
Antonio Savio, classe 1963, per i suoi amici sportivi “Danny”, è una di quelle persone che definire poliedriche è riduttivo. In molti lo conoscono per le sue performance sportive, il più delle volte non legate al risultato agonistico, altri lo apprezzano come artista. La sua vita è come quei libri che ti stupiscono ogni capitolo e non sai mai cosa ti aspetta.
Quando scopre la mountain bike partecipa per cinque volte alla Transalp, una manifestazione ciclistica che si svolge in più tappe attraversando le Alpi, poi inforca il rampichino e per quatto volte sale al Capanna Regina Margherita, situato sulla vetta della Punta Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa, località che con i suoi 4554 metri di altitudine è il rifugio alpino più alto in Europa. L’ultima sfida ciclistica in ordine di tempo è la scalata al Passo dello Stelvio che con i suoi 2758 metri sul livello del mare è il valico italiano più alto.
Nulla di eccezionale si potrebbe dire se non che il nostro Danny ha percorso i quasi 22 chilometri di salita in sella a una bicicletta che tutti conoscono come modello Graziella, con tanto di cestino. Un’ascesa con un dislivello di circa 1700 metri scalata con un rapporto 44×16 in due ore e 23 minuti. “Sono imprese che ogni volta mi accingo a fare semplicemente per una sfida con me stesso” afferma Savio che in qualche occasione si cimenta nelle gare Master di ciclocross e nelle manifestazioni di corsa a piedi in salita. Ha vestito numerose maglie di team ciclistici dal Gruppo Sportivo San Pietro di Cassano Magnago al New Team di Cavaria, e si è messo a disposizione anche di società ciclistiche per allenare i giovani atleti come nel caso del Club Ciclistico Cardanese e del Velo Club Cassano Magnago 1992: “Insegnare l’arte della bicicletta ai ragazzi e per me un piacere. E quando vedo qualche ragazzino che raccogliere qualche buon risultato è per me una grande soddisfazione”.
Alle scuole medie Antonio Savio scopre la sua predisposizione per il disegno, una passione che lo accompagnerà per tutta la vita, numerose le mostre con i suoi quadri in uno stile indefinito influenzato dalle diversi correnti pittoriche. Successivamente inizia a scolpire il legno e in questa fase, in alcune sue composizioni, abbina il legno con dei particolari delle bicicletta elaborando delle composizioni uniche. Da Varesotto Antonio Savio ogni tanto per concentrarsi va a 1004 metri di Cervatto, in provincia di Vercelli, una paesino di meno di 50 persone dove elabora le sue opere e pensa a nuova sfide.
Sergio Gianoli


























