
Cos’è successo a Cittiglio? Tra i tanti risultati, più o meno eclatanti, di un sempre adrenalinico weekend targato Girone X di Seconda Categoria, non poteva non balzare all’occhio la sospensione del match tra Cittiglio e Lonate Ceppino, chiuso anzitempo (al 17’ st sul punteggio di 1-5) dal direttore di gara Alessandro Reina della sezione di Gallarate in virtù degli insulti ricevuti dalle tribune. Scelta che ha suscitato perplessità da entrambi i lati visto che, come ribadito fin da subito, non ci sono state risse, lanci di oggetti o ingressi di persone non autorizzate nel rettangolo di gioco.
In attesa che il comunicato del Giudice Sportivo porti a una conclusione, il presidente del Cittiglio Alessio Gardoni ricostruisce l’accaduto, partendo però dalla domenica precedente: “Quanto successo è un qualcosa che non mi è mai capitato da vedere. Già eravamo reduci da una brutta esperienza a Malnate, dove l’arbitro non si è certo comportato in maniera consona al suo ruolo, arrivando addirittura a provocare: assurdo che il presidente della società ospite venga convocato al termine della partita per presunti sputi sulla sua vettura. Gli episodi di Malnate ci sono costati 200€ di multa, ma sono state le parole a ferirci ancor di più perché noi siamo qui solo per giocare a calcio e divertirci. E così siamo arrivati alla sfida con il Lonate”.
Ricostruiamo i fatti?
“Con molta onestà riconosco che noi siamo rimasti negli spogliatoi: il Lonate ha aggredito meglio il match portandosi sullo 0-2, al che abbiamo ripreso a giocare dimezzando lo svantaggio. La condotta di gara fino a quel momento non è certo stata perfetta, ma le sviste le accetto, anche se erano sempre a favore del più forte. L’arbitro era alla sua prima partita in Seconda Categoria e, a furia di errori, il pubblico ha iniziato a rumoreggiare; dinamiche che, al netto di tutto, fanno parte del calcio. Ad un certo punto, su un lancio lungo, il nostro difensore prende bene il tempo al loro attaccante, interviene sulla palla e rilancia l’azione, ma l’arbitro indica il dischetto tra lo stupore di tutti. Poi, ancor più grave, su una rimessa laterale per noi con un nostro uomo a terra temporeggiamo affinché si rialzi; il Lonate, ad un certo punto, prende palla, la rimette in gioco e segna con l’arbitro che convalida il tutto. Chiaro che lì sia finita la partita, abbiamo preso anche il quinto gol, e il pubblico non l’abbia presa bene, ma di sicuro non c’erano i presupposti per sospendere la partita: ok la rabbia dalle tribune, ma non ci sono state risse né quant’altro avrebbe potuto nuocere all’incolumità del direttore di gara”.
Cos’è successo dopo il triplice fischio?
“Ovviamente sia noi che il Lonate eravamo increduli. Purtroppo, l’arbitro ha perso la lucidità necessaria per gestire la situazione e, accompagnandolo nello spogliatoio, ho cercato di tranquillizzarlo e rincuorarlo ribadendo che non era necessario sospendere il match; abbiamo fatto entrare anche il padre affinché la situazione potesse rientrare, ma non c’è stato nulla da fare. Ho inoltrato l’immediato preannuncio di reclamo al CRL perché, come si evince dalle NOIF, non c’erano le condizioni necessarie per decretare la sospensione del match: abbiamo poi fatto ricorso con l’obiettivo di rigiocare la partita, proprio come successo qualche anno fa in Terza Categoria tra France Sport e Caesar quando la sfida fu sospesa addirittura a una manciata di minuti dal termine. Credo sia un atto dovuto, anche perché va bene pagare lo scotto degli infortuni e della mala sorte, ma non possiamo subire anche tutti questi torti arbitrali”.
Cosa resta da questa situazione? Alla luce di ciò, c’è un appello che vuole fare il Cittiglio?
“Vorrei che da parte della classe arbitrale ci sia più dialogo e meno arroganza. Se il capitano va a chiedere spiegazioni su una decisione, non può venire ammonito per atteggiamento minaccioso. Giusto cambiare a fin di bene, ma il cambiamento deve partire da loro: se vogliono rispetto devono prima di tutto darlo. Da ormai 40 anni sono nel mondo del calcio: io e tanti altri investiamo tempo e risorse preziose e ci facciamo il c*** con il solo obiettivo di fare sport e sociale, poi vedi situazioni del genere, comportamenti scorretti da parte di chi dovrebbe invece far rispettare il regolamento e arrivano multe pesanti per le nostre casse. Così passa la voglia: se dovessimo proseguire su questa linea potrei anche ritirare la squadra perché questo non è il calcio che voglio fare”.
Tornando al calcio giocato, per il Cittiglio neopromosso si sapeva che ci sarebbero state alcune difficoltà e la classifica non mente…
“Vero, anche se mi sento di dire che purtroppo non abbiamo raccolto quanto avremmo meritato, soprattutto nelle prime giornate: con Varano vincevamo 2-1 e abbiamo perso 3-4, mentre a Caronno vincevamo 0-2 e, dopo l’espulsione, è maturato il 4-3 finale con anche un rigore sbagliato. Stiamo pagando sfortuna, infortuni e decisioni arbitrali avverse, ma il nostro obiettivo è quello di puntare alla salvezza senza mai mollare di un millimetro”.
Il cambio in panchina ha dato la scossa, ma anche in questo caso non è stato ripagato dai risultati.
“Verissimo. Dario Giussani è un grandissimo allenatore e continuerò a ribadirlo fino alla morte, ma per categorie del genere servono tecnici più ruvidi: Dario è più adatto ad un calcio di lidi superiori. La scossa è arrivata e sono certo che prima o poi arriveranno anche i risultati; tra l’altro stiamo definendo proprio in questi giorni il nome del nuovo allenatore che affiancherà l’ottimo Contini e credo che settimana prossima potrà esserci l’annuncio”.
Novità di mercato?
“Con l’innesto di Sahnane avevamo già sistemato il centrocampo, poi ora abbiamo riportato a Cittiglio dalla Ternatese Cauzzo in porta e Federici per rinforzare l’attacco. Dal mio punto di vista siamo messi bene e vogliamo alzare l’asticella perché abbiamo le possibilità per farlo”.
Domenica a Capolago contro il Casbeno, visto il momento, ci sarà la sfida più importante della stagione: quali sono le aspettative e, più in generale, le sensazioni per il girone di ritorno?
“Domenica saremo obbligati a vincere. In primis ce lo meriteremmo, ma soprattutto sarebbe l’occasione per rilanciarci e apparecchiare il miglior inizio possibile del girone di ritorno, proprio come fatto lo scorso anno con un cammino che ci ha portato ai playoff e al successivo ripescaggio. Mai mollare: proveremo a cavalcare l’onda ancora una volta, con la certezza che la ruota della fortuna deve girare e quanto subito ci verrà restituito con gli interessi”.
Matteo Carraro






























