Dopo una serie di risultati positivi che avevano dato slancio ed entusiasmo, il cammino del Varese Femminile nel Girone A di Eccellenza ha conosciuto un improvviso e amaro rallentamento. Prima la rimonta subita in casa del Teamsport, con un doppio vantaggio dilapidato fino al 2-2 finale, poi la beffa domenicale tra le mura amiche contro la Doverese: uno 0-1 incassato proprio nel momento migliore delle biancorosse, quando la pressione offensiva sembrava poter far crollare il muro ospite da un momento all’altro.

Due passaggi a vuoto che bruciano ma che, al tempo stesso, impongono una reazione immediata. Domenica prossima all’orizzonte c’è la delicata trasferta sul campo dell’Accademia Milano, un banco di prova ideale per testare il carattere e la maturità del gruppo guidato da Christian Faccone. A suonare la carica e a dettare la rotta per invertire la marcia è Monica Tancredi, esterno classe 1996 giunta alla sua seconda annata in biancorosso, sempre pronta a mettere grinta, personalità e spirito di sacrificio a servizio della causa.

“In questo momento c’è la piena consapevolezza di esprimere un ottimo calcio e di creare tantissime occasioni da rete – spiega Tancredi con lucidità –, ma per raccogliere il massimo ci manca ancora quel pizzico di cinismo. Dobbiamo essere feroci e concentrate sia in difesa sia a centrocampo per non far rientrare le avversarie, ma soprattutto molto più spietate sotto porta per indirizzare le gare a nostro favore e compiere il salto di qualità definitivo. Il potenziale per stare in alto c’è tutto, adesso tocca a noi dimostrarlo sul campo”.

La sconfitta interna di domenica con la Doverese è arrivata quasi come un paradosso, proprio mentre stavate spingendo al massimo: come te la spieghi?
“È una sconfitta difficile da digerire, esattamente come quella subita a Sarnico a inizio campionato. In questo girone, se non concretizzi le opportunità che crei e abbassi la concentrazione anche solo per un istante, vieni punita immediatamente. Dobbiamo fare tesoro di queste battute d’arresto, reagire subito e trasformare la delusione in determinazione e sana cattiveria agonistica, ripartendo con ancora più fame e consapevolezza”.

La sensazione costante è che il livello sia molto equilibrato e che possiate giocarvela alla pari con tutte…
“Il livello medio del campionato si è alzato parecchio e ogni domenica affrontiamo formazioni molto fisiche e ben organizzate: non esistono partite facili o scontate. Noi conosciamo il nostro valore e sappiamo quanto duramente lavoriamo durante la settimana. Quando mettiamo in campo la nostra qualità tecnica e il coraggio di fare la partita, dimostriamo nei fatti di potercela giocare contro chiunque”.

La classifica inizia però a sgranarsi: ci pensate? Oppure preferite non guardarla?
“Sarei ipocrita a dire che non guardiamo la classifica: siamo consapevoli della situazione e sappiamo benissimo che dobbiamo cambiare passo. In questo momento la priorità resta continuare a lavorare con intensità per ritrovare continuità nei risultati. Non possiamo più permetterci di lasciare punti preziosi per strada, dobbiamo convertire il lavoro settimanale in prestazioni concrete e recuperare terreno per riavvicinarci alle formazioni che ci precedono”.

Domenica prossima farete visita all’Accademia Milano: che partita ti aspetti e che atteggiamento servirà?
“Sarà una sfida particolarmente spigolosa: abbiamo ancora addosso il rammarico ripensando a come andarono i confronti della passata stagione. L’aspettativa è quella di rivedere l’autentica anima di questa squadra, fatta di quel cuore e di quella determinazione tirati fuori nelle battaglie più complicate. Voglio un Varese aggressivo fin dal primo minuto, capace di imporre il proprio gioco senza concedere regali e senza uscire dal campo con rimpianti. Abbiamo tanta voglia di riscattare quei precedenti e prenderci i tre punti. Lo dobbiamo anche a Mati (Matilde Zanoncini, che purtroppo si è rotta il crociato anteriore e lesionata il collaterale, ndr): le mando un grande abbraccio e le assicuro che spaccheremo tutto anche per lei!”.

Più in generale, qual è il tuo augurio da qui a Natale??
“Il mio augurio più grande è che la squadra trovi finalmente quella stabilità che finora è mancata, evitando di viaggiare sulle montagne russe. Stiamo spingendo forte e, mantenendo altissima la concentrazione in ogni singola seduta, spero che da qui a Natale si riesca a inanellare una striscia di vittorie dimostrando che gli errori commessi ci sono serviti da vera lezione”.

A livello personale, sei soddisfatta della tua stagione fin qui?
“Fisicamente mi sento molto bene e cerco costantemente di farmi trovare pronta a ogni chiamata. Tra di noi c’è una concorrenza sana e leale durante gli allenamenti, un aspetto positivo che stimola ciascuna di noi a dare sempre il duecento per cento. Personalmente so di poter dare ancora molto alla squadra”.

Rispetto alla scorsa stagione, vedi un collettivo più maturo e consapevole?
“La rosa è cresciuta sia in termini di qualità complessiva sia nella profondità delle alternative. Il grande vantaggio rispetto a un anno fa è la continuità tecnica con il mister: conosciamo alla perfezione i suoi principi di gioco, le richieste tattiche e cosa vuole da noi nelle fasi di transizione. C’è sicuramente maggiore maturità, anche se dobbiamo ancora compiere dei progressi nella gestione dei ritmi e dei momenti della gara”.

Quali traguardi credi siano alla portata del Varese e quali sono i tuoi obiettivi personali?
“Mi aspetto che questo gruppo riesca a esprimere finalmente tutto il suo potenziale fin qui rimasto semi-nascosto. Se riusciamo a mettere da parte ogni timore reverenziale e scendiamo in campo con la giusta dose di coraggio e cattiveria, possiamo giocarci le nostre carte fino in fondo sia in campionato sia in Coppa Italia, un obiettivo al quale tutta la società tiene moltissimo. Sul piano personale punto a crescere ancora, rendermi utile e dare il massimo per il bene comune”.

Lo scorso anno avevi detto di essere approdata a Varese “nel momento giusto”: quando arriverà il momento giusto per il salto di categoria?
“Il momento giusto per salire di categoria non è una data prestabilita sul calendario da attendere passivamente. Sono una persona molto concreta e con i piedi per terra, ma questo non mi impedisce affatto di sognare in grande con la maglia del Varese. I traguardi importanti non arrivano mai per caso o per fortuna, si conquistano con il sudore quotidiano e curando ogni minimo dettaglio. Qui mi sento a casa e vedo che società, staff e squadra condividono la medesima ambizione di puntare sempre più in alto. Oggi la priorità è costruire i risultati giorno per giorno: a fine stagione tireremo le somme e vedremo dove saremo arrivate”.

Matteo Carraro

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