
Dritto al punto. Con argomenti difficilmente impugnabili. Dopo 10 stagioni (e dopo il 2-3 con l’Arzignano), Sandro Turotti si congeda dalla Pro Patria mettendo a nudo in Sala Stampa il fallimento sportivo (anche personale) di una stagione nata sotto ben altri presupposti. E terminata con l’inevitabile (seconda) retrocessione consecutiva. Ma questa volta (salvo ognuno), senza elastico. Un’ammissione di colpa onesta. Quanto isolata: “La Pro Patria per tanti anni era l’Empoli della Serie A. Sempre bordeline. Questo a Busto non viene compreso. L’anno passato sono venuto a metterci la faccia per tutti. Oggi non lo faccio. Tanti dovrebbero essere qui con me. Questa squadra ha condotto un Campionato vergognoso. La prendo anche come una cosa personale. La rosa era da 12° o 13° posto. Se ti va male fai i playout. Ma non quello che abbiamo visto. Di fatto, ultima dalla prima giornata. Ma non è colpa di questo o di quell’altro giocatore, come dicono i sapientoni. E’ una squadra nata presuntuosa e retrocessa da presuntuosa. Con la personalità di un criceto. Questa è la cosa brutta. Spero per la Pro Patria che in futuro tutte le componenti si vergognino come mi vergogno io adesso. E che questo possa essere di insegnamento. Io chiudo qui la mia esperienza a Busto. Mi dispiace molto per Patrizia e per tutta la famiglia Testa. Su 10 anni, 8 sono stati fatti bene. Non merita questo trattamento. Mentre gli altri sul territorio sono tra i dilettanti, qui si è fatto il professionismo. Il biglietto dà diritto a fischiare ma non a insultare. Ci vuole rispetto. Ringrazio Luca Bassi, ha la passione di investire in questa realtà. Ringrazio i tifosi e la curva che ha sofferto molto in questi anni. Soprattutto per quello che è successo l’anno passato a Novara”.
La Pro Patria volta pagina. Archiviando dolorosamente un capitolo della propria storia. In tempi relativamente brevi (par di capire), il 51% del club passerà da Patrizia Testa ad un nuovo azionista di maggioranza. Il futuro è dietro l’angolo. Toccherà svoltarlo per scoprirne i protagonisti.
Giovanni Castiglioni
(dichiarazioni a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)






















