Il mondo dello sport varesino e lombardo si sveglia con una notizia che lascia attoniti e con un profondo senso di vuoto. All’età di 79 anni si è spento all’improvviso Gabriele Andena, figura storica del nostro calcio, stroncato da un improvviso malore mentre stava facendo ciò che amava: praticare sport, durante una partita di tennis. 

Nato a Milano nel 1947, Andena è stato un difensore roccioso, affidabile e di grande intelligenza tattica. Dopo i primi passi nella Gallaratese, legò indissolubilmente il proprio nome al Varese, maglia che ha vestito per sei stagioni dal 1968 al 1974, collezionando quasi cento presenze, due storiche promozioni in Serie A e affrontando a testa alta i campioni del massimo campionato (proprio pochi giorni fa aveva presenziato all’inaugurazione di Piazzale Anastasi davanti all’Ossola ricordando quando aveva marcato “Pietruzzo”). Un percorso sportivo di alto livello – proseguito poi con successo anche con la maglia dell’Atalanta e legato all’orbita dell’Inter – in cui ha sempre dimostrato una correttezza esemplare, tanto da non aver mai rimediato un solo cartellino in Serie A in tutta la carriera. 

Appesi gli scarpini al chiodo, “Lele” non si era mai allontanato dai rettangoli verdi. Da anni collaborava con passione per Limonta, azienda leader con cui si occupava della realizzazione di campi in erba sintetica. Un lavoro che svolgeva con l’entusiasmo del primo giorno, contribuendo a regalare superfici moderne e sicure a migliaia di giovani calciatori e a tante società del nostro territorio e non solo. 
Ma al di là dei tabellini, delle presenze e dei successi professionali, di Gabriele Andena resterà per sempre impressa la statura umana. Era impossibile non volergli bene: la sua consueta cordialità, i modi gentili e quel sorriso aperto e sincero che lo contraddistingueva a ogni incontro erano il suo autentico marchio di fabbrica. Una persona solare, sempre pronta a una battuta, a uno scambio d’opinioni sul calcio di oggi o a rievocare con affetto gli aneddoti del passato biancorosso.

La redazione di Varese Sport si stringe con affetto e profonda commozione attorno alla famiglia di Gabriele, porgendo le più sentite condoglianze in questo momento di grande dolore.

Michele Marocco

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