La quinta domenica di campionato rimescola le carte e scuote con violenza le certezze del girone, lasciando la Pistoiese in vetta solitaria a quota 15. A far rumore sopra ogni altra cosa è il clamoroso blitz esterno della Solbiatese nel derby dello “Speroni”: la Pro Patria cade per la prima volta in stagione (0-1) incartandosi davanti all’esordio sulla panchina nerazzurra di Andrea Aletti. Prosegue invece a passo di carica la marcia trionfale della Castellanzese, che dopo il poker del “Chinetti” replica con un autoritario 4-0 al malcapitato Crema salendo a quota 9 punti.

Pomeriggio ad altissima tensione a Masnago, dove il Varese accarezza la vittoria prima di farsi riprendere all’85’ e ringraziare le manone di Giulio Mangano, prodigioso nell’ipnotizzare Nappo dal dischetto al 94′: con il Lentigione è 1-1. Terzo boccone amarissimo consecutivo, infine, per la Varesina: a Merate una girandola di episodi, legni sfortunati e sviste arbitrali condannano le Fenici a un pesante 4-2 made-by-Casatese.
Taccuino alla mano, ecco il quinto capitolo della nostra rubrica “Appunti D campo”.

Varese

IL MOOD – Brividi ed equilibrio.
IL FATTO – Un punto guadagnato o due punti persi? I biancorossi avevano condotto una gara impeccabile per 85 minuti. Poi la doccia fredda dell’incornata di Bontempi e, al 94′, il rischio della beffa totale. La mossa di Ciceri di arretrare De Ponti accanto a Bruzzone per lanciare in mediana il 2006 Piantoni ha dato risposte solide e dinamismo. Resta il rammarico per una direzione arbitrale da dimenticare (penalty negato su Beretta e rosso eccessivo al mister), ma la squadra ha fisionomia e compattezza.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Il cinismo offensivo. La classifica dice 6 punti ed è cortissima, ma per spiccare il volo serve chiudere prima le partite ed evitare cali di tensione nei finali. Domenica la trasferta sul campo di un Crema ferito e fermo a quota 1 punto rappresenta un crocevia inderogabile: vietato sbagliare, soprattutto per caricare al massimo l’entusiasmo in vista del sentitissimo derby di Coppa Italia contro la Pro Patria di mercoledì 7 ottobre.

Pro Patria

IL MOOD – Risveglio brusco.
IL FATTO – Il primo passo falso stagionale certifica che la Serie D non concede sconti a nessuno. I Tigrotti si scontrano contro il muro eretto da Chironi (autore di parate straordinarie), sbattono sulla traversa con Forchignone ma pagano a carissimo prezzo un approccio morbido nei primi venti minuti e la macroscopica topica di Aliata al 23′ della ripresa, sfruttata con cinismo da Scapinello. Pesano una manovra poco incisiva dal limite e le pessime condizioni del manto erboso, ma la battuta d’arresto suona come un salutare bagno d’umiltà.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Digerire le difese chiuse e azzerare i cali mentali. Zironelli lo ha detto senza giri di parole: molte avversarie imposteranno contro i biancoblu partite di pura trincea, e affidarsi soltanto all’assistenza pulita senza cercare il tiro da fuori con i centrocampisti rischia di diventare un limite. La reazione dovrà essere immediata: domenica a Venegono Superiore contro la Varesina sarà un derby provinciale ad altissimo voltaggio contro un avversario ferito a morte.

Varesina

IL MOOD – Notte fonda e frustrazione.
IL FATTO – Terza sconfitta consecutiva e un copione che comincia a farsi fin troppo beffardo. A Merate le Fenici escono sconfitte 4-2 al termine di una battaglia senza quartiere contro la Casatese. Sotto a freddo per il gol di Citterio, i rossoblù reagiscono con classe trovando il meritato 1-1 con Banfi prima di incassare il 2-1 da palla inattiva di Corno. Nella ripresa l’ingresso di Opoola spacca la partita: rigore procurato e trasformato da Maspero per il 2-2. Poi l’incredibile: traversa di Banfi, Pedone calcia a porta sguarnita ma lo stesso Opoola tocca involontariamente sulla linea in posizione di offside annullando il vantaggio. Dal possibile 2-3 al nuovo colpo di testa di Corno su angolo, fino al rigore-fantasma concesso al 92′ a Isella per il poker di Mungari.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Resettare la mente ed eliminare i regali. La Varesina produce gioco, crea occasioni a raffica e ha qualità da vendere, ma continua a pagare a carissimo prezzo le disattenzioni sui piazzati, una dose massiccia di sfortuna ed episodi arbitrali contrari. Il calendario non concede soste né tempo per piangersi addosso: domenica all’Elmec Solar Stadium arriverà la Pro Patria ferita per un derby che varrà molto più di tre punti. Serviranno testa fredda, cattiveria agonistica e zero sbavature per uscire dal tunnel.

Solbiatese

IL MOOD – Apoteosi e rivincita.
IL FATTO – Il cambio in panchina produce la scossa perfetta nel teatro più difficile. Archiviata la separazione consensuale con Gatti e affidata la guida ad Andrea Aletti, la formazione nerazzurra getta il cuore oltre l’ostacolo ed espugna Busto Arsizio a 57 anni dall’ultima volta (giugno 1969). Una gara preparata con umiltà tattica magistrale: assetto compatto (un 4-2-3-1 abile a trasformarsi in un 4-4-1-1 di puro sacrificio), un Chironi insuperabile a blindare la porta e il colpo di genio del capitano Dennis Scapinello, bravissimo ad azzannare l’errore di Aliata. Prima del vantaggio c’era stato anche il palo di Barbosa a testimoniare che la Solbia non si è limitata a subire. Tre punti di platino puro che cancellano l’amarezza del derby con la Castellanzese.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Dare stabilità al nuovo corso. Vincere a Busto regala una spinta d’autostima incalcolabile, ma come ribadito dallo stesso Aletti ora la vittoria va maneggiata con serietà e piedi per terra. Lo spartito difensivo ha retto magnificamente, ma per risalire la china servono continuità e automatismi offensivi più fluidi anche quando toccherà fare la partita.

Castellanzese

IL MOOD – Macchina da gol.
IL FATTO – Otto reti all’attivo in 180 minuti e una metamorfosi impressionante. Dopo aver travolto la Solbiatese al “Chinetti”, i neroverdi di Francesco Bolzoni liquidano la pratica Crema con un roboante 4-0 al “Provasi”. Approccio famelico e gara archiviata già nella prima frazione. C’è spazio anche per la vetrina e il debutto in prima squadra del giovane ex capitano della Juniores Federico Oldani. Con 9 punti e il sesto posto in tasca, la Castellanzese gioca sul velluto e sprigiona entusiasmo.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Gestire l’euforia e consolidarsi tra le grandi. I meccanismi offensivi oliati da Bolzoni sono uno spettacolo per gli occhi e la ritrovata solidità difensiva (porta inviolata per Bongini) chiude il cerchio. Ora la sfida più complessa sarà evitare vertigini e cali di concentrazione: trovare regolarità nei risultati anche lontano da casa è l’ultimo step per certificare una candidatura definitiva ai piani nobilissimi della graduatoria.

Matteo Carraro

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