Non è sicuramente un momento facile in casa Morazzone. I ragazzi di Rovellini, dopo un ottimo inizio di stagione, hanno subito 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, compresa quella di misura, per 0-1, domenica scorsa contro il Gavirate. Nonostante tutto, però, i rossoblu sono solo a tre punti dalla zona playoff e la sfida della prossima giornata di campionato offre a Italiano e compagni subito una ghiotta occasione di riscatto.

Proprio con il capitano del Morazzone abbiamo fatto il punto sul momento della squadra ma anche sul suo personale, visto che da pochi giorni ha dato alla luce una bambina, Ludovica, nata nello stesso giorno del suo compleanno, il 2 dicembre.

Partiamo dalla sconfitta di domenica con il Gavirate, come la valuta?
“Domenica è stato un vero peccato non ottenere nemmeno un punto; era un’ottima occasione per dare continuità in casa soprattutto contro un avversario già affrontato in Coppa con caratteristiche di organico molto simili alle nostre. Ci aspettavamo un Gavirate molto aggressivo, rapido nelle ripartenze e caparbio sulle seconde palle; chissà forse quel gol, credo ingiustamente annullato per fuorigioco, ci avrebbe dato morale e una spinta differente per i minuti finali. Tuttavia non è una scusa, avremmo dovuto anche noi essere più aggressivi e mostrare più qualità nel palleggio”.

Non è sicuramente un periodo positivo per voi, con tre sconfitte nelle ultime 4 partite. Cosa non sta funzionando?
“Dalla sconfitta ingiustificabile di Castano, arrivata mentre eravamo in un buon momento di fiducia, qualcosa si è inceppato.
Non c’è una causa ben precisa, è normale che alcune assenze pesino, magari abbiamo perso qualche certezza o riferimento, ma il gruppo resta valido e composto da bravissimi ragazzi e giocatori. Chi ha giocato meno deve cogliere in fretta l’occasione per dimostrare il proprio valore. Il mio obiettivo è che tutti si sentano coinvolti, responsabili e ambiziosi, non un numero o una comparsa”.

Nonostante tutto la classifica è corta e siete a soli 3 punti dalla zona playoff: rimane quello l’obiettivo?
“Oggi non dobbiamo concentrarci pensare ai playoff, il nostro posizionamento è apparentemente ancora buono ma basta poco per scivolare nella sabbie mobili. Per questi motivi vista la classifica corta in alto e in basso, le ultime due partite diventano decisive per restare nella parte medio/alta e arrivare alla pausa natalizia più sereni, cosi da valutare con lucidità come affrontare il girone di ritorno con una mentalità differente per cercare di non ripetere gli errori dell’andata e dimostrare di aver imparato qualcosa. Solo a quel punto proveremo a crearci dei reali e coerenti obiettivi. Ovviamente per DNA mio, del mister e della squadra non giocheremo per accontentarci”.

So che è appena diventato papà, intanto tanti auguri: come cambia la vita sportiva?
“Grazie di cuore per gli auguri: è stata una settimana intensa e speravo di chiuderla con una vittoria da festeggiare con i miei compagni.
Non so ancora come cambierà, personalmente sono sempre stato una persona abitudinaria e metodica nella preparazione della partite, già settimana scorsa “ho sofferto” per aver saltato due allenamenti ed essermi presentato direttamente alla partita di corsa dall’ospedale.
Mi sarei comportato alla stessa maniera anche senza una fascia al braccio o una titolarità. Il mio impegno nei confronti del Morazzone e il rispetto per la mia passione rimangono intatti; le priorità nella vita privata cambieranno sicuramente, ma cercherò di conciliare al meglio il ruolo di bravo papà con quello di fedele e rispettoso compagno di squadra; tutto questo non mi spaventa, anzi, mi sento ancora più motivato”.

Inutile quasi chiederle quanto aspetti il primo gol da poter dedicare alla sua bimba?
“Ho aspettato a lungo la nascita di mia figlia Ludovica, da buon vecchio romantico il ricordo calcistico più bello della gravidanza è il gol di Luino, quando con l’esultanza alla Totti, da vero romanista quale sono, ho annunciato per la prima volta pubblicamente il suo arrivo. Sicuramente d’ora in poi ogni gol avrà una dedica speciale per lei, meglio possibilmente se serviranno per una vittoria”.

Torniamo al campo, da capitano cosa si sente di dire alla squadra in questo momento?
“Riconosco che forse ad oggi abbiamo parlato fin troppo, ora serve dimostrarlo sul campo. Ci tengo e amo tanto quello che facciamo.
I ragazzi sono giovani e certe sane pressioni ancora non le vivono, hanno bisogno di più leggerezza per potersi esprimere, talvolta il metodo bastone/carota non viene adeguatamente compreso, per questi motivi cerco il più possibile di viverli anche fuori dal campo, cercare di interpretare il loro linguaggio e capirli più a fondo garantendo sempre loro un dialogo a cuore aperto. Rispetto alle nuove generazioni, veniamo da due scuole di pensiero differenti, ma nonostante ciò ho chiesto loro che viste le difficoltà questo diventi il momento perfetto per dimostrare che tipo di uomini, prima ancora che giocatori, vogliono diventare. Il gruppo è vivo e affiatato, sono certo di risposte concrete”.

Prossima partita in casa con il Vighignolo, un match non semplice ma sicuramente una grande occasione per riscattarsi subito…
“Contro il Vighignolo, squadra che personalmente non conosco ma che è in alta classifica, ci aspetta sicuramente un avversario insidioso e sulla carta oggi più forte di noi. Proprio per il loro valore credo che alcuni stimoli verranno naturali in questo tipo di partite; essendo l’ultima partita casalinga dell’anno sarà sicuramente una bella gara da cardioplama fino all’ultimo minuto”.

Alessandro Burin

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