
Il Morazzone sta tornando e lo sta facendo in grande stile. Dopo un altalenante avvio di stagione nel Girone B di Promozione, con due sconfitte nelle prime tre, tra cui il rocambolesco ko all’esordio con il Gavirate (2-5), i rossoblù hanno invertito prontamente la rotta, centrando prima due pareggi e poi due vittorie consecutive, fruttando così otto punti che li vedono saldi al quarto posto a sole quattro misure di distanza dalla vetta. Lo schiacciante successo per 6-0 di domenica sulla Castanese è la ciliegina sulla torta dell’ottimo momento vissuto dal club di Morazzone: una prestazione che non solo simboleggia il primo trionfo stagionale al “Morazzello“, ma che conferma la qualità offensiva dei ragazzi di Marco Dallo (15 gol in sette giornate, secondo miglior attacco del raggruppamento) e soprattutto mette in risalto la solidità e l’attenzione difensiva del gruppo, dato che con il clean sheet del fine settimana, sono diventate quattro le giornate consecutive senza subire gol.
Numeri e sensazioni che evidenziano l’ottimo lavoro di un gruppo giovane, rinnovato e che sta man mano consolidandosi per arrivare ad esprimere il suo pieno potenziale. Se le novità sono state tante in questa stagione, a Morazzone il punto fermo porta il nome di Mattia Deodato, trequartista classe 2001 al suo secondo anno nel club, ma senza dubbio già tra i leader più esperti della squadra, come testimoniato dalla fascia da capitano indossata al braccio domenica dopo domenica. Cresciuto nel vivaio della Varesina, con la quale ha poi esordito in Prima Squadra nel 2018 disputandovi in seguito cinque stagioni tra Eccellenza e Serie D, il fantasista rossoblù è stato capace di affermarsi per il suo talento e la sua qualità, ritagliandosi un ruolo da protagonista nelle successive due stagioni in Eccellenza con le maglie di Sestese e Ardor Lazzate, per poi consacrarsi definitivamente nella stagione 24/25 al servizio della Besnatese, dove è stato uno dei protagonisti della storica promozione in Eccellenza del Biscione con le sue 12 reti. Nel suo presente ora c’è il Morazzone, società che ha ampiamente creduto in lui a seguito dell’ottimo impatto avuto nella scorsa annata, vedendo in lui una figura da cui ripartire e costruire le basi per un futuro di ambizioni importanti, per la quale Deodato punta a ripagare tutta la fiducia riposta.
Partiamo da domenica, con il travolgente 6-0 sulla Castanese: pioggia di gol, quarta rete inviolata consecutiva e soprattutto sei tornato a segnare…direi la domenica perfetta.
“Direi di sì. Partirei proprio dalla rete inviolata che è il fattore più importante. In realtà erano già da un po’ di prestazioni che ci sentivamo bene, dallo 0-0 con il Rovellasca e poi quello con la Sestese. Quindi insomma, quando non subisci gol per un po’ di partite, poi un gol arriva. Penso che abbiamo una squadra che anche individualmente ha delle qualità importanti, quindi ci siamo detti in spogliatoio partiamo da non prendere gol che poi il gol lo facciamo. Infatti domenica è stato così, siamo partiti molto bene subito all’inizio, ha fatto un bel gol Mattia (Carnelli, ndr) e poi è andata in discesa, siamo stati bravi a rimanere concentrati per tutta la partita e poi la abbiamo portata dalla nostra parte comunque contro una squadra che sì, aveva delle defezioni, però resta ad ogni modo una buona squadra”.
È un risultato che oltre a dare continuità al vostro buon momento, rappresenta la vostra prima vittoria casalinga in campionato: quanto era importante sbloccarsi anche al “Morazzello“?
“Importantissimo, perché vincere in casa davanti al proprio pubblico è bello e ci serviva, perché in trasferta stiamo riuscendo a dare continuità di risultati, mentre in casa meno, dunque è importante per il morale e per far capire che venire a Morazzone non è facile”.
Con i 15 gol segnati in sette partite, siete il secondo miglior attacco del Girone B: pensi sia un dato che rispecchi a pieno il vostro gioco propositivo e offensivo?
“Fin dal primo giorno, il mister ci ha chiesto un gioco molto verticale e questo aiuta molto nel creare tante occasioni per segnare lì davanti. Adesso fortunatamente ci stiamo riuscendo con più continuità, speriamo di continuare su questa strada, però partiamo sempre dal non subire gol, quella è la cosa più importante”.
