Il primo turno infrasettimanale della stagione emette verdetti contrastanti per le cinque sorelle del nostro territorio, ridisegnando ambizioni, certezze e campanelli d’allarme nel Girone D di Serie D. A volare a vele spiegatissime è una Pro Patria implacabile, che liquida la pratica Crema con autorità e timbra la terza vittoria su tre, issandosi in vetta a punteggio pieno in compagnia di Pistoiese e Lentigione.

Di tutt’altro sapore il mercoledì delle altre varesotte: la Varesina cade a Correggio tra le polemiche arbitrali e una prova meno brillante del solito, incassando il primo stop stagionale. Prosegue a piccoli passi ma senza sbloccarsi il cammino di Varese e Solbiatese: i biancorossi strappano un punto di garra sul campo del Cittadella Modena con un brivido finale, mentre i nerazzurri impattano a reti bianche al “Fortunati” di Pavia confermando una solidità difensiva a cui fa da contraltare un attacco ancora a secco. Scivola invece in un preoccupante vortice la Castellanzese, battuta a domicilio dall’Oltrepò.
Taccuino alla mano, ecco il terzo capitolo della nostra rubrica “Appunti D campo”.

Varese

IL MOODTrincea e polveri bagnate.
IL FATTO – La risposta caratteriale invocata dopo il passo falso interno con la Pro Sesto è arrivata puntuale: a San Damaso i biancorossi hanno gettato sul piatto verve, dinamismo e spirito di sacrificio, lottando su ogni pallone sporco e assomigliando decisamente di più all’identità operaia voluta da Ciceri. Il brivido del gol annullato a Boccaccini al 96′ per carica su Mangano fa tremare i polsi, ma il punto strappato in trasferta certifica la tenuta mentale del gruppo.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Abbinare la qualità all’agonismo. Raddrizzata la fase di non possesso e ritrovata la compattezza tra le linee, la manovra offensiva resta asfittica: una botta di Barzotti e un assolo di Cogliati sono troppo poco in novanta minuti. Non incassare gol è la base, ma per vincere le partite serve riempire l’area con più convinzione e cattiveria.

Pro Patria

IL MOODRullo compressore.
IL FATTO – Poco più di una pratica burocratica archiviata in un primo tempo da squadra matura. Contro un Crema rintanato nella propria trequarti a protezione del fortino, i Tigrotti hanno fatto valere la netta superiorità tecnica: palo di Barranco, zampata di Nanni e raddoppio rapido di Mapelli per indirizzare la contesa. Nella ripresa ordinaria amministrazione, gestione del possesso e cronometro fatto scorrere in totale sicurezza.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Testare la tenuta contro le big. Il fisiologico calo d’intensità nei secondi 45 minuti è un dettaglio perdonabile, e il primo clean sheet stagionale certifica l’ottimo inizio stagionale (nove punti nelle prime tre giornate, evento accaduto solo altre quattro volte). Ora però il livello si alzerà e i biancoblu sono attesi dalle conferme contro rivali di rango superiore rispetto a quelli incrociati fin qui.

Varesina

IL MOODFrenata brusca.
IL FATTO – Al “Borelli” di Correggio arriva il primo doloroso stop. La magistrale punizione all’incrocio di Maspero aveva riequilibrato l’iniziale svantaggio firmato da Siligardi (nato da un contestatissimo fischio arbitrale su una rimessa laterale), ma la rete a freddo di Martina in avvio di ripresa ha tagliato le gambe alle Fenici. La squadra di Angellotti è apparsa meno arrembante, meno precisa e insolitamente fragile nelle transizioni difensive.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Scacciare subito gli antichi fantasmi. Il rischio di rivedere i blackout della scorsa stagione (rosa di talento sopraffino che fatica a trovare continuità nei momenti topici) è reale. Angellotti si è assunto con lucidità la responsabilità di una prova sottotono, ma serve una sterzata immediata sul piano dell’approccio: domenica a Venegono Superiore arriverà la corazzata Pistoiese e non saranno ammesse distrazioni.

Solbiatese

IL MOODFortino senza sbocchi.
IL FATTO – Secondo 0-0 consecutivo e un altro mattoncino prezioso per la salvezza. Al “Fortunati” la compagine di mister Roberto Gatti ha giocato con l’elmetto, confermando una crescita esponenziale sul piano della compattezza tattica e della consapevolezza: difesa blindata dal tandem Cosentino-Shaibu, poche occasioni concesse al Pavia e gestione matura dei novanta minuti.
IL NODO DA SCIOGLIERE – La cronica siccità del reparto avanzato. La solidità difensiva fa ben sperare, ma il dato realizzativo inizia a farsi pesante: zero gol segnati in tre giornate di campionato e appena due reti in cinque uscite ufficiali contando la Coppa Italia. Il sacrificio corale e le folate di Scapinello non possono bastare: serve trovare la giocata decisiva e il cinismo necessario negli ultimi sedici metri per trasformare i pareggi in vittorie.

Castellanzese

IL MOODAllarme rosso.
IL FATTO – L’effetto illusorio della roboante tripletta di Valmori all’esordio è ormai del tutto evaporato. Due ko consecutivi per 1-0 (il primo a Lentigione con l’uomo in più, il secondo al “Provasi” contro un avversario diretto per la permanenza come l’Oltrepò) suonano come una condanna senza attenuanti. Le parate decisive di Muzio su Valmori e Chessa attenuano il giudizio, ma il blackout difensivo costato il gol di Randisi poco prima dell’intervallo è un errore gravissimo.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Personalità e cattiveria sotto porta. Regalare palloni sanguinosi sulla propria trequarti è un lusso che una squadra in lotta per non retrocedere non può permettersi. Il gruppo di Bolzoni costruisce e crea presupposti, ma manca clamorosamente nell’istinto killer e nell’impatto emotivo sulla partita: domenica a Solbiate Arno servirà un’inversione di rotta per evitare che la crisi diventi profonda.

Matteo Carraro

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