
Il verdetto della pista ha regalato il primo urlo liberatorio alla Acinque Ice Arena: tre punti d’oro per la classifica e una boccata d’ossigeno vitale. Eppure, il pirotecnico 6-4 rifilato al Pergine lascia in eredità sentimenti contrastanti. Se la sconfitta infrasettimanale alla Raiffeisen Arena di Caldaro aveva convinto sul piano del carattere, il successo interno ha evidenziato un paradosso evidente: venti minuti di dominio assoluto e quaranta di grande sofferenza.
Il blackout finale va comunque contestualizzato. Rientrati a notte fonda dalla battaglia contro i bicampioni d’Italia, con rotazioni corte e una condizione fisica giocoforza imperfetta a inizio ottobre, era fisiologico pagare dazio alla stanchezza. Nel primo drittel, però, i gialloneri hanno sfoderato un hockey scintillante, portandosi sul 5-0 e dimostrando di saper capitalizzare ogni varco con cinismo spietato, salvo poi aggrapparsi a un ispirato Pippo Matonti e alla grinta collettiva per respingere l’assedio trentino nel convulso 6vs3 finale. Una settimana piena di lavoro agli ordini di coach Dave Rich dovrebbe restituire quella brillantezza necessaria per reggere l’urto per tutti i sessanta minuti.
I segnali incoraggianti non mancano. In attesa dei rientri fondamentali di capitan Vanetti e di un jolly preziosissimo come Terzago (spendibile all’occorrenza anche nel reparto arretrato), Varese si coccola un Levi Glasman già tirato a lucido. La tripletta con cui il canadese si è presentato al popolo giallonero testimonia un fiuto del gol letale e un’intesa in costante ascesa con Bastille. Continuano a funzionare anche gli special teams, indice di una precisa identità tattica che sta prendendo forma.
Sabato sera i Mastini saliranno a Brunico per incrociare le stecche con il Val Pusteria Junior, unico team ancora al palo. Guai, però, a prendere l’impegno sottogamba: la giovane matricola collegata alla franchigia di ICE vanta una pattinata fluida e ritmi alti capaci di creare insidie se non affrontati con la dovuta concentrazione. Il gap qualitativo ed esperienziale pende nettamente dalla parte dei bosini, chiamati a imporre la propria caratura per consolidare la risalita.
Nel frattempo, la graduatoria inizia a sgranarsi: Caldaro e Aosta viaggiano a punteggio pieno (importanti vittorie per 3-0 sul Fassa e 5-3 sull’Alleghe), con l’Appiano a rimorchio (“comodo” 9-3 al Val Pusteria). Primo acuto anche per la solita, ostica Valpe corsara a Feltre (0-3).
Matteo Carraro























