
In nona posizione con 36 punti, la Besnatese è a 360 minuti dal completamento di una missione che solo qualche mese fa poteva sembrare quasi impossibile. Al primo anno in Eccellenza nella sua storia, il Biscione sta difendendo la categoria con tutte le armi a sua disposizione, trovando nel gruppo e negli equilibri in campo il motore di propulsione per avanzare in direzione del traguardo. Il mese di marzo, per il momento, ha fruttato cinque punti ai biancoazzurri, che domenica sono stati raggiunti sul finale in casa del Sedriano; un pareggio che, per quanto beffardo, ha comunque permesso di smuovere la classifica dopo la vittoria per 2-1 nello scontro diretto con il Mariano.

A referto, in quell’occasione, oltre al capocannoniere di casa Pagliaro, il nuovo innesto Tobia De Bernardi, arrivato il mese scorso a rinforzo della squadra. Giocatore estremamente duttile che nasce come mezzala di centrocampo ma può essere impiegato anche come mediano e trequartista, sta supportando il reparto offensivo con il suo mix di tecnica e sostanza. Dopo gli anni delle giovanili al Varese e un’esperienza internazionale con la formazione Under23 del Club Deportivo Leganés, in Spagna, il classe 1999 si è specializzato nella categoria con le maglie di Sestese, Oleggio, Club Milano, Magenta e Ispra. Se la prima parte della stagione in corso, passata da svincolato, ha messo a dura prova la sua pazienza, ora potrebbe invece ricompensarlo con grandi soddisfazioni, da andarsi a prendere insieme ai compagni in queste ultime quattro giornate.
Contro i comaschi è arrivato il tuo primo gol alla prima partita da titolare. Cosa ha significato per te in questa stagione un po’ particolare?
“A livello personale il gol è sempre qualcosa di importante. I mesi scorsi sono stati difficilissimi, perché allenarsi da solo, pur seguendo il programma di un preparatore, rischia di abbatterti mentalmente. Quando ci si ritrova in una situazione del genere, non si sa mai se arriverà una chiamata; con il passare delle settimane, o dei mesi, le speranze diminuiscono, ma personalmente non ho mai mollato e il lavoro ha ripagato. Grazie al prof. Lombardo, con cui avevo anche giocato a Sesto, e in generale all’aiuto del mister e dei compagni, sono rientrato a tutti gli effetti e sono molto contento dell’ambiente che ho trovato”.
Come descriveresti la squadra?
“Siamo un gruppo non solo di bravi ragazzi ma anche di giocatori tecnicamente validi che hanno fame di risultati e non mollano di un centimetro, quindi credo che con questa motivazione potremo centrare l’obiettivo. Al campo si respira un’aria sana che ci permette di lavorare tranquillamente e questa serenità mi trasmette sensazioni positive sull’esito finale della stagione”.
È proprio questa la forza di un gruppo in cui ognuno, in un modo o nell’altro, può dare il proprio contributo?
“Sì, questa è la nostra filosofia e il merito è anche del mister, che oltre ad essere molto preparato a livello tecnico-tattico, è anche un uomo in più nello spogliatoio che riesce a tirare fuori il meglio da ognuno di noi per spingerci sempre oltre il limite. A livello mentale è un grande motivatore che ci carica ogni giorno, anche in allenamento, e con la carriera importante che ha alle spalle sa come aiutarci a superare l’errore. In una squadra può capitare che, al sorgere delle difficoltà, non si segua più l’allenatore e ci si perda in lamentele; qui, invece, noto molta positività e questo potrà solo aiutarci in vista delle quattro finali importantissime che ci aspettano”.
Cominciamo, per l’appunto, dal derby con la Vergiatese. Viste le rispettive posizioni di classifica, che partita ti aspetti?
“Parlo per me, ma penso anche a nome di tutta la squadra: la domenica non guardiamo chi abbiamo di fronte. Sappiamo che ci sono squadre più attrezzate di noi, però in questo campionato la Besnatese ha dimostrato di poter battagliare anche contro le big. Al di là dell’avversario, il nostro obiettivo è sempre lo stesso: dare il massimo e cercare di raccogliere più punti possibili. Le partite più complicate, secondo me, saranno quelle con le squadre più in basso di noi; la sostanza, però, non cambia: vogliamo vincerle tutte e questo è il nostro unico pensiero”.
Con una right side così corta, affrontare avversari in piena lotta salvezza accresce la tensione di questo sprint finale?
“Dico solo che ho fiducia in questo gruppo e che per noi ogni punto guadagnato è come un respiro in più. Non voglio proiettarmi troppo in avanti; al momento siamo focalizzati sulla Vergiatese, perché pensare già adesso alle partite successive potrebbe distrarci mentalmente”.

Torniamo indietro di qualche anno per una parentesi personale: cosa ti ha lasciato l’esperienza in Spagna e come sei arrivato lì?
“Tutto ha avuto inizio grazie a un camp del Barcellona a Pinzolo, il primo mai realizzato prima in Italia. Insieme a pochi altri ragazzi della mia età, sono stato selezionato per un programma di allenamenti in Spagna. Una volta lì, tramite la Fundación Marcet, ho partecipato al campionato giovanile catalano, disputando anche partite contro club di spessore internazionale. A differenza del calcio italiano, più incentrato sulla tattica e sul lavoro fisico, in Spagna si allena costantemente la tecnica, tant’è che tutti gli esercizi, anche quelli aerobici, erano sempre svolti con la palla. Diciamo che è un calcio che rispecchia molto il mio stile di gioco, quindi per me è stata una bellissima esperienza. Al rientro in Italia sono andato in ritiro con il Renate in Serie C, ma un infortunio all’ultimo giorno mi ha rovinato i piani… e così sono ripartito dall’Eccellenza”.
E ora, in questa Eccellenza, cosa ti auguri personalmente per il finale di stagione e per il prossimo futuro?
“Spero innanzitutto di fare bene in queste ultime partite, dando sempre il massimo per la squadra. Poi, con umiltà, non mi dispiacerebbe tentare il salto di categoria per le prossime stagioni”.
Silvia Alabardi





























