
Continuità, solidità, unione. La Robur Et Fides prosegue il proprio cammino nel campionato di Serie C su queste tre direttrici, alzando di settimana in settimana il proprio livello di gioco e contestualmente, di risultati.
Così dopo la vittoria sofferta, combattuta ed importantissima all’esordio con Cerro Maggiore, i ragazzi di coach Donati si sono confermati anche in casa con Erba, vincendo nettamente 84-60 e rendendo facile una partita insidiosa, come solo le grandi squadre sanno fare.
Una vittoria che ha messo in luce la prestazione di Marco Calzavara, autore di una prova da 19 punti e 5 rimbalzi, uno dei veterani di questa squadra che con la sua esperienza e classe è pronto a condurre i gialloblu verso un traguardo che già due volte in carriera ha conquistato, ossia la vittoria del campionato. Perché, se non c’è due senza tre…anche se l’esterno ex BBG e Progetto Ma.Go non fa voli pindarici e rimane molto con i piedi per terra pensando ad una stagione tutta ancora da vivere ed affrontare con la giusta testa per evitare errori che potrebbero anche rivelarsi poi fatali.
Calzavara, intanto, che commento dà alla vittoria con Erba?
“Sicuramente abbiamo disputato una partita solida, come volevamo. Loro sono stati molto aggressivi e hanno giocato con grande intensità, quindi sarebbe stato facile cadere nella tentazione di perdere la testa. Invece siamo rimasti concentrati e nel terzo quarto abbiamo dato la spallata decisiva”.
Quanto è importante iniziare un nuovo progetto con un gruppo già consolidato tra giocatori e staff?
“È sicuramente importante partire con una buona conoscenza reciproca e avere i giusti meccanismi fin dall’inizio, perché questo permette poi di lavorare sui dettagli che fanno la differenza nel risultato finale. Anche avere un gruppo solido, che si sta consolidando bene, è fondamentale: tutto questo si riflette in campo, nell’atmosfera e nell’ambiente”.
Rimango sull’ambiente, come ha trovato quello del mondo Robur?
“Ho trovato un club che vuole concentrarsi sulle cose importanti, a partire dall’atmosfera che si crea tra staff e giocatori. Una società positiva, che ha voglia di fare bene e che, attraverso scelte mirate e ponderate, senza fretta, vuole costruire qualcosa di importante. Ci sono tutte le carte in regola per disputare una buona stagione. Ci sono ancora tante cose da migliorare, ma per ora ci stanno mettendo nelle condizioni ideali per lavorare bene».
Con Erba lei è stato il migliore della sua squadra, come sta andando il suo inserimento?
“Senza dubbio mi sto trovando molto bene. Con il coach siamo ormai al terzo anno insieme e il suo modo di intendere la pallacanestro si sposa bene con le mie caratteristiche. In ogni caso, il singolo conta relativamente: a me interessa vincere le partite. Vedo una squadra che si sta mettendo al servizio del coach e sono convinto che questo, più avanti, potrà portarci grandi soddisfazioni”.
Che campionato a trovato rispetto a due anni fa e chi pensa potranno essere le vostre prime antagoniste per le zone alte di classifica?
“Ci sono molte squadre che sono rimaste sul livello di quelle che avevo affrontato nel mio ultimo anno in Serie C, anche se allora giocavo nel girone piemontese. Ogni partita va affrontata nel modo giusto, perché non ci sono gare facili. Oltre a Cerro, direi che Pavia può essere una delle rivali per le prime posizioni del girone”.
Lei che di vittoria del campionato di Serie C se ne intende, pensa che questa squadra abbia le carte in regola per centrare la promozione?
“Dipenderà da come impareremo a stare insieme. Se sapremo tirare fuori il meglio gli uni dagli altri, potremo toglierci delle belle soddisfazioni”.
Nel prossimo turno arriva un match molto difficile come quello con Robbio, che gara si aspetta?
“Sarà una gara tosta, da affrontare nel modo giusto su un campo complicato. Robbio è una squadra esperta, con giocatori di livello, e dovremo prestare molta attenzione. L’obiettivo sarà scendere in campo senza mollare neanche un centimetro”.
Chiudo chiedendole un pensiero su suo fratello Andrea, capitano di APU Udine: da varesino, che effetto le ha fatto vedere il canestro con cui ha regalato la vittoria ai suoi contro Cantù un paio di settimane fa?
“È stato bellissimo, ed è altrettanto bello vederlo prendersi queste responsabilità. Sono contento per lui e trovo positivo che gli venga dato spazio e fiducia: non è così scontato che a un giocatore italiano vengano affidate responsabilità di questo tipo”.
Alessandro Burin























