
Difficile dare spiegazioni dopo una partita del genere: il Varese regala di fatto due gol (al netto dei meriti avversari) e l’Asti sbanca l’Ossola con merito dopo una partita ordinata, difensiva ma comunque propositiva, senza aver praticamente mai rischiato nulla malgrado la pressione dei biancorossi. “L’amarezza è tanta, inutile negarlo – esordisce un arrabbiato Andrea Ciceri –. Oggi abbiamo apparecchiato la partita all’Asti meglio di uno chef stellato. Sapevamo tutto di loro, come si difendono, come ripartono, e invece concediamo due gol su palla inattiva, con marcature fisse, nette, sbagliate. Così incanali le partite e diventa tutto in salita. Poi è chiaro: se passi quasi tutta la partita nella loro metà campo e non segni, non puoi pensare di portare a casa nulla. Dobbiamo essere più concreti, più efficaci, non ci sono scuse“.
Per il Varese è la quarta sconfitta nelle ultime cinque. Ciceri prosegue: “Questo dice chi siamo in questo momento: una squadra che si impegna, che lavora, ma che regala troppo. Forse ci manca quella fame, quell’umiltà che hanno le squadre più “povere”, ma più cattive. Qualcuno qui deve ricordarsi che questo è un lavoro vero, non un passatempo: non possiamo perdere marcature così, non possiamo concedere partite già pronte agli avversari. Le parole sono giuste, anche quelle che ci diciamo nello spogliatoio, ma contano solo i fatti. E i fatti oggi dicono che non possiamo permetterci di perdere così. Forse un po’ di insulti e di contestazione ci faranno bene, ci sveglieranno. Io ci metto la faccia, ma adesso servono risposte in campo, non chiacchiere“.
Parole dure anche da parte di Tommaso Tentoni: “Le parole del mister sono giuste, perché alla fine parla il campo, e oggi il campo ha detto che non siamo stati all’altezza. Questa sconfitta deve farci rodere dentro, perché non abbiamo affrontato squadre che ci hanno messo sotto, ma siamo noi a non essere abbastanza cattivi e concentrati. Stare 80 minuti nella metà campo avversaria e non segnare serve a zero: qui contano i punti, e sono zero da due partite. Dobbiamo alzare il livello di tutto – attenzione, determinazione, fame – perché così non va bene, non a Varese. Abbiamo regalato troppi gol su palla inattiva, e in un campionato come questo sono errori che pesano come macigni. Il discorso di Bruzzone è stato chiaro: basta distrazioni, serve cattiveria già dal fischio finale. I fischi del pubblico? Sacrosanti. Questa piazza merita molto di più, e sta a noi dimostrare di avere gli attributi per rialzarci subito“.
Inevitabile gioia, invece, sul fronte piemontese e mister Camillo Cascino dichiara: “Sono orgoglioso della prestazione dei ragazzi: l’avevamo preparata in questo modo, siamo stati bravi a passare in vantaggio e a ripartire con ordine nel primo tempo. Nella ripresa, con il campo pesante, non siamo riusciti ad attaccare come avremmo voluto. Ma resta la prestazione e questa vittoria deve darci consapevolezza: siamo una squadra giovane, sbagliare ci sta e l’abbiamo fatto, ma ora dobbiamo continuare su questa strada”.
Primi gol con l’Asti per Stevo Chillemi: “Segnare è sempre bello, farlo qui ha un sapore speciale. Sono però felicissimo soprattutto per la vittoria e voglio elogiare i miei compagni perché hanno fatto un lavoro eccezionale anche in fase difensiva. Due vittorie di fila sono un buon punto di partenza: ora non dobbiamo fermarci“.
Matteo Carraro


























