
Alice Meloni è a pieno titolo una delle veterane del Varese Femminile. Frenata da un gravissimo infortunio al primo anno di vita della società biancorossa, è rimasta sempre parte integrante della squadra, ha saputo rialzarsi e continuare a giocare forte di un’incrollabile passione nel calcio e di un gruppo che non l’ha mai fatta sentire da sola.
Per il portiere classe 2005 la condivisione del ruolo con Alessia Bogni non è mai stato un problema; anzi, ne ha colto fin dal principio gli aspetti positivi e, nel momento in cui è stata chiamata in causa, ha sempre risposto presente. L’importante crescita sportiva attraversata nelle ultime due stagioni è figlia anche di questo rapporto, oltre che di una totale applicazione in allenamento sotto lo sguardo attento del preparatore dei portieri Omar Cremona, prendendo consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti.
E proprio questa consapevolezza la porta ad analizzare con lucidità quello che potrebbe tranquillamente essere definito il peggior periodo della stagione. “È un momento delicato – conferma Alice Meloni – perché abbiamo lasciato per strada punti che potevamo, e in alcuni casi dovevamo, portare a casa; e questo pesa a livello morale. Però più che cancellare queste partite, dobbiamo imparare: si cresce soprattutto dalle sconfitte. Serve lucidità per capire dove abbiamo sbagliato e forza per non farci abbattere. Dobbiamo trasformare la rabbia in energia positiva e affrontare una gara alla volta, restando unite. Perché quando giochiamo da squadra, sappiamo di poter mettere in difficoltà chiunque”.
In particolare, come ti spieghi la sconfitta contro la Rhodense?
“È difficile da spiegare: nei primi 20 minuti siamo andate completamente in blackout e abbiamo preso tre gol che hanno indirizzato la partita. L’approccio è stato sbagliato, ma di certo non perché avevamo sottovalutato l’avversario; non me ne capacito. Nel secondo tempo, invece, abbiamo fatto l’opposto: abbiamo giocato bene, creato tanto e creduto nella rimonta fino alla fine. Peccato, perché bastava poco per cambiare la storia della partita. Restano comunque anche aspetti positivi da cui ripartire”.
Al netto dei risultati, c’è molta fiducia nei vostri confronti da parte di mister, staff e società: come state vivendo questo periodo nello spogliatoio?
“La fiducia di mister, staff e società si sente davvero, non è solo a parole. Questo aiuta tanto a mantenere serenità nello spogliatoio. In questi anni non abbiamo mai avuto problemi di gruppo, ma magari in passato c’era più nervosismo nei momenti difficili. Quest’anno, invece, percepisco grande equilibrio e questo fa la differenza”.

Posto che bisogna raddrizzare il tiro anche in campionato, la Coppa Italia può essere vista come un’occasione a maggior ragione ancor più da non sbagliare?
“Assolutamente sì. In un periodo così la Coppa è proprio un’opportunità per staccare un attimo dal campionato e giocare con la testa più libera. È anche un obiettivo concreto: vogliamo arrivare in fondo. Vincere aiuterebbe tanto anche a livello mentale e potrebbe darci la spinta giusta per ritrovare fiducia anche in campionato”.
A tal proposito, quali sono le aspettative per la prossima sfida con il Bresso e, in generale, per la fine della stagione?
“Non faccio pronostici, ma l’obiettivo è chiaro: fare punti e ritrovarci come squadra, sia nel gioco che nella fiducia. Da qui alla fine vogliamo raccogliere il più possibile, evitando rimpianti. L’importante è dare tutto”.
A livello personale, invece, qual è il bilancio di questa stagione?
“Sono soddisfatta: ho giocato più degli anni scorsi e questo era uno dei miei obiettivi. Sento di essere cresciuta tanto, soprattutto grazie al lavoro con Omar e al confronto quotidiano con Ale. Sto bene anche in allenamento, anche se qualche problema alle ginocchia ogni tanto si fa sentire (ride, ndr). Restare a Varese è stata una scelta legata proprio a questo ambiente: so che qui, pur magari non giocando spesso, posso migliorare ancora tanto”.
Visto che li hai citati… il tuo rapporto con Alessia non ha bisogno di presentazioni. E, di pari passo, anche quello con Omar.
“Possiamo tranquillamente dire di essere davvero un gran bel trio (ride ancora, ndr), il classico golden trio dei film. Con lei c’è un rapporto speciale: oltre a imparare tanto, so che in allenamento mi diverto sempre. Ci sosteniamo a vicenda in tutto, sia in partita che fuori. È una cosa naturale, da portieri: gioisco per le sue parate e soffro per i suoi gol subiti come fossero miei. Con Omar lavoriamo benissimo, c’è grande sintonia. Siamo proprio un bel gruppo”.
Tra l’altro, quest’anno avete anche superato il record di clean sheet.
“Sì, record importante e merito soprattutto di Ale, che li ha fatti tutti. Io devo ancora sbloccarmi, magari è un obiettivo per il futuro (ride, ndr). Al di là di questo, è il segnale del grande lavoro fatto: non solo nostro come portieri, ma di tutta la squadra. La solidità difensiva nasce dal collettivo, ma anche dal percorso che portiamo avanti da anni insieme”.
Quest’anno sono state inserite parecchie nuove pedine: a medio/lungo termine dove potrà condurre questo progetto?
“Sono arrivate ragazze di alto livello e si è creata una squadra davvero completa. C’è qualità sia tra chi gioca che in panchina, e questo alza tanto il livello. In prospettiva si può puntare in alto: non faccio pronostici… ma diciamo che possiamo fare molto bene”.
Matteo Carraro































