
“Continuità”. Ciò che serviva, ciò che è mancato. Il Varese non riesce a centrare la terza vittoria consecutiva, impattando 1-1 contro un Celle Varazze difensivista (ma ordinato) che è riuscito a colpire nell’unica vera e propria occasione avuta. Per i biancorossi… tanto fumo, ma niente arrosto. L’impegno c’è stato (riconosciuto anche dai tifosi presenti) e i segnali positivi non mancano; come già ampiamente sottolineato nelle stagioni precedenti, però, c’è bisogno di ben altro. E il popolo biancorosso non perdona: tra chi si scaglia contro i singoli e chi non vuole alibi (nemmeno in occasione di un rigore lapalissiano non concesso) è un “black monday” per Varese.
“Squadra mediocre che non sa creare entusiasmo. Sarà una stagione noiosa…” scrive Roberto Speroni, cui fa eco il commento di Andrea Minelli: “La classifica rispecchia le ambizioni”. La prestazione “positiva”, intesa come squadra sempre in controllo del match, è ovviamente ben lontana dallo spettacolare e c’è chi va giù decisamente duro. “È un Varese senz’anima” sentenzia Luca Papotti, mentre Stefano Pauletto rilancia: “Mediocrità specchio della città”.

Tornando alla partita, Masco Salisci compie la sua analisi: “Positivo l’impegno messo, ma evidenti lacune tecniche ci dicono chiaramente che è una squadra massimo da zona playoff. Non c’è nulla di male per carità, basta saperlo”. Anche Giovanni Forni dà il suo parere: “Anche oggi un’altra formazione, possibile che a questo punto del campionato il mister non abbia ancora trovato gli 11 titolari? Comunque, squadra che non tira in porta non può vincere le partite”.
Se una squadra che si chiama Varese non può non guardare in alto, è doveroso ricordare che i biancorossi (al momento quinti) sono comunque più vicini alla zona playout (+8) che non alla vetta della classifica (-11). E, non a caso, Enrico Bellorini certifica: “Lasciamo perdere le prime posizioni; l’importante per me è che siamo 8 punti sopra la zona pericolosa e che comunque si sarebbe meritato di più. Adesso ci vuole almeno un pari a Tortona”.
Il pensare di doversi aggrappare a un pareggio a Tortona (ovviamente il Varese proverà a vincere) racconta più di qualsiasi altra analisi: in un campionato come la Serie D (chi vince sale, chi va ai playoff spera con il lumicino) la stagione è già virtualmente chiusa e resta solo da accompagnarla fino in fondo con dignità. L’obiettivo, ormai, non può che essere costruire il domani. Ma questa squadra può davvero rappresentare le fondamenta del futuro? La sensazione è che serva molto più di qualche buon segnale sparso: serviranno idee, identità e coraggio. Perché il Varese non può permettersi un altro (ennesimo) anno così.
Matteo Carraro


