Parlando della tua avventura finora a Morazzone, sei al tuo secondo anno con il club e sei stato uno dei pochi giocatori confermati della rosa della scorsa stagioni: quali differenze hai notato maggiormente finora, soprattutto nel gruppo?
“Sicuramente ci sono tante differenze perché è cambiato molto rispetto allo scorso anno, però parliamo di un gruppo giovane, che si rispetta molto in allenamento, non ci sono mai discussioni. Siamo molto uniti, ci fermiamo tutte le settimane a mangiare insieme e alla fine in queste categorie il gruppo fa la differenza, dunque stiamo cercando di compattarci, a partire dai più giovani che sono tanti, fino a noi più vecchi, anche se così vecchi non lo siamo (ride, ndr). Ad ogni modo, con questo ruolo da capitano sto cercando di trasmettere quello che ho imparato in questi anni, così come i miei compagni più esperti tra cui Perego, Lonardi, Schieppati…Cerchiamo di trasmettere quello che possiamo con il massimo rispetto”.
Immagino che indossare quella fascia da capitano sia una grande responsabilità per te.
“E’ una responsabilità soprattutto nei confronti della società, perché fin dal primo giorno, sono stato veramente trattato bene, dunque anche nei confronti del presidente, del direttore e dello staff in generale, sento molto questa responsabilità di trasmettere i valori del Morazzone, anche ai miei compagni che venivano da fuori. Poi chiaramente cerco anche di aiutare i ragazzi più giovani”.
Per te si tratta inoltre del terzo anno consecutivo in Promozione, dopo anni passati tra Serie D ed Eccellenza: pensi di aver trovato un po’ la tua dimensione o ti piacerebbe tornare a competere in palcoscenici più importanti?
“Si, diciamo che ad oggi, tra lavoro e impegni personali, penso di aver trovato un po’ la mia dimensione. La Promozione resta comunque un campionato difficile, le squadre si stanno rinforzando, tanti giocatori scendono dalle categorie superiori, quindi non è così facile. Io cerco di dare un po’ di quello che ho imparato dai calciatori con i quali ho giocato in Eccellenza e in Serie D, con qualcuno che magari veniva anche dal professionismo, quindi provo a trasmettere quella fame e quella mentalità che loro avevano”.
Chissà che un giorno tu non ci possa tornare proprio con il Morazzone…
“Si sarebbe molto bello, sicuramente arrivare in Eccellenza in una società come il Morazzone, sapendo tutti i sacrifici fatti dal club, sarebbe qualcosa di incredibile. Il progetto ad ogni modo è più a lungo termine, noi adesso pensiamo giornata dopo giornata, però l’ambizione della società è chiara: far crescere i giocatori del proprio vivaio e quest’anno questa impronta è stata eclatante, dato che più della metà della squadra viene dal settore giovanile. Credo proprio che la volontà della società sia questa, far crescere i propri giovani, dar loro spazio e magari raggiungere degli obiettivi con quegli stessi giocatori che sono cresciuti a Morazzone”.
Tornando sul campionato, domenica ci sarà un altro derby, questa volta con il Marnate Gorla: ci possiamo aspettare una sfida pirotecnica al livello degli altri due derby da voi già disputati?
“Ogni partita è a sé, ogni partita è difficile. Noi cercheremo di dare come sempre il massimo, ahimè di partite tranquille non ce ne sono. Il Marnate sta facendo un bel campionato, dunque andremo da loro con il coltello tra i denti, pronti a lottare per portare a casa i tre punti”.
A livello personale invece ti poni qualche obiettivo in particolare?
“Non mi piace pormi degli obiettivi numerici, semplicemente per il tipo di giocatore che sono, preferisco che in campo si veda la mia presenza, aldilà dei numeri. Quindi il mio obiettivo personale è cercar sempre di fare la differenza, di dare la mano alla squadra facendo sempre qualcosa in più, che magari gli altri non riescono a fare. Cercherò di fare più gol e assist possibile, ma ciò che cercherò principalmente quest’anno è appunto essere un buon capitano per i miei compagni e far vedere loro che ci sono, sempre in campo e pronto a dare una mano a tutti”.
Francesco Marcassa




























