacere”.
Ed allora non poteva mancare anche l’intervento del CEO, Luis Scola :”Voglio solo ringraziare la famiglia Bulgheroni che è la Pallacanestro Varese. Per noi è molto importante questo progetto, investire sulle strutture vuol dire far crescere il movimento in un ambiente sempre più professionale. Avere una casa di primo livello era uno dei nostri obiettivi, una sfida difficile che dopo 4 anni vediamo sempre più concreta. Mi sto impegnando al massimo per far crescere quanto più in fretta possibile il club sotto tutti i punti di vista”.
Scola che ha spiegato come investire nelle strutture sia fondamentale per attrarre giocatori e non solo, di sempre maggior livello: “Investire nel settore corporate per noi è fondamentale. Vogliamo creare un ambiente di primo livello e condiviso dove tutte le parti che compongono il club lavorino sotto un’unica direttrice ed a stretto contatto, nelle migliori condizioni. Questa è poi sicuramente un qualcosa da spendere sul mercato quando cerchiamo figure che ad ogni livello possano accrescere il nostro club”.
Sulla crescita del club e sul progetto a lungo termine: “Abbiamo avuto una spinta in avanti già lo scorso anno, anche se meno significativa rispetto a quella di questa stagione. Siamo arrivati noni, ci siamo qualificati per la BCL e abbiamo risolto molto velocemente il discorso legato alla lotta per la salvezza. Quello che è successo quest’estate, però, è qualcosa che avevamo progettato e che crediamo possa proseguire anche in futuro. È un percorso dinamico e non possiamo programmare tutto in maniera esatta. Il progetto del Campus, oggi, è qualcosa di più grande rispetto a quello che potevamo immaginare inizialmente. Lo stesso discorso vale per la squadra: tutto rientra in un percorso di crescita costante, seguendo la strada che avevamo tracciato fin dal primo giorno. Abbiamo sempre parlato di un progetto a lungo termine ed è esattamente quello che abbiamo fatto. Sono stati effettuati tanti investimenti, che hanno portato risorse extra e, in alcuni casi, hanno generato nuovi ricavi, permettendoci di creare ulteriori risorse. Non siamo neanche vicini a quello che identificavamo come lungo termine quando abbiamo iniziato. So che può essere un concetto un po’ impopolare, ma la realtà è questa: il lungo termine è ancora davanti a noi. Oggi siamo a buon punto, anche se non so cosa succederà nei prossimi anni. Siamo però abbastanza fiduciosi e crediamo che questi investimenti ci permetteranno di crescere ancora, e di farlo anche in maniera rapida”.
Sull’incontro tra NBA Europe ed Eurolega che si terrà il prossimo 5 ottobre: “Non vedo come un possibile accordo tra NBA Europe ed Eurolega possa essere negativo. Crediamo che le cose possano andare bene, soprattutto a livello generale, con l’intervento della NBA. Noi vogliamo essere pronti per mantenere il livello che eventualmente verrà richiesto dalla NBA. Tutti questi incontri, comunque, non cambiano il nostro approccio. Siamo molto tranquilli e fiduciosi”.
COME SARA’ IL NUOVO CAMPUS
Il progetto di riqualificazione del Campus prevede un intervento articolato su due livelli, il piano terra e il piano interrato (-1), con l’obiettivo di trasformare la struttura in un centro sempre più moderno e funzionale alle esigenze del club.
I lavori sono iniziati il 3 agosto e seguiranno un cronoprogramma articolato per fasi. L’obiettivo fissato dal club è arrivare alla conclusione complessiva dei lavori entro il 30 ottobre 2027.
Al piano terra, l’attuale area bar sarà trasformata per ospitare gli uffici del club, mentre il servizio di ristorazione verrà trasferito all’esterno, all’interno di una nuova struttura dedicata. Accanto ai nuovi uffici troverà spazio anche il Pallacanestro Varese Store, che sarà aperto tutti i giorni e diventerà un ulteriore punto di riferimento per tifosi e appassionati.
Particolarmente significativo sarà l’intervento previsto al livello -1, dove sono disponibili circa 1.500 metri quadrati di spazi commerciali destinati al subaffitto. Il piano prevede inoltre una ristrutturazione completa degli spogliatoi, che saranno ripensati secondo una nuova concezione legata alla crescita dei giovani atleti. L’idea è creare una vera e propria “sequenza” capace di accompagnare i ragazzi del settore giovanile nel loro percorso verso la prima squadra. Un sistema di spazi e ambienti pensato come una serie di step, che rappresentino simbolicamente e concretamente le tappe della crescita di un giocatore, fino al traguardo di potersi allenare con la prima squadra.
Ci saranno anche interventi che interesseranno le tribune dei campi di allenamento, riprogettate secondo un design da “sky box” dove dirigenti e operatori potranno visionare gli allenamenti.
I lavori sono stati pensati ed organizzati in modo tale da non interrompere l’attività sportiva che quotidianamente si sviluppa al Campus.
Uno spazio sarà dedicato anche al nuovo al nuovo PV LAB, un centro che mira a diventare un’eccellenza e che verrà utilizzata in maniera mista molto probabilmente, ossia da professionisti, come i giocatori, ma a disposizione anche della comunità per chiunque voglia elevare in maniera professionale, il proprio livello sportivo.
Alessandro Burin






















