La classifica dice sesto posto, a un passo dai playoff. Il campo racconta qualcosa di ancora più importante: un gruppo che ha imparato a conoscersi, a giocare insieme e a confrontarsi con il primo vero campionato a undici, gettando basi solide per il futuro. L’Under14 Regionale del Varese ha vissuto una stagione di crescita costante, restando stabilmente nelle zone alte della graduatoria e togliendosi anche la soddisfazione di essere l’unica squadra capace di battere la corazzata Varesina durante la stagione, un derby che ha assunto un significato ancora più speciale.

L’accesso alla post-season è sfumato soltanto per lo scontro diretto sfavorevole con la Solbiatese, ma il percorso costruito da Alessandro Addabbo e dal suo staff è stato pienamente riconosciuto dalla società, che continua a puntare su uno dei tecnici simbolo della crescita del vivaio biancorosso. “La stagione è stata sicuramente positiva. È stata un’annata diversa rispetto alla precedente perché ci siamo confrontati con un gruppo Under14 al primo anno di calcio a undici, una categoria particolare e completamente differente dall’Under16. L’anno scorso avevamo l’obiettivo di conquistare la promozione ai Regionali, poi completata quest’anno con l’Elite; stavolta il lavoro era soprattutto quello di costruire una squadra, darle un’identità e accompagnare i ragazzi nel loro primo percorso nel calcio a undici. Una sfida diversa, forse con meno pressione, ma altrettanto stimolante. Adesso possiamo dire con soddisfazione che dalla prossima stagione il Varese avrà l’intera filiera Elite”.

Qual è stato l’aspetto più difficile di questa stagione?
“Sapevamo fin dall’inizio quale fosse la nostra priorità: dare un’identità precisa alla squadra e costruire una proposta di gioco riconoscibile. Da questo punto di vista io e Samuele Leone, che anche quest’anno mi ha affiancato come collaboratore, siamo molto soddisfatti perché a tratti abbiamo visto davvero un ottimo calcio. È chiaro che, trattandosi del primo anno a undici, era inevitabile attraversare momenti di alti e bassi. Parliamo di ragazzi di tredici o quattordici anni, ancora in piena crescita sia dal punto di vista tecnico sia mentale. Ci è capitato di battere la Varesina, unica squadra a riuscirci durante tutta la stagione, e poco dopo perdere contro l’ultima in classifica. Fa parte del percorso. Al di là dei risultati, però, ho sempre visto un gruppo motivato, disponibile al lavoro e con tanta voglia di imparare. Ed è questo l’aspetto che mi rende più fiducioso”.

Questo gruppo è pronto per il salto di categoria?
“L’Elite rappresenterà un banco di prova molto importante. Durante la stagione abbiamo seguito spesso anche la nostra Under15 e ci siamo resi conto della differenza di intensità e di ritmo. Sarà un campionato molto più competitivo, con poche partite ‘semplici’, e proprio per questo dovremo essere bravi tutti, noi dello staff per primi, ad alzare ulteriormente il livello del lavoro quotidiano. È una sfida che stimola tanto noi quanto i ragazzi e credo possa rappresentare un passaggio fondamentale nel loro percorso di crescita”.

La società continua a dimostrarti grande fiducia. Che valore ha per te?
“Lavorare sentendo la fiducia della società è fondamentale perché ti permette di affrontare ogni giornata con serenità. Con Cosimo Bufano ci conosciamo da tanti anni ed è stato lui a portarmi a Varese; quest’anno abbiamo avuto anche la fortuna di lavorare a stretto contatto con Costanzo Celestini, che non ha mai fatto mancare il suo supporto. Ai ragazzi ripeto sempre che quando parla una persona che ha giocato con Maradona bisogna ascoltare con quattro orecchie, ma lo stesso vale anche per noi allenatori. I suoi consigli sono preziosi e rappresentano un valore aggiunto enorme. Sapere di poter continuare questo percorso insieme è motivo di grande soddisfazione”.

A che punto è il percorso di crescita del settore giovanile del Varese?
“L’anno scorso dicevamo che il settore giovanile era in rampa di lancio. Oggi possiamo dire che è diventato una realtà davvero appetibile. Aver completato tutta la filiera Elite rappresenta un passaggio fondamentale e, unito alla crescita costante del Centro Sportivo delle Bustecche, ci permette di attrarre ragazzi sempre più interessanti. Se fino a poco tempo fa l’obiettivo principale era conquistare e mantenere le categorie, oggi possiamo iniziare a ragionare in maniera diversa e costruire squadre sempre più competitive”.

L’obiettivo, quindi, è alzare ulteriormente l’asticella?
“Assolutamente sì, ma senza perdere di vista la nostra missione principale. Nelle categorie Under14 e Under15 il risultato conta, ma viene dopo la crescita dei ragazzi. Il nostro compito è trasmettere principi di gioco, lavorare sulla tecnica e prepararli nel miglior modo possibile per affrontare le categorie superiori. Se poi questo percorso porta anche risultati importanti sul campo, tanto meglio. Ma tutto passa sempre dal lavoro quotidiano e dalla formazione dei giocatori”.

Matteo Carraro

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