
Al giro di boa della stagione non può mancare il nostro Pagellone, il classico punto della situazione che ci accompagna nella pausa invernale (quest’anno relativamente corta, con una sola domenica di sosta) del Girone A di Serie D. Il Vado sta rispettando i pronostici di inizio stagione e il titolo di campione d’inverno con 41 punti all’attivo ben restituisce l’immagine di una corazzata destinata a dominare il campionato; alle sue spalle tiene botta il Ligorna (38pt), oggi virtualmente ai playoff insieme a Chisola (34pt), Varese (30pt) e Sestri Levante (30pt). Zona playout tutta da vivere con attualmente Gozzano (17pt), Club Milano (16pt), Asti (16pt) e Sanremese (16pt) destinate agli spareggi salvezza, mentre Cairese (15pt) e NovaRomentin (16pt) abbandonerebbero la categoria.
Archiviata la panoramica sulla classifica, proseguiamo la nostra analisi con la consueta carrellata di voti e giudizi: come si stanno comportando le 18 squadre del Girone A relativamente agli obiettivi di inizio stagione? Parola al nostro Pagellone.

Ligorna 9
L’anti-Vado, almeno a giudicare quanto visto fin qui. Il mezzo voto in più rispetto alla capolista è dettato da un semplice motivo: l’aver perso una coppia del calibro di Miracoli-Cericola (che, va detto, l’anno scorso non ha reso quanto ci si poteva aspettare) poteva essere un duro colpo da assorbire, ma la società ligure si è mossa in maniera semplicemente perfetta sul mercato mettendo a disposizione di mister Pastorino una squadra completa ed efficiente. L’innesto di un certo Vuthaj là davanti nel mercato invernale è una palese dichiarazione d’intenti. Ambizioso

Vado 8.5
Nessuna sorpresa: il Vado è lassù dove tutti si aspettavano di trovarlo al giro di boa della stagione. Certo è che il cammino dei rossoblù fin qui è stato comunque abbastanza turbolento: quello tra Giorgio Roselli e la società è un amore mai del tutto sbocciato, al punto che, nonostante il primo posto, si è optato per il divorzio. Il Vado ha scelto “l’usato sicuro” Marco Sesia, che si è presentato con due grandi vittorie. La squadra è forte, nulla da dire (e i numeri lo dimostrano, secondo miglior attacco con 31 gol e miglior difesa con appena 9 reti al passivo); da valutare la capacità di affrontare eventuali mini-crisi con la pressione (in questo dovranno essere brave le contendenti) sempre crescente. Potente

Chisola 8
Sei partite senza subire reti a inizio campionato avevano subito dato un primo verdetto: il Chisola sarà protagonista di questa stagione. I torinesi hanno rispettato i pronostici confermandosi tra il secondo e il terzo posto per tutto il girone d’andata, anche se a lungo andare sono emersi alcuni piccoli scricchiolii che hanno rallentato la corsa biancoblu. Ascoli si conferma tecnico di prim’ordine e le idee tattiche del suo Chisola non sono certo passate inosservate; con un briciolo in più di concretezza (al netto dell’ottima difesa i gol fatti sono ancora troppo pochi) questa squadra può diventare devastante. Organizzato

Imperia 7.5
Le difficoltà extra campo dei liguri sono ben note a tutti e non mancano gli interrogativi circa il futuro dei nerazzurri: la squadra riuscirà a chiudere la stagione? In questa sede, però, è doveroso limitarsi al giudizio di campo e la valutazione non può che essere estremamente positiva: mister Riolfo si è trovato a dover lavorare in un autentico cantiere aperto, iniziando in netto ritardo rispetto alla concorrenza, tra mille incognite e con una piazza giustamente ambiziosa che comporta inevitabilmente una discreta pressione. L’intero gruppo ha risposto alla grande: le difficoltà iniziali sono servite a cementare un progetto poi decollato con quattro vittorie consecutive che hanno addirittura proiettato i nerazzurri nella metà sinistra della classifica. Certo, il cammino è ancora lungo, ma l’Imperia vista fin qui è semplicemente da appalusi. Ammirevole

