C’è aria di derby in quel di Ponte Tresa: l’appuntamento è già lanciato per domenica 18 ottobre, quando prenderanno il via 90’ semplicemente imperdibili che andranno ad infiammare ancor di più un già esplosivo Girone Z di Seconda Categoria. Ed entrambe le contendenti arriveranno al big match sulle ali dell’entusiasmo: da una parte l’Olimpia Tresiana è reduce da 4 punti nelle complicatissime sfide contro Cuassese e Eagles Caronno (e Vincenzo Rinaldi vuole lasciare la panchina biancoazzurra a Daniele Bongiolatti con un risultato di spessore), dall’altra il Ponte Tresa si presenterà galvanizzato dal primo roboante successo in campionato.

Il 4-1 con cui i gialloblù hanno dominato la Ternatese rappresenta un biglietto da visita inequivocabile: nella domenica appena trascorsa, gli uomini di mister Gatta sono finalmente riusciti a capitalizzare l’enorme mole di gioco prodotta (che fin qui non è mai mancata) conquistando la piena posta in palio. Successo che ha permesso al Ponte Tresa di salire a quota 5 punti in classifica (a -1 dall’Olimpia) e accendere ancor di più la settimana corrente. La parola d’ordine, però, è calma e Nicolò Pirrello lo ribadisce con serenità. “Finalmente sono arrivati i tre punti – esordisce il centrocampista classe ’01 – che avremmo meritato anche prima. Quella di domenica è stata una sorta di liberazione, ma non ci sentiamo arrivati: la fiducia non è mai mancata, l’auspicio è quello di continuare su questa strada senza montarci la testa. Sappiamo di non aver fatto ancora niente”.

Entrando nel vivo della sfida di domenica, di fronte c’era una Ternatese reduce da risultati importanti e in rampa di lancio. Qual è stata la chiave per vincere la partita?
“Sicuramente il gioco corale. Siamo scesi in campo con idee chiare, riuscendo a esprimere un calcio piacevole, organizzato ed efficace. Sul piano qualitativo siamo stati nettamente superiori e il risultato finale ha fotografato fedelmente l’andamento del match. La chiave è stata l’ordine tattico: abbiamo interpretato la sfida da vera squadra, abbinando intensità e pulizia tecnica”.

Una vittoria che a livello di classifica e mentalità dà una scossa, pur nella consapevolezza che la stagione è appena iniziata…
“Esattamente. Ci serviva una scintilla del genere per dare una spinta ulteriore a tutto l’ambiente. La convinzione nei nostri mezzi non è mai venuta meno sin dal raduno, nonostante qualche ko iniziale e qualche punto lasciato per strada con un pizzico di rammarico. Questo successo cementa la nostra autostima: adesso l’imperativo è dare continuità e continuare a muovere la classifica”.

Nelle prime uscite la manovra non è mai mancata, eppure qualcosa si era inceppato nei momenti chiave. Avete pagato lo scotto del salto di categoria?
“Siamo una matricola che si affaccia dalla Terza Categoria, perciò un fisiologico periodo di adattamento c’è e i dettagli da limare non mancano. Più che sul piano del gioco, abbiamo pagato a caro prezzo cali di concentrazione nei finali: penso al match contro la Jeraghese, dove eravamo avanti di due reti e ci siamo fatti rimontare, o al ko di Gazzada. Ci sono mancati un briciolo di malizia e di organizzazione nei momenti caldi. Il gioco espresso però ci conforta: correggendo queste sbavature ci toglieremo belle soddisfazioni”.

Siamo nel pieno della settimana che conduce al derby con l’Olimpia Tresiana: che aria si respira e come si prepara una sfida del genere?
“Arrivare a questo appuntamento reduci da un successo netto ci permette di lavorare con serenità, fiducia e il giusto carico di adrenalina. Non avvertiamo particolare pressione: loro scendono dalla Prima Categoria, noi saliamo dalla Terza, dunque sulla carta sono loro ad avere i riflettori puntati addosso. Detto questo, parliamo pur sempre di un derby e faremo di tutto per conquistare i tre punti. Mi auguro sia una gara spettacolare e corretta da entrambe le parti”.

Guardando il girone nel suo complesso, fin qui ogni partita è letteralmente imprevedibile: dall’esterno non sembrano esistere esiti scontati. Dall’interno, invece, come viene percepito questo campionato?
“I valori sono estremamente livellati, almeno stando a quanto visto in queste prime cinque giornate. In ogni incontro la differenza la fanno gli episodi e la capacità di ridurre gli errori individuali. È un campionato equilibrato, combattuto e senza gerarchie già scritte, dove ci sarà da dare battaglia fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata”.

Sul piano personale hai approcciato la stagione nel migliore dei modi: tre centri nelle prime quattro giornate e un ruolo già centrale nello scacchiere.
“Sono partito forte e trovare subito il gol aiuta tantissimo a livello di morale e consapevolezza. Per me si tratta di un ritorno a casa, avendo già vestito questa maglia tre anni fa: conoscevo la società, l’ambiente e gran parte del gruppo, perciò mi sono riambientato all’istante. Il mio obiettivo è continuare su questi ritmi per dare il massimo contributo alla causa comune”.

Cosa ti ha spinto a tornare?
“Ho trascorso una stagione e mezza in Svizzera al Paradiso, giocando con la seconda squadra e aggregandomi qualche volta agli allenamenti della Prima Squadra. È stata una parentesi molto formativa in un centro sportivo moderno e professionale, dove ho avuto l’opportunità di confrontarmi con metodologie differenti e “rubare” preziosi consigli. La scelta di rientrare è nata dal desiderio di tornare a casa e ritrovare un gruppo di amici veri con cui condividere la passione per il calcio, ma conservo un ottimo ricordo dell’avventura oltreconfine”.

L’obiettivo resta la permanenza in categoria?
“Assolutamente sì, il focus primario è quello di una salvezza tranquilla. Poi, considerando l’estremo equilibrio del girone, più punti riusciremo a mettere in cascina e più potremo divertirci cammin facendo”.

Matteo Carraro

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