
Il Girone A d’Eccellenza femminile è inevitabilmente “falsato” da un Erbusco fuori categoria, ma il percorso netto della capolista (45 punti in 15 partite, 72 gol fatti e appena 14 subiti) non deve oscurare il cammino delle concorrenti. E, tra queste, il Varese merita i riflettori del palcoscenico. Per quanto in casa biancorossa non si potesse parlare di “anno zero” (la base di partenza era più che buona), le tante novità dell’estate lasciavano qualche inevitabile dubbio sulla tenuta della squadra affidata a Christian Faccone, tecnico emergente ma alla prima esperienza con il calcio femminile.
Il rendimento della squadra ha ben presto spazzato via ogni dubbio e, al netto di qualche comprensibile “giro a vuoto” (anche se l’unica sconfitta pesante è arrivata proprio contro l’Erbusco), il Varese arriva al giro di boa della stagione con 28 punti all’attivo, 31 gol fatti e 22 subiti con una quarta posizione che può addirittura esser definita “bugiarda” visto che le biancorosse avrebbero meritato qualcosina in più. Il record di 50 punti della scorsa stagione è nel mirino, ma ciò che più interessa a tecnico, staff e società è la consacrazione di un gruppo che l’anno prossimo potrà alzare ancor di più l’asticella.
Ad oggi, il bilancio parziale della stagione non può che essere positivo, ma non mancano aspetti su cui bisognerà lavorare per fare in modo di raggiungere quel livello auspicato. A tirare le somme è lo stesso Christian Faccone che, in attesa di tornare a respirare l’adrenalina di campo con un debutto di fuoco nel 2026 targato Coppa Italia, ci commenta tre punti di forza e tre margini di crescita di questo Varese.
PUNTI DI FORZA
SPIRITO DI GRUPPO: “Le ragazze sono eccezionali nel supportarsi nelle difficoltà. Tutto viene vissuto insieme, da squadra, per festeggiare ad ogni traguardo raggiunto”.
PASSIONE: “Fin dal principio ho notato una grande volontà che si riflette in una passione fuori dal comune: elementi che riscontro ogni giorno in allenamento e in partita”.
RESILIENZA: “La tenacia di queste ragazze è incredibile: non mollano letteralmente mai!”.
MARGINI DI CRESCITA
TROPPA FRETTA: “È un difetto che ho riscontrato in alcune situazioni: a volte abbiamo troppa fretta di eseguire la giocata o di attaccare la profondità, il che porta a commettere errori che in altre situazioni non faremmo”.
TATTICA: “Ogni allenatore dirà che ci sono sempre tanti margini di crescita dal punto di vista tattico e io non faccio eccezione (sorride, ndr): in fase di pressione e nelle transizioni possiamo e dobbiamo migliorare”.
CATTIVERIA AGONISTICA: “A volte le ragazze sono “troppo buone”: maggior determinazione e più cattiveria agonistica serve in tutte le nostre scelte”.
A questo, Faccone aggiunge una postilla: “Ovviamente il migliorarsi non riguarda solo le giocatrici, ma estendo il discorso all’intero staff: tutti noi dobbiamo mettere qualcosa in più e non accontentarci dell’ottimo girone d’andata. Dobbiamo provare a migliorare sempre di più”.
Matteo Carraro


