Saluzzo 7.5
Attualmente la sesta forza del campionato, ma ad un solo punto di distanza dal tandem Varese-Sestri Levante e con la voglia di salire sempre più in alto. In altre parole, il Saluzzo ha rispettato le (alte) aspettative con cui si era approcciato alla stagione, dimostrando maturità e personalità nel gestire i vari momenti del girone d’andata. Risultati eclatanti, ma anche qualche scivolone di troppo che ne ha rallentato il cammino; a lungo il miglior attacco del girone (raggiunto recentemente dal Vado e superato dal Ligorna), il Saluzzo ha tutte le carte in regola per essere sempre più protagonista. Maturo

Sestri Levante 7
Dopo la retrocessione dalla Serie C si sapeva che la stagione dei Corsari sarebbe stata orientata alla ricostruzione, ma non è certo una sorpresa trovare i rossoblù in alto. Al netto di alti e bassi più o meno prevedibili, mister Ruvo ha tra le mani una squadra una squadra già potenzialmente pronta alla consacrazione: il girone di ritorno dovrà dimostrarlo. Solido

Valenzana Mado 7
Tra le neopromosse, la Valenzana Mado è quella che si è approcciata alla nuova categoria con maggiore umiltà e l’atteggiamento paga. I rossoblù hanno avuto il merito e la fortuna di pescare Mattia Montini là davanti che ha macinato gol a ripetizione; le voci di mercato l’hanno tenuto fuori dal campo e inevitabilmente i rossoblù ne hanno pagato lo scotto (contro Ligorna e Varese), ma la squadra ha comunque risposto sbancando Gozzano. Nelle ultime tre il bomber è tornato in campo (pur con le polveri bagnate) e i piemontesi hanno raccolto un solo punto, utile comunque a chiudere il girone d’andata in piena zona salvezza. Montini a parte, la Valenzana è comunque è una squadra solida. Coriacea

Varese 7
Concetto trito e ritrito, ma sempre di stringente attualità: questo Varese è una squadra d’alta classifica, ma non è pronto (almeno, ad oggi) a competere per la vittoria. E, in una piazza del genere, un concetto del genere equivarrebbe già ad un fallimento. Va però analizzata l’oggettività di campo: se questo Varese non può vincere (almeno due o tre squadre sono oggettivamente superiori), il quarto posto con cui la squadra ha chiuso il girone d’andata può esser ritenuto più che soddisfacente e in linea con le attuali possibilità di questo gruppo. L’aver over-performato a inizio stagione è stato pagato a carissimo prezzo, ma alla fine il cammino biancorosso si è equilibrato. L’auspicio è ovviamente quello di fare sempre qualcosa in più e non mancano le aspettative per il girone di ritorno: la squadra risponderà presente. Realistico

Biellese 6.5
La vittoria di Varese poteva rappresentare la consacrazione di quella che si presentava come la matricola più ambiziosa del girone, ma i bianconeri hanno continuato a pagare lo scotto della Serie D alternando risultati positivi a passi falsi sparsi qua e là. Globalmente la squadra si conferma davvero quadrata e compatta (pur con qualche infortunio di troppo), ma il calo degli ultimi due mesi ha raffreddato gli animi. Attenzione, però, a definire già chiusa la stagione della Biellese che nel girone di ritorno sarà chiamata ad alzare il livello. Altalenante

Derthona 6
La prima grande “delusione”. Alla luce della campagna acquisti estiva e della presenza di un tecnico d’esperienza come Buttu, era del tutto lecito aspettarsi un Derthona molto più in alto rispetto all’attuale settima piazza a -18 dal primo posto e a -7 dalla zona playoff. Il problema dei bianconeri è senza dubbio la continuità, che si riflette soprattutto in un rendimento casalingo da incubo con appena 5 punti a referto (sui 23 complessivi). Correggendo questo paradosso, il Derthona potrà consacrarsi nelle zone alte della classifica anche se il gap inizia ad essere importante. Discontinuo

Celle Varazze 5.5
Al pari della Biellese, il Celle Varazze si è presentato alla Serie D con ambizioni che vanno ben al di là della semplice matricola. Mercato importante e voglia di essere protagonisti, ma la realtà del campo ha detto che questa squadra non è ancora pronta per gli alti piani: al giro di boa sarebbe salvezza (obiettivo minimo dunque centrato), ma solo 18 punti sono troppo pochi per permettere ai liguri di raggiungere la sufficienza. Prematuro

