
Non può che esserci enorme rammarico (e preoccupazione, visti gli infortuni) sponda Varese dopo il pari a reti bianche contro una tignosa Solbiatese. “La disamina del loro mister non fa una piega e gli rende onore – esordisce Andrea Ciceri –: la Solbiatese ha dovuto adattarsi perché il Varese ha fatto una grossa gara. Ci è mancato davvero solo di sbloccarla; su qualche episodio siamo stati sfortunati, ma ci abbiamo provato con insistenza per vie diverse. C’è rammarico per aver fatto solo un punto, ma ai ragazzi c’è poco da dire: abbiamo creato tantissimo, colpito due traverse e trovato parate importanti del portiere. Su un campo complicato che penalizza chi ha il pallino del gioco, siamo riusciti a creare trame importanti contro un avversario in fiducia, tenendo la porta inviolata e non rischiando: quando non riesci a vincere è fondamentale non perdere. Nel finale abbiamo chiuso con cinque under che hanno dato tutto, anche se l’uscita di Cogliati ci ha tolto la zampata decisiva. Più che per il punto in sé, però, la mia vera preoccupazione riguarda come usciamo fisicamente da questa gara: le condizioni di Cogliati e Beretta, uno per una distorsione al ginocchio l’altro per un risentimento muscolare, sono da valutare ed è questo in assoluto il disappunto più grande di oggi“.
Dello stesso avviso Lorenzo Berbenni, tra i migliori in campo quest’oggi: “Abbiamo fatto una gran gara e c’è rammarico: oggi dovevamo portarla a casa e abbiamo lasciato giù due punti. Siamo stati comunque bravi a non mollare di un centimetro, perché in gare così rischi pure di perderla. Sulla traversa non mi sono reso conto dal campo se la palla fosse dentro: peccato, era un bel tiro, terrò il gol per la prossima occasione. Dietro abbiamo concesso pochissimo e davanti abbiamo creato davvero tanto, quindi oggi c’è stata anche un po’ di sfortuna. A livello personale mi sento bene, sto trovando la condizione migliore e in questo gruppo lavoro ogni giorno per crescere“.
Matteo Carraro
























