
Un punticino su nove a disposizione è stato il bilancio varesotto della 16^ giornata di Serie D: pomeriggio davvero avaro di soddisfazioni tra il Girone A e il Girone B con il solo Varese a muovere la classifica in virtù dell’1-1 di Saluzzo (non senza polemiche). I biancorossi, senza troppe discussioni, si prendono così il primo posto del penultimo podio del 2025.
Doppia sconfitta, invece, per Castellanzese e Varesina. I neroverdi sfornano la solita prestazione gagliarda, ma il Milan Futuro sembra aver trovato la giusta quadra confermandosi ciò che avrebbe dovuto essere fin dal principio, vale a dire una realtà di primissimo piano, e il 3-1 finale ne è una conferma. Conferma che, in senso negativo, arriva anche dalle Fenici, ko 2-0 a Breno nel cruciale scontro diretto.
1° posto – Varese
Saluzzo si conferma un campo maledetto per il Varese che, però, questa volta può risparmiarsi il mea culpa. Certo, la prestazione biancorossa in terra cuneese non è stata sensazionale, ma non c’è nulla di male nell’ammettere (dati alla mano) che il Saluzzo è una delle squadre che offre il miglior calcio del girone nonché uno degli attacchi più letali. E così il Varese è stato attento a concedere poco o nulla ai granata, disinnescando molto bene le frecce Kone e Dos Santos; di fatto, Bugli non si è mai dovuto sporcare i guantoni.
Di contro la produzione offensiva biancorossa non ha lesinato, anche se troppe volte priva del mordente necessario. Il Varese ha comunque fatto la partita e, una volta passato in vantaggio, è sempre sembrato in pieno controllo. Poi, inutile girarci intorno (anche in questo caso, nulla di male nell’ammetterlo), una decisione arbitrale senza senso (Barzotti spara via il pallone venendo colpito dall’avversario) ha sancito il rigore per i padroni di casa che Dos Santos non ha sbagliato. Di rabbia, poi, il Varese ha comunque cercato il gol vittoria, sfumato a causa di un miracoloso salvataggio di Vespier sulla linea. C’è chi punta il dito dicendo che una squadra come il Varese non può attaccarsi agli episodi arbitrali: giustissimo, ma quando capitano situazioni del genere è difficile non comprendere e condividere la rabbia dei diretti interessati. Il Varese è stato derubato di due punti, ma dovrà uscire fortificato da questa situazione anche se la classifica recita un impietoso -11 dal Vado e -10 dal Ligorna. C’è chi però sta molto peggio.
2° posto – Castellanzese
La Castellanzese esce sconfitta dal confronto con il Milan Futuro, ma lo fa senza rinnegare sé stessa e confermando un’identità ormai ben riconoscibile. Anche contro un avversario di grande qualità tecnica e fisica, i neroverdi giocano a viso aperto, trovano il vantaggio con personalità e tengono a lungo il controllo emotivo e tattico della gara. Il gol immediato di Guerrisi è la fotografia di una squadra che sa essere aggressiva, coraggiosa e propositiva, capace di colpire con idee chiare e interpreti pronti a prendersi responsabilità.
La rimonta rossonera nasce più dalla qualità degli episodi che da un cedimento strutturale della Castellanzese, penalizzata da qualche dettaglio e dalla maggiore profondità della rosa avversaria. Anche dopo il sorpasso, però, l’atteggiamento non cambia: pressione, ricerca della verticalità e volontà di rimanere dentro la partita fino all’ultimo. In un campionato equilibrato, una sconfitta di questo tipo può starci, soprattutto quando l’identità resta solida. A metà strada tra playoff e playout, la Castellanzese ha però una certezza: può dare fastidio a chiunque e ha tutte le carte per essere protagonista, continuando a costruire il proprio percorso con convinzione e personalità.
3° posto – Varesina
La sconfitta di Breno è uno dei punti più bassi della stagione della Varesina perché questa era una partita da vincere, non da interpretare. E quando il risultato pesa più della prestazione, allora i numeri diventano impietosi: quartultimo posto, un solo punto sopra la retrocessione diretta, a -6 dalla salvezza e con un distacco abissale dalla vetta, obiettivo che solo pochi mesi fa sembrava poter essere realistico. Uno scenario semplicemente inimmaginabile in estate.
Il copione del match è persino crudele: i rossoblù fanno la partita, costruiscono occasioni, sbattono ripetutamente contro un Grasso in versione deluxe, ma restano ancora una volta prigionieri dei propri limiti. Il Breno colpisce alla prima vera occasione e indirizza una gara che la Varesina non ha la forza mentale di rimettere in piedi. È qui che la prestazione perde valore: dominare senza segnare non è più un’attenuante, ma un problema strutturale. Il gol subito è una coltellata che spegne la squadra, certificando una fragilità emotiva ormai cronica. La Varesina non reagisce, si allunga, perde lucidità e finisce per incassare anche il raddoppio. Due sconfitte consecutive dopo l’illusione di Verona riportano brutalmente alla realtà: ora servono punti, subito, perché la stagione rischia seriamente di deragliare.
Matteo Carraro





