Lavagnese 5.5
I liguri chiudono l’andata in zona salvezza, ma non possono certo dirsi tranquilli in vista del ritorno (i playout distano comunque appena due lunghezze): dopo una stagione da protagonisti era lecito aspettarsi ben altro rendimento da parte dei bianconeri che hanno invece faticato a trovare ritmo e costanza. Certo, a conti fatti il treno del settimo posto è lì davanti ma, come detto, in virtù delle aspettative era lecito pretendere qualcosa in più. Sottotono

Gozzano 5
Grande con le grandi (Saluzzo, Ligorna, Varese e Vado le vittime, pareggio con il Chisola), ma incapace di confermarsi con squadre di pari (o inferiore) valore. Il “problema” del Gozzano è evidente e per questo la bocciatura è più severa, proprio perché la squadra avrebbe tutte le carte in regola per essere in ben altra posizione rispetto alla zona playout. Attenzione, però, a quanto successo lo scorso anno: dopo un girone d’andata di certo non positivo, il Gozzano fu per distacco la miglior squadra del ritorno andando a prendersi i playoff. I rossoblù proveranno a ripetersi. Contradditorio

Asti 5
C’è palesemente un Asti prima di Varese e un Asti post Varese. I biancorossi che hanno iniziato la stagione erano una squadra sicuramente non priva di difetti, ma comunque capace di far valere la propria voce ed espugnare il Franco Ossola non è mai cosa facile; dopo, però, il nulla cosmico con il solo 0-0 casalingo contro il Sestri Levante ad interrompere quella che altrimenti sarebbe stata una striscia di sette sconfitte consecutive. Il cambio in panchina era pressoché inevitabile: nel girone di ritorno servirà la scossa. Crollato

Cairese 5
In casa Cairese la scossa è arrivata relativamente in fretta con l’esonero di Matteo Solari a scapito dell’innesto dell’ex Varese Roberto Floris. Il rendimento è lievemente migliorato, ma l’attuale score di un punto a partita non è sufficiente per garantire ai gialloblù la salvezza; nel girone di ritorno potrebbe arrivare l’accelerata decisiva per la salvezza, ma al momento il giudizio globale non può che essere negativo, anche perché la squadra avrebbe le carte in regola per essere almeno qualche gradino più in alto. Insufficiente

Club Milano 5
Squadra in crescita e possibilità di salvarsi dietro l’angolo, ma è ovvio che le aspettative sui biancorossi fossero ben altre: il Club Milano ha forse faticato ad adattarsi al Girone A, non tanto a livello di gioco quanto nella capacità di restare aggrappati ad ogni singolo match. Se con l’Asti è arrivato un colpo di coda importantissimo, quella sconfitta con la NovaRomentin aveva inevitabilmente affossato i biancorossi; doveroso, però, sottolineare lo straordinario cammino in Coppa Italia, competizione che vedrà la squadra di mister Scavo protagonista in semifinale contro la Pistoiese. L’obiettivo primario, però, dovrà restare la salvezza. Bifronte

NovaRomentin 5
Al pari dell’Imperia, era pressoché certo ritrovare il NovaRomentin in basso. E, a differenza dei liguri, i verde-granata hanno “rispettato” il pronostico: stagione davvero complicata per i piemontesi che non sembrerebbero avere le carte in regola per centrare la salvezza. Attenzione, però, ad alcune fiammate: la vittoria sul Club Milano e il pareggio con il Ligorna sono indicatori di una squadra comunque viva e determinata a fare l’impossibile. Affannato

Sanremese 4.5
Ormai Sanremo è da qualche anno colpito da un vortice di anonimato da cui i biancoazzurri non riescono a uscire: mercato in pompa magna, aspettative ad alti livelli e poi… rendimento totalmente insufficiente. Sono ormai troppe stagioni che la Sanremese manca ai piani alti della classifica e questo campionato sta seguendo appieno il trend: già un doppio avvicendamento in panchina, ma per la scossa ci vuole ben altro. Salvarsi non dovrebbe essere un problema, ma con questa Sanremese il condizionale è d’obbligo. Deludente
Matteo Carraro

































