Giro di boa e sosta natalizia utile a scodellare il Pagellone sulla prima metà del 2025/26 biancoblu. Tra i giocatori schierati valutazione omessa causa utilizzo contenuto per Alessandro Sala (contratto risolto, una sola presenza in Coppa Italia), Andrea Marra (una presenza per 1’), Christian Galantucci (una presenza per 9’), Abdelrahman Frattini (una presenza per 1’), Andrea Auci (3 presenze, una da titolare, per 79’), Tommaso Ricordi (4 presenze per 44’ in Campionato più 54’ in Coppa Italia) e Matteo Viti (3 presenze, 2 da titolare, per 133’ ed un’autorete in Campionato e 3’ in Coppa).
Nella seconda parte esterni derubricati a centrocampisti.

Portiere

William Rovida  5,5: Comincia la stagione con uno stigma immeritato. Si toglie qualche sfizio (il pari di Cittadella e la vittoria di Verona portano la sua sigla). Ma 31 reti subite e soli 4 clean sheet in 19 presenze non possono essere un bilancio accettabile. Seppur con la tara di una difesa a tratti impresentabile. Reattivo (spesso, non sempre) tra i pali, controverso fuori dall’area piccola. Tanto con i piedi, quanto con i guantoni. Espiatorio   

Difensori

Tommaso Aliata  5,5: Mezzo punto in più solo per noviziato e contesto oggettivamente disfunzionale. Mette insieme 5 ticket in Campionato (4 da titolare, tutti per intero), con difesa che in sua presenza incassa 9 reti in 363’ (una ogni 40’). Il fisico lo aiuta, ma a 19 anni la Lega Pro è osso davvero duro da spolpare. Anzitempo

Alberto Masi  5: Il singolo minuto giocato la stagione scorsa nell’Atalanta U23 (non avete letto male, un solo minuto a Sassari con la Torres nei playoff), avrebbe dovuto insospettire. Il paradosso stagionale tigrotto: piaccia o meno, il più affidabile difensore sul piano tecnico (9 gol subiti in 824’ e tutti i 4 clean sheet con il 26 in campo, 22 reti incassate in 886’ senza di lui in distinta), ma al tempo stesso il meno affidabile sul piano atletico. Perché registra 10 caps, tutti da titolare ma solo 6 per intero con 4 uscite anticipate: tutte in casa con Lumezzane, Ospitaletto, Pergolettese e (causa espulsione) con il Novara. Finendo sotto i ferri alimenta il sospetto di cui sopra. Clinico

Mattia Motolese  5: Tagliato per lo spot di centrale di sinistra, decisamente meno per quello di perno. A libri 15 presenze, tutte dal 1’, 13 per intero. La scivolata davanti a Di Molfetta del Brescia, il suo personalissimo epic fail stagionale. Dislocato   

Christian Mora  5: Lasciato esterno motorizzato 6 anni fa, ritrovato centrale di posizione l’estate scorsa. Come passa il tempo a soli 28 anni compiuti. Per via dei tanti (troppi) infortuni. Nel complesso fanno 11 presenze, 3 per intero, 6 da titolare (3 come esterno e 3 come centrale di destra) per 584’ complessivi. Contributo non esattamente cruciale. Promemoria

Pietro Reggiori  5: Parte in modalità Bashi, prosegue con riferimenti meno nobili. Il più presente in difesa (18 volte in campo, 15 da titolare, 14 per intero per 1.459’ giocati). Specimen da difensore moderno. Nel senso che antepone la costruzione alla marcatura. Le attenzioni di parecchi osservatori? Hanno aiutato il giusto. Concupito     

Christian Travaglini  5: Strascichi da crociato. Ne gioca 13 di cui solo 7 da titolare (e per intero), per il 46% dei minuti stagionali (789 su 1.710). In contumacia di Masi, il più navigato (classe 2000) della difesa. Contributo di esperienza evidenziato sì e no. Sporadico           

Allenatori

Leandro Greco  5: In testa l’idea meravigliosa di proporre alla Pro Patria un calcio offensivo e coraggioso. Piano che fa a pugni con dimensione tecnica del gruppo e primi risultati. Infatti, il meglio si è visto (forse) alla prima con la Pro Vercelli: squadra fresca, per certi versi irresponsabile, ma con del margine. La necessità anziché aguzzarlo, ha invece spento l’ingegno. Con poca elasticità nel trovare un Piano B. Esperienza virtualmente già chiusa dopo lo 0-3 con l’AlbinoLeffe. Il resto è stato solo velleitario. Avventato

Francesco Bolzoni  s.v.: Troppo presto per valutarne l’impatto. Ma il cambio (seppur non radicale), del sistema di gioco e alcune scelte di uomini potrebbero risultare divisive. Approccio ruvido allo spogliatoio probabilmente (facciamo pure sicuramente), giustificato dalla necessità di una scossa. Emotiva prima ancora che tecnica. Ma a gennaio serviranno punti. Parecchi. Spigoloso                     

Direttore Sportivo

Sandro Turotti  5: Squadra sbagliata. Con poche attenuanti (solo 3 dei nuovi avevano più di 10 presenze da titolare tra i pro nel 2024/25). Parecchi azzardi (Masi, Schiavone, Mora), un solo vero guizzo (almeno nei numeri, il ritorno di Mastroianni). Più in generale, la strategia di ridurre i prestiti per patrimonializzare il club non ha prodotto risultati. Ma il peccato originale resta la scelta del tecnico. Profilo poco calzante per trascorsi e compatibilità con il progetto tecnico biancoblu. Sullo sfondo, le more societarie. Variabile indipendente con cui il Biellese deve fare i conti. Invischiato      

Giovanni Castiglioni

Articolo precedenteIL PAGELLONE – Arconatese da manuale, Solbia ostinata. Besnatese e Vergiatese di carattere, rincorsa Sestese
Articolo successivoShock Ternatese: Lacerenza affronta due ladri nella sede della società

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui