Corrispondenza d’amorosi sensi con l’Atalanta? Ecco, magari non subito. A dispetto di supposti orizzonti strategici oggi più consoni al fantasy che al reality. Già, perché ieri sera lo “Speroni” è stato testimone di un selvaggio dog fight tra due squadre che, di santa ragione, se le sono date (in senso figurato), e dette (in senso stretto). Ben oltre il limite di guardia. E se per la Pro Patria la contingenza di classifica poteva giustificare l’overdose di elettricità riversata in campo (ma il rosso ad Alcibiade andava evitato), per la Mini Dea di un Modesto davvero sopra le righe, il nervosismo è tracimato oltre lo stucchevole. Complice la direzione arbitrale parecchio ondivaga di un Rinaldi fuori condizione. Quanto abbia inciso sul risultato è difficile dire. Ma che abbia dato un’impronta al match è fuori discussione.

Ai biancoblu tocca quindi leccarsi le ferite. La classifica rimane quella precedente al recupero della 33^. Con la Triestina sopra di 4 punti più che plausibile avversaria playout. Restano però 4 giornate per cambiare questo destino (non necessariamente con uno migliore). A partire dalla sfida di domenica con l’Alcione (ore 17.30, stadio “Speroni”). Servono gambe reattive. E (soprattutto) testa fredda. Recriminazioni e nervosismi non portano da nessuna parte.                 

Pensieri, parole, opere e omissioni

Soddisfatto ma non rimborsato. Il post partita di Max Caniato sottolinea i pregi della prestazione. Ma errori ed omissioni (ed un chiaro calo nervoso nel finale), hanno regalato i 3 punti ad un’Atalanta U23 che non aveva mai vinto fuori nel 2025: “Gara tutto sommato equilibrata. Loro buon palleggio, noi bravissimi nelle ripartenze e nel limitare la loro costruzione di gioco. Partita intensa gestita dall’arbitro in modo non opportuno. L’ammonizione di Pitou senza analogo provvedimento per un giocatore dell’Atalanta. Il metro non è stato lo stesso. La prestazione mi è piaciuta al di là di due disattenzioni che ci sono costate tantissimo. Serviva un po’ più di cattiveria. Si ricomincia. Domenica ce n’è un’altra”. 

Rinaldi e stralci

Quinto anno, 60 gare dirette in categoria, uno dei profili di maggior spessore della CAN di Serie C. Insomma, da Carlo Rinaldi di Bassano del Grappa ci si attendeva altro e più della prestazione di piccolo livello vista ieri. Basti pensare ai 4’ di recupero in una ripresa in cui si è giocato pochissimo. E invece alla fine ha avuto ragione l’inerzia con il fischietto veneto che in stagione ha officiato (quasi) solo vittorie in trasferta (9 successi esterni su 13 partite arbitrate). In attesa di un referto che dovrebbe fermare Alcibiade per non meno di 2 giornate.

Toci fuori dal coro

Il giorno sbagliato per cominciare a segnare? Questione di punti di vista.Siacome sia, ad Eljon Toci (salvo ognuno, di mestiere attaccante) cisono voluti 1.791’ (e 32 presenze) prima di andare a referto. Ieri sera però (è non è la prima volta), la prova del prestito dalla Fiorentina è stata di grandissima sostanza. Al di là della prima rete. Auspicando che l’eccezione diventi regola.       

Siamo solo noi

Facciamo due conti. Con 12 punti ancora sul piatto a 4 giornate dalla fine, la Pro Patria difficilmente potrà far meglio della terzultima moneta. Anche se sul piano strettamente aritmetico il +3 sul Caldiero deve far stare più all’occhio del -4 dalla Triestina. Ma l’incrocio ai playout con l’Unione resta l’ipotesi più probabile. Il quadro sarà nettamente più chiaro domenica sera dopo la 35^. Quando si capirà se Lecco (opposto al Padova), Pergolettese (Virtus Verona) e Lumezzane (FeralpiSalò), potranno ancora essere tirate dentro nella volata salvezza. La sensazione è che dovesse esserci un secondo spareggio (oggi inibito dai 10 punti di distacco), sarebbe Pro Vercelli – Caldiero. Diversamente, la penultima andrebbe in D direttamente.     

Giovanni Castiglioni

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