
Un avvio di stagione folgorante per il Deaishin Karate Do di Varese, capace di brillare da protagonista assoluto all’One Karate Festival andato in scena a Cornaredo. Sui tatami della kermesse targata ASI Open, i portacolori del dojo cittadino hanno fatto incetta di podi sia nelle forme del kata sia nei combattimenti di kumite, collezionando ben sedici medaglie complessive (sei ori, quattro argenti e sei bronzi) tra le categorie giovanili e i Master.
Un biglietto da visita eccellente che proietta il gruppo verso gli appuntamenti internazionali del 2027, confermando l’arte marziale giapponese come straordinaria scuola di vita e autocontrollo. Ecco il bilancio e la riflessione del Maestro Flavia Uboldi che esordisce spiegando cos’è l’One Karate Festival: “Una gara ASI Open, nella quale sono stati dimostrati tutti i diversi stili del karate, un vero e proprio festival dedicato a questa nota e diffusa arte marziale giapponese”.
Voi del Deaishin vi siete esibiti sia nel kata sia nel kumite?
“Sì, abbiamo svolto le prove sia di kata o forme, sia quelle di kumite o combattimento regolamentato, e devo ammettere che in generale siamo andati bene in entrambe”.
Quali traguardi avete raggiunto?
“Abbiamo vinto sei medaglie d’oro: nel kata con le cinture nere Sofia Avanti, categoria Juniores, Caterina Miggiano, Esordienti, e Maurizio Miggiano, categoria Master; nel kumite oro per la cintura nera Francesco Calandro, categoria Seniores; Joele Comendulli, cintura marrone nel kata e bronzo nel kumite, della categoria Esordienti; oro anche per Tommaso Molinari nel kata, cintura arancione, della categoria Cadetti. Abbiamo vinto anche quattro argenti, ossia Antonio Di Bari nel kata, cintura arancione, della categoria Bambini; Giulia Salvadori, cintura verde nel kata, della categoria Cadetti; Lisa Carletti nel kata, cintura nera, categoria Esordienti; e argento anche per Antonio Grassi, cintura nera, nella categoria Master. Siamo saliti sul podio anche con sei medaglie di bronzo, ossia nel kata con Juris Zema, cintura nera, della categoria Master; Eneli Hein, cintura nera, categoria Master; Giulia Perusin, cintura nera, categoria Cadetti; Noemi Tonetti, cintura verde, categoria Bambini; Michelle Gervasini, cintura verde, Esordienti; e bronzo nel kata anche per Youssef Zammali, della categoria Esordienti”.
Quali sono i vostri obiettivi?
“Nel complesso l’agonistica e l’ambito gare; questi risultati, per essere a inizio stagione, sono davvero notevoli, anche per il fatto che diversi nostri atleti sono appena tornati dalle vacanze. Nel complesso intendiamo allenarci in vista delle gare internazionali di karate che si svolgeranno l’anno prossimo, nel 2027. Teniamo molto anche a un aspetto tradizionale del karate, come ad esempio il fatto che migliora gli atleti sul piano psicofisico e ne consolida anche la concentrazione mentale”.
Intenderà portare alle gare anche le cinture bianche e gialle?
“Attualmente sì, in particolare alle gare interregionali e nazionali; in generale ho comunque notato un ottimo livello di karate sul piano tecnico, atletico e tattico anche da parte delle nostre cinture ‘alte’, tra le quali anche le verdi, blu e marroni”.
Nell’ambito della difesa personale, come si può reagire a una minaccia d’aggressione fisica?
“Ad esempio, nel momento in cui una persona si avvicina con aria minacciosa, e dopo che noi le diciamo più volte di allontanarsi, credo che convenga gestire questa situazione di reale pericolo con tranquillità, pacatezza e razionalità, allo scopo di evitare lo scontro o la lite che potrebbe condurre a conseguenze negative sia sul piano sanitario sia su quello giuridico per entrambi i contendenti. Dato il fatto che l’ipotetico aggressore non si sposta e non abbandona lo scenario, ci spostiamo noi, se ne abbiamo la possibilità; altrimenti penso che converrebbe difendersi, anche verbalmente, ma dimostrando sempre una reazione adeguata e proporzionata a quel genere di provocazione o di aggressione”.
Nel caso una donna dovesse urlare contro delle altre, come si può reagire?
“Credo che sarebbe opportuno tentare in quel momento di placarla verbalmente; altrimenti ritengo personalmente che sia molto più opportuno ignorarla, allo scopo di evitare che l’ipotetica donna, aggressore verbale o psicologica, si irriti maggiormente”.
Qual è lo scopo del karate dinanzi alle situazioni di reale emergenza?
“Il karate insegna anche a gestire le situazioni di vero pericolo in modo pacato, tranquillo e razionale, e anche a evitare successive e reali conseguenze critiche, dovute a reazioni eccessive in seguito a ipotetiche aggressioni fisiche oppure verbali. Quest’arte marziale giapponese, dal punto di vista psicologico, dinanzi al pericolo reale è molto utile anche per evitare futili liti o inopportuni attriti fra gli individui e fra tutti noi, che purtroppo però potrebbero ogni tanto verificarsi durante il corso della nostra vita quotidiana”.
Nabil Morcos


























