Anno giubilare. Ma non esattamente Anno Santo per la Pro Patria che nel solare gioca 40 partite (37 di Campionato, 2 di playoff e una di Coppa Italia Lega Pro), con un bilancio di 7 vittorie, 10 pareggi e 23 sconfitte (32 reti fatte e 55 subite in stagione regolare). Davvero non un granché (eufemismo). Del resto, il 2025 tigrotto si era aperto con 6 rovesci filati prima del 3-1 sulla Clodiense. Per un saldo ampiamente negativo (28 punti in 37 gare disputate), anche in forza del sempre deficitario rendimento allo “Speroni” (18 punti in 19 partite).

Ma due anni fa era andata persino peggio (15 in 19 nel 2023). A consuntivo, la retrocessione (con l’elastico) ai playout, e il permanente equilibrismo societario tra maggioranza Testa e minoranza Finnat (leggasi eterno 51 a 49 nelle rispettive spettanze), ed una salvezza prossima ventura (numeri alla mano), oltre i confini della realtà. In un anno che ha registrato parecchi lutti (Giorgio Giacomelli, Grazia Bertucci, Leonardo Scala, Luciano Pistocchini), la tragedia di Raffaele Carlomagno ha provocato un fortissimo cordoglio emotivo.  
Proviamo ad isolare nell’album dei ricordi biancoblu momenti e protagonisti notabili dei 365 giorni oggi in chiusura.

Partita dell’anno

10 maggio. Pro Patria – Pro Vercelli  1-0  (83’ Ferri) 
Quattro settimane dopo il controverso 2-2 del “Piola”, ancora le Bianche Casacche nell’andata del playout. Quello con i piemontesi è il tormentone stagionale (5 incroci tra Campionato e Coppa), oltre che la possibilità di redenzione della formazione guidata dal ticket Caniato/Sala. Decide il capitano Davide Ferri (1-0) ad una manciata di minuti dal termine davanti ai 1.886 dello “Speroni”. Nel ritorno di 7 giorni dopo un gol meteorico di Romairone (unico in carriera tra i pro), condannerà la Pro Patria ad una retrocessione emendata nel giro di 70 giorni dalla riammissione. Ma il match in oggetto, resta il (solo virtuale) turning point stagionale.

Giocatore dell’anno

Davide Ferri
Capitano non certo di lungo corso (23 anni svoltati il 19 settembre), ma ormai assurto a simbolo di una squadra fatta in casa. E rimasto in biancoblu a dispetto delle tentazioni. Scelta che (a posteriori), altri rimpiangerebbero e che trova senso solo nel radicatissimo legame tigrotto. A consuntivo del 2025 di Davide Ferri, 13 gare da titolare su 20 e 2 reti nella stagione passata (per intero 6 delle ultime 7, playout compreso), e 19 su 19 con 3 assist e 1.595’ giocati (93% del totale), in quella attuale (cui sommare 90’ e il gol contro l’Alcione in Coppa). Nettamente il migliore e il più cavalcato. Quantomeno per chi è stato protagonista in entrambe le due mezze stagioni bustocche.             

Gol dell’anno

Jonathan Pitou in Pro Vercelli – Pro Patria  2-2 del 12 aprile
Sempre la Pro Vercelli di mezzo. Questa volta però a ricicciare è il ritorno di stagione regolare. Rimasto sul gosso ai biancoblu per il rigorino assegnato ai locali al 94’ dall’arbitro Vogliacco (e trasformato da Schenetti). A ritroso, l’1-2 di Citterio, il primo pari del solito Gianmario Comi e (soprattutto), la pennellata su punizione di Jonathan Pitou che fredda Franchi dopo 13’ dall’ingresso in campo dalla panchina. Rete tigrotta numero 11 per JP11. Tutte lontano dallo “Speroni”. Il tipico sciovinismo francese.           

Frase dell’anno

Leandro Greco, 12 ottobre
Vedo quello che pochi vedono. Sono convinto ciecamente che questa squadra raggiungerà l’obiettivo”. Anche l’ottica, come la matematica, non sarebbe un’opinione. Ma a secco 0-2 rimediato dall’Union Brescia, Leandro Greco si produce in una malconsigliata professione di ottimismo. Numeri e tempo gli daranno torto. Consegnando ai posteri l’ipse dixit del tecnico romano. Beffardo epigramma in modalità “Le ultime parole famose” (nel senso di rubrica de La Settimana Enigmistica) della sua esperienza biancoblu.           

Mandrakata dell’anno

Giacomo Beretta, quadripletta in Pro Patria – Lumezzane 4-1  (18 aprile)
Prima di lui c’erano riusciti solo in 4: Italo Rossi, Silvio Gallazzi, Angelino Turconi e (ultimo) Enrico Muzzio autore di tutte le 5 reti nel 5-0 contro il Parma in Serie B nel ’63. Short list degli autori di almeno 4 reti in una gara nella storia della Pro Patria. Giacomo Beretta si è unito al gruppo ristrettissimo bussando 4 volte in 22’ (le ultime 3 in soli 5’) contro il Lumezzane. Fino a quel Venerdì Santo (mica per niente), il varesino aveva messo a segno 3 gol in 1.597’ (aggiungerà poi l’ottava complessiva, sempre di venerdì, il 25 aprile a Crema). In un’annata trascurabile, un poker di Jack da show dei record.          

Parata dell’anno

William Rovida in Virtus Verona – Pro Patria  0-1 del 30 marzo
Messo al centro del mirino come pochi (forse nessuno), negli ultimi anni biancoblu, William Rovida ha dovuto spesso fare spallucce mettendo a referto parate non banali. Categoria onorata il 30 marzo con un riflesso paranormale in corner su Fabbro a preservare lo 0-1 dagli undici metri di Alcibiade. E a fare del “Gavagnin-Nocini” l’unico campo esterno su cui la Pro Patria abbia vinto (due volte) nel 2025.      

Sit tibi terra levis

Raffaele Carlomagno
La scomparsa di Raffaele Carlomagno ha scosso l’ambiente tigrotto come pochi altri lutti degli ultimi anni. Per il contesto della tragedia (caduta dagli spalti del “Piola” di Novara il 25 gennaio con decesso 8 giorni dopo), e per il ruolo centrale che il 42enne lonatese aveva presso la curva dello “Speroni”. Il suo portato umano è racchiuso (oltre che nella memoria), nell’attività della Love ODV Ets con un Centro Sportivo a suo nome che nascerà nella cittadina balcanica di Kostajnica.       

Uomo dell’anno

Luca Bassi
Soggetto sottinteso del pissi pissi tigrotto fino al 10 ottobre quando il (forse) ignaro titolista dei verbali della FIGC etichettò l’atto sanzionatorio ai danni dei vertici di via Cà Bianca con un sardonico: “Bassi – Testa – Aurora Pro Patria 1919 Srl”. Bingo! Da allora il nome del super manager bustocco Luca Bassi non è più tabù e la prospettiva di un passaggio di consegne tra il 51 (Testa) a 49 (Finnat) di cui sopra è diventata sempre più pressante. Uomo dell’anno 2025. Ma per i più, dovrebbe esserlo soprattutto del 2026. To be continued…

Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)

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