Quella vissuta ieri è quasi stata la domenica perfetta per il calcio varesotto griffato Serie D: la 15^ giornata ha lasciato in eredità due belle vittorie e una sconfitta amarissima andando così a ridisegnare un podio che era stato uno standard qualche settimana fa. Sul gradino più alto non può che andare la Castellanzese dopo l’1-0 casalingo sulla corazzata ChievoVerona, mentre la perseveranza del Varese paga e il 2-1 last minute a Tortona confeziona il secondo posto per i biancorossi.

Allo scadere, invece, l’ennesima doccia gelata stagionale fa precipitare la Varesina dal primo all’ultimo posto: le speranze rossoblù s’infrangono sul bolide di Magrassi dalla distanza che consente al Milan Futuro di sbancare Venegono 2-1. Ancora una volta manca l’en plein, ma tutte e tre le squadre (con diverse accezioni) mostrano incoraggianti passi in avanti. Andiamo a sviscerarli nello specifico

1° posto – Castellanzese

La Castellanzese conferma di essere una squadra con pochi difetti e molte qualità, capace di affrontare sfide complesse senza mai perdere identità o compattezza. Il successo contro il ChievoVerona, ottenuto nonostante assenze pesanti e un cambio forzato tra i pali, evidenzia la profondità della rosa e la capacità di giovani come Dominioni e Cirigliano di inserirsi senza snaturare il gioco. La squadra dimostra lucidità nel gestire le situazioni critiche e cinismo nell’aggredire l’avversario nei momenti decisivi, qualità che mantengono i neroverdi in scia playoff.

La continuità rimane il vero valore aggiunto: l’unità del gruppo, la solidità difensiva e la gestione equilibrata delle partite confermano che la Castellanzese non è solo reattiva, ma anche propositiva e capace di incidere con precisione. Questo mix di maturità tattica e freschezza giovanile rende la squadra pronta a competere con chiunque, e la vittoria su una corazzata come il ChievoVerona rafforza la convinzione che i neroverdi possano ambire a un campionato da protagonisti senza affidarsi esclusivamente alla fortuna. E, ora, testa al Milan Futuro.

2° posto – Varese

Il Varese esce da Tortona con una vittoria che sa di ossigeno puro, ma la prestazione conferma luci e ombre della squadra. L’espulsione di Benedetti sembrava poter indirizzare la gara sui binari biancorossi (dopo un ottima partenza nel primo tempo cui aveva fatto seguito una fase di sofferenza prima di riprendere a giocarsela alla pari), ma è stato il Derthona a fare la partita per almeno venti minuti della ripresa malgrado l’inferiorità numerica.

Poi, al 95′, la zampata di Barzotti. È una vittoria che unisce bravura, volontà e un pizzico di fortuna, ma soprattutto evidenzia la resilienza della squadra: la capacità di stringere i denti quando le circostanze si (auto)complicano è un segnale importante per la classifica e per il morale. Tuttavia, restano da risolvere problemi strutturali, in particolare i gol subiti da situazioni inattive e la manovra fin troppo prevedibile. Il futuro immediato, con la trasferta a Saluzzo, rappresenta un banco di prova cruciale su un campo “maledetto” per i colori biancorossi: il Varese dovrà confermare la propria solidità mentale e migliorare la continuità di rendimento se vuole trasformare l’entusiasmo del momento in una costante per l’intera stagione.

3° posto – Varesina

Il rischio che quello di Verona fosse un fuoco di paglia c’era e la sfida al Milan Futuro “rischia” di averlo confermato. Rischia tra virgolette perché in primis anche la sfida ai rossoneri comporta ovvi stimoli che hanno spinto la Varesina ad alzare il livello in campo (al netto del risultato), ma soprattutto il rendimento (positivo o negativo) di una squadra deve essere valutato nel corso del tempo. Di certo, il gol fantascientifico di Magrassi mette a nudo quella fragilità mentale che è la kryptonite della Varesina. Il vantaggio iniziale e la rimonta subita negli ultimi minuti evidenziano come il rendimento dei rossoblù sia ancora discontinuo: la squadra sa costruire occasioni e prendere l’iniziativa, ma manca costanza e concretezza nel chiudere le partite.

E il missile di Magrassi è un altro capitolo di un lungo libro di finali amari e rimpianti, a testimonianza di una problematica più psicologica che tecnica. La finestra di mercato porterà più di qualche avvicendamento in casa rossoblù (alcuni ci sono già stati) e i tentativi di reagire mostrano che i segnali positivi ci sono: la squadra ha qualità individuali e spirito, ma deve imparare a gestire meglio pressione e momenti chiave. La prossima sfida con il Breno diventa fondamentale: una trasferta da non sbagliare per evitare di compromettere definitivamente una stagione che può e deve essere salvata.

Matteo Carraro

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