I risultati della 14^ giornata di Serie D ci portano a stilare un podio diverso rispetto a quello che era ormai lo standard degli ultimi lunedì. Gran parte del merito va dato ovviamente alla Varesina che, grazie al rimontone per 2-1 sul ChievoVerona, riassapora il dolce gusto della vittoria e prova a dare la scossa al suo campionato.

Doppio pareggio per Castellanzese e Varese: se il 2-2 neroverde a Vimercate è un’ulteriore conferma dello status neroverde, l’1-1 biancorosso in casa contro il Celle Varazze sa di occasione sprecata. Bilancio perlopiù positivo (fin qui non c’è mai stato l’en plein con tre vittorie in parallelo) che presenta comunque aspetti da analizzare nel bene e nel male.

1° posto – Varesina

La Varesina si riprende la scena nel giorno più inatteso: non solo rimonta il Chievo capolista, ma lo fa con una prestazione che profuma di svolta. Coraggio, personalità e intraprendenza: le Fenici vincono perché tornano a credere in sé stesse, reagendo allo svantaggio come una squadra viva e consapevole. Il segnale è forte, soprattutto in un momento in cui serviva rispondere presente.

Ma attenzione: una vittoria così pesa, entusiasma e restituisce ossigeno, ma da sola non basta a cambiare il destino di una stagione. Una rondine non fa primavera (ancor meno alle porte dell’inverno): la Varesina ha ritrovato lo spirito, ora deve dimostrare di saperlo trasformare in continuità, perché solo così questa impresa potrà davvero rappresentare l’inizio di qualcosa.

2° posto – Castellanzese

La Castellanzese continua a confermarsi per ciò che è: una squadra con identità chiara, pur dentro un momento in cui le assenze pesanti non smettono di condizionare. Il 2-2 di Vimercate racconta più pregi che difetti: approccio brillante, vantaggio immediato, occasione colossale per il raddoppio, poi il solito prezzo pagato agli episodi. I neroverdi subiscono, reagiscono e si riprendono il pari con merito, mostrando ancora una volta che la convinzione non manca.

È mancato semmai il colpo per mettere la partita in discesa, non la volontà di rimetterla in piedi. In una classifica che resta stretta e mutevole, la Castellanzese continua a dimostrare solidità: quando ritroverà tutti gli effettivi, potrà pensare davvero di andare oltre la semplice continuità.

3° posto – Varese

Il Varese scivola al terzo gradino non per demerito assoluto, ma per un rammarico che pesa come un macigno: contro il Celle Varazze in casa bisogna vincere, soprattutto in una giornata in cui la prestazione è stata una delle più positive della stagione. I biancorossi fanno la partita, creano, spingono, collezionano corner in quantità industriale, ma pagano la solita imprecisione negli ultimi metri e una distrazione che costa lo 0-1.

La reazione è veemente, il pari di Cogliati meritato, ma l’assalto finale non basta a trasformare la supremazia in tre punti. È un pareggio che non fa drammi (si spera) ma lascia amarezza, perché il Varese ha mostrato ciò che serve per restare nei piani alti senza però raccogliere quanto costruito. Ora serve trasformare la crescita in concretezza, altrimenti le occasioni perse rischiano di accumularsi. Come, per certi versi, è già avvenuto.

Matteo Carraro

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