Giro di boa e sosta natalizia utile a scodellare il Pagellone sulla prima metà del 2025/26 biancoblu. Tra i giocatori schierati valutazione omessa causa utilizzo contenuto per Alessandro Sala (contratto risolto, una sola presenza in Coppa Italia), Andrea Marra (una presenza per 1’), Christian Galantucci (una presenza per 9’), Abdelrahman Frattini (una presenza per 1’), Andrea Auci (3 presenze, una da titolare, per 79’), Tommaso Ricordi (4 presenze per 44’ in Campionato più 54’ in Coppa Italia) e Matteo Viti (3 presenze, 2 da titolare, per 133’ ed un’autorete in Campionato e 3’ in Coppa). Nella seconda parte esterni derubricati a centrocampisti.

Centrocampisti

Alessandro Di Munno 5,5: Perno centrale per necessità (leggasi magagne di Schiavone), impone il proprio stile frenetico alla mediana biancoblu. Per 17 volte in campo, 16 dal 1’ (dalla panchina solo con il Renate), 13 per intero. A compendio, somma una rete pesantissima (la lecca con la Pergolettese). Plus/Minus tecnico tra i pochi non così lontano dalla sufficienza. Rotondo     

Davide Ferri 5,5: Magari rimpiange la scelta estiva di rimanere a Busto per confermarsi capitano e simbolo di una squadra così. Ma resta il più presente tra i giocatori di movimento (1.595’, il 93% del totale), con 19 presenze, tutte da titolare, 13 per intero. La brillante mezzala di inserimento apprezzata all’alba della sua parabola tecnica (è solo un 2002), è oggettivamente appannata. Ma i numeri offensivi restano discreti: 3 assist da 5 punti per il 21% di partecipazione ai gol in Campionato ed una rete in Coppa. Fiduciario

Niccolò Bagatti 5: Il rosso insensato con la Triestina (di fatto) costa la panchina a Greco. Evidentemente un’abitudine visto che aveva fatto lo stesso contro il padre (allora con un gol) ai tempi della Serie D (nell’1-1 del suo Progresso contro l’Athletic Carpi allenato da Bagatti Senior). Al netto della squalifica, somma 10 presenze (5 da titolare, 2 per 90’ con Virtus Verona ed Ospitaletto). Atteso a ben altro 2026. Implacabile 

Giorgio Citterio 5: Il feticcio di Greco: 9 su 17 dal 1’ con addirittura 2 gare giocate da punta (Vicenza e soprattutto, Dolomiti Bellunesi, cioè l’esercizio di masochismo del tecnico romano). Con Bolzoni torna alla sua attuale (reale?) dimensione: una buona alternativa partendo dalla panca (61’ da trequartista con Arzignano e Renate). Sovraesposto  

Christian Dimarco 5: Sinistro educatissimo. Dev’essere una questione di famiglia. Ma a differenza del fratello (opinione personalissima), è più un terzino difensivo che un esterno puro. A statistica 17 presenze, 15 da titolare, 8 per intero (1.319’ giocati) e l’assist per Renelus a Trieste. Fasciato

Luca Giudici 5: Uno dei leader. Più in linea teorica che nella cruda realtà. Non sempre in condizione (perde 6 gare a vario titolo), gioca 13 partite (12 da titolare, 11 per intero per 1.189’, cioè il 70% del totale), con un gol (con l’Inter U23) da un punto e 4 assistenze da 2 punti. Ma era lecito attendersi di più. Dentro il campo e nello spogliatoio. Bolzoni lo indivudua come senatore in fase di relax. Sottotraccia

Alessandro Orfei 5: In campo (quasi) sempre (15 presenze, 5 da titolare, tutte nelle prime 6 giornate). Ma per pochi minuti (628’ totali, solo 201’ in 13 giornate dopo il 25 settembre con al massimo 45’ contro l’Union Brescia). Perché? Difficile rispondere. Più ragioni atletiche che tecniche. Ma la giuria è ancora in Camera di Consiglio. Misterioso

Andrea Schiavone 5: Valore aggiunto ricondizionato a protagonista saltuario: 8 caps, 5 dal 1’, massimo con l’Arzignano (79’), per 325’ totali (19% del complessivo). L’esordio con la Pro Vercelli (fuori dopo 23’), l’imprinting stagionale. Formattato      

Thomas Schirò 5: Arriva in coda al mercato. Presupposto che spiega le sole 6 presenze da titolare (con Bolzoni giocate da trequartista) per 573’. Qualità nel tiro, nell’assistenza e nell’inserimento. Arsenale ancora tutto da mettere in mostra. Inespresso

Attaccanti

Ferdinando Mastroianni 6,5: Si può essere ultimi in classifica con il miglior marcatore? Risposta affermativa. Che risponde al nome del maddalonese il cui ritorno allo “Speroni” è l’unico big goal centrato da Turotti. Alla cassa fanno 18 presenze (17 dal 1’, unico subentro a Cittadella) con 8 reti (da 6 punti) ed un assist (da 3) in 1.488’. Dilettanti a parte, mai in doppia cifra in carriera (ha già superato il personal best di 7 toccato con Latina e Fiorenzuola), contribuisce per il 64% della produzione di gol e l’unica rete segnata dalla Pro Patria in sua assenza è quella con la Triestina. Eccezione    

Bertony Renelus 5: Fa il suo. Che non è sempre tantissimo. Vale a dire un gol ed un assist (più un’assistenza in Coppa) in 803’ giocati (17 presenze, 10 da titolare). Discreta intesa con Mastroianni. Ma non sempre regge la scena. Movimentista

Simone Andrea Ganz 5: L’attaccante in più voluto da Greco. Decisamente poco premiato sul campo: 9 presenze, 2 da titolare (AlbinoLeffe e Triestina), solo 175’ giocati (massimo 68’ da ex al “Rocco” e 6 volte cartellino timbrato per meno di 20’). Apporto sfumato. Per far sfoggio di eufemismi. Appartato

King Udoh 5: Parte a cannone. Poi lo stop muscolare che gli fa perdere fiducia e convinzione. E forse anche feeling con la guida tecnica. In totale 13 presenze, 7 da titolare (ma l’ultima l’8 novembre con il Lumezzane), 3 gol in 703’ giocati. Pochino. Per un talento del suo livello. Declinante   

Giovanni Castiglioni

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