
In natura ci vogliono più o meno circa 50-60 giorni prima che un baco da seta completi a sua metamorfosi e si trasformi in farfalla (più propriamente detta falena) assumendo quella forma che poi lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. Una trasformazione che richiede tempo e pazienza ma che poi dà i suoi frutti in termini estetici e fisici.
Così come il baco anche la Pallacanestro Varese ha avuto bisogno più o meno dello stesso lasso di tempo dal 10 agosto, ad oggi, per iniziare la sua metamorfosi, benché non ancora completo, a farfalla, cercando di spiccare finalmente il volo in una stagione che ha tutt’altri connotati rispetto a quelle passate.
La vittoria del PalaMagis di ieri sera, sabato 31 ottobre, contro Verona ha le sembianze dell’ultimo processo di passaggio dalla forma primordiale di questa squadra verso quella più definitiva, nella sua interezza e complessità, sublimata dal terzo successo in una settimana che restituisce una squadra più solida, concreta e consapevole di ciò che può e che deve fare, al netto dei propri punti di forza e di debolezza che in maniera cristallina iniziano ad identificarsi in un sistema di gioco che funziona sempre meglio.
Prende così forma una squadra che distribuisce compiti e responsabilità all’interno di un impianto di gioco che manca ancora dei suoi due migliori interpreti, andando oltre questa mancanza puntando sulla forza del collettivo, mandando 6 giocatori in doppia cifra ed eseguendo alla lettera il piano partita di coach Kastritis, che prevedeva il controllo ed il ritmo di transizioni e rimbalzi difensivi.
Ma non solo, perché il dato più importante che esce da Verona e che già si era visto con Bc Roma e Bamberga, è la forza mentale, sempre più solida, di una squadra che non si abbatte più alla prima difficoltà e che invece che disunirsi si compatta e lotta unita cercando di riprendere in mano le sorti del match.
Trova così forma e sostanza quel passaggio di crescita e sviluppo fatto di esami, due grossi superati in meno di 4 giorni, che nel computo di una stagione fanno la differenza e per una squadra che nella stagione passata aveva dimostrato di non riuscire a fare quel passetto in avanti in più, sono già esempio sostanziale di quella trasformazione da baco a farfalla che si sta compiendo, in attesa della definitiva consacrazione frutto del rientro di McDowell-White e Della Valle, quando allora si potrà dire se questa farfalla, davvero, saprà librarsi in cielo come mai nelle ultime stagioni oppure no.
Alessandro Burin





















