
Partire con il piede giusto era l’imperativo in casa Angerese, e la risposta arrivata sul rettangolo verde ha confermato le sensazioni positive dell’estate. La formazione guidata da Luciano Cau ha bagnato il proprio esordio nel Girone Z di Seconda Categoria superando di misura per 1-0 la spigolosa Aurora Induno: una vittoria di misura, sofferta e blindata da un prezioso clean sheet, che regala tre punti d’oro e un’immediata iniezione di fiducia a un ambiente reduce da una sessione di mercato importante e voglioso di lasciarsi alle spalle le complessità della scorsa stagione.
A tracciare la rotta e analizzare il momento è Manuel Lunardon, difensore classe 1998 e autentico veterano dello spogliatoio rossoblù, giunto alla sua settima annata ad Angera. “Volevamo questi tre punti a tutti i costi – esordisce il centrale –. Giocavamo davanti al nostro pubblico e ci tenevamo a partire con il piglio giusto. Abbiamo tenuto botta da vera squadra fino al novantesimo contro un avversario complicato, e iniziare con un successo è la miglior medicina per preparare le prossime battaglie”.
Contro l’Aurora Induno non è stata affatto una passeggiata. Che gara è stata dal campo?
“Una partita davvero tosta. Loro sono una squadra organizzata, che davanti vanta individualità importanti: gli esterni hanno gamba, in attacco la fisicità non manca e a centrocampo sanno farsi rispettare. Noi eravamo consapevoli delle insidie della vigilia e siamo stati bravi a soffrire insieme nei momenti caldi, portando a casa la posta piena. Per noi difensori chiudere senza subire reti è sempre un valore aggiunto”.
Domenica vi attende subito un esame ad altissima quota sul campo della Sommese. Quali sono le aspettative?
“Sarà un match durissimo. La Sommese è una realtà attrezzata, che vorrà imporre la propria legge tra le mura amiche; da parte nostra scenderemo in campo con la massima umiltà, consapevoli che per fare risultato servirà la prestazione perfetta. L’obiettivo è dare tutto per strappare punti preziosi”.
Dando un’occhiata all’orizzonte, vi aspetta un calendario di fuoco: mercoledì la Coppa Lombardia contro l’ostica Ternatese, poi in campionato in successione Union Tre Valli, Buguggiate, Mercallo, Cuassese ed Eagles Caronno. Come si affronta un filotto simile? “C’è solo una ricetta: ragionare partita dopo partita, senza guardare troppo in là. Abbiamo un ciclo di impegni ravvicinati e molto impegnativi, ma siamo anche una squadra profondamente rinnovata rispetto all’anno scorso. L’intesa e i meccanismi crescono solo giocando. Noi dobbiamo pensare a raccogliere più punti possibili da qui a fine girone d’andata; quando arriveremo al giro di boa tireremo una prima riga e capiremo dove possiamo collocarci”.
La società si è mossa molto bene sul mercato, alzando il tasso tecnico della rosa. Eppure, memori anche dell’ultimo campionato, il Girone Z si conferma una vera e propria gabbia di leoni…
“Assolutamente sì. Conosciamo il valore delle nostre avversarie e sappiamo che tante società hanno piazzato acquisti di prim’ordine per puntare al vertice o ai playoff. In questa categoria, però, i proclami estivi lasciano il tempo che trovano: la Seconda è un campionato durissimo, imprevedibile, dove ogni domenica trovi campi caldi e sfide tirate. Nessuna vittoria è scontata”.
Facendo un piccolo passo indietro alla scorsa stagione, chiusa un po’ al di sotto delle aspettative della vigilia, cosa è mancato per trovare la quadra e che insegnamenti vi portate dietro?
“A livello umano e di spogliatoio siamo sempre stati compatti: società, mister e ragazzi hanno remato nella stessa direzione. Purtroppo ci sono state partite in cui la fortuna ci ha voltato le spalle e in cui avremmo meritato qualcosina in più. In estate la dirigenza ha scelto di cambiare diverse pedine per portare nuova linfa ed energia al gruppo. Chi c’era prima ha dato il massimo e chi è arrivato ora si è messo subito a disposizione: anche quest’anno ogni singolo pallone andrà strappato con i denti per guadagnarci i punti sul campo”.
Se dovessi indicare l’obiettivo primario dell’Angerese senza nascondersi dietro un dito?
“Mantenere la categoria il prima possibile. La salvezza viene prima di qualsiasi altro discorso. Una volta messi in cascina i punti necessari per stare tranquilli, vedremo strada facendo cosa potrà arrivare. Per noi l’imperativo è restare concentrati ogni domenica, preservando l’unità tra gruppo, mister e società”.
Sei ad Angera da ben sette stagioni: come ti trovi?
“Sì, oramai sono uno dei pochi ‘superstiti’ storici (sorride, ndr)! Mi sto trovando davvero bene, anche oltre le aspettative iniziali. Quando cambi quasi l’intera rosa non è mai semplice amalgamare subito caratteri e stili di gioco differenti: siamo inevitabilmente ancora un po’ acerbi su certi sincronismi, ma c’è grande disponibilità. C’è voglia di lavorare e crescere insieme: tra qualche settimana capiremo davvero la nostra reale dimensione”.
Matteo Carraro




























