
0-0 tra Varese e Solbiatese, ma per Claudio Milanese il risultato non può che “passare in secondo piano” vista l’emozione dell’attuale patron nerazzurro nel tornare in uno stadio nel quale ha scritto pagine di storia biancorossa: “Tornare all’Ossola è una grandissima emozione: è la prima volta che rientro nello stadio dove sono cresciuto, ho passato tantissimo tempo e condiviso tante gioie e anche qualche amarezza. Vedere ancora appese le foto delle mie squadre ha reso questa domenica molto speciale. Sul campo devo ringraziare tutti i miei ragazzi, perché hanno saputo soffrire contro un Varese che per organizzazione e qualità mi ha fatto una grandissima impressione. Abbiamo disputato un’ottima prova caratteriale e tattica, concedendo senza subire proporzionalmente a quanto loro hanno creato. È ancora presto per guardare la classifica: affrontiamo questa categoria per la prima volta dopo aver finito il 15 giugno, puntando sul gruppo storico e inserendo piano piano nuovi innesti. Infine, vedere l’Ossola così, abbandonato a sé stesso, fa male a me come a tutti: è stato teatro di grandi squadre e merita ben altro. Mi auguro si sblocchi presto il recupero dell’area per restituire alla prima squadra della nostra provincia la casa che merita“.
Entrando nello specifico del match, il dg nerazzurro Carmine Gorrasi aggiunge: “È stata una partita dura: il campo permetteva solo quel tipo di gioco, limitando anche loro, e i ragazzi hanno lottato per novanta minuti sotto l’acqua incessante rispondendo ancora presente. Avevamo ben pochi dubbi sul valore del gruppo: la società sapeva di avere grandi uomini prima che calciatori, e lo stanno dimostrando fin da agosto. Uscire con cinque punti complessivi dai campi di Pro Patria, Pro Sesto e Varese rappresenta una grossa iniezione di fiducia. Dobbiamo continuare su questa strada: il campionato è tosto e lungo, l’obiettivo primario resta arrivare in fretta a quaranta punti“
Spazio poi al campo con le dichiarazioni di mister Andrea Aletti: “Avevamo preparato la partita in un altro modo, poi per meriti del Varese abbiamo dovuto cambiare piano gara, dimostrando ancora una volta di essere una squadra compatta che sa soffrire e portando a casa un punto importante. Fa piacere restare imbattuto, anche se so che prima o poi una sconfitta arriverà: ringrazio i ragazzi per quello che danno sempre. Nelle tre partite in una settimana, pur diverse tra loro, siamo emersi con carattere e qualità con un ottimo turnover. La difesa solida era una certezza da cui ripartire in estate: poi è vero che in queste gare la fortuna ci ha dato una mano in qualche episodio, ma la sorte va cercata e alla lunga gli episodi si compensano. Continuiamo così“.
Alle dichiarazioni del tecnico fanno eco quelle di Matteo Suatoni: “Faccio sempre quello che mi chiedono i mister, prima Gatti e ora Aletti con cui mi trovo benissimo: do tutto finché le gambe reggono. Il salto di categoria era difficile; rispetto alla Coppa contro il Varese si sono visti grandi passi avanti. Ora proviamo a giocare e a impostare un po’ più dal basso, ma le mie consegne restano le stesse: grandissima intensità in entrambe le fasi, andare a pressare forte, recuperare palloni e riempire sempre l’area per sfruttare al meglio ogni occasione da gol“.
Matteo Carraro






























