Una vittoria, un pareggio e una sconfitta potrebbero tranquillamente delineare il podio varesotto della 24^ giornata di Serie D, ma il rapporto tra risultato e posizione non è un’equazione matematica. Se il primo posto della Castellanzese appare inscalfibile (troppo importante la vittoria per 2-0 sul Villa Valle), il peso specifico delle sfide disputate da Varese e Varesina merita analisi più approfondite.

Vero che per i biancorossi è arrivata una sconfitta (il Ligorna si è imposto 1-3 al “Franco Ossola”) che sa di bocciatura definitiva almeno per quel che riguarda l’altissima classifica (un ko che, ad onor di cronaca, ci poteva stare), ma ben più grave è la non vittoria delle Fenici a Voghera (0-0 finale che, pur viziato da sfortuna e campo ai limiti della praticabilità, resta un pareggio amarissimo) in un match che doveva essere vinto senza se e senza ma.

1° posto – Castellanzese

La vittoria sul Villa Valle è molto più di un semplice 2-0: è la certificazione di una squadra ritrovata. Dopo un gennaio da incubo, la Castellanzese infila il secondo successo consecutivo, convince per ordine e maturità e, soprattutto, torna a sorridere guardando la classifica. Attenzione: la zona calda resta vicinissima e parlare di salvezza acquisita sarebbe un errore. Ma i segnali sono inequivocabili. I neroverdi hanno ritrovato compattezza, equilibrio tra i reparti e quella concretezza che era mancata nei momenti più bui. Non è solo questione di singoli, bensì di identità collettiva. Sei punti in due giornate cambiano prospettiva e restituiscono fiducia a un gruppo che ora si scopre pienamente dentro la corsa salvezza. Il prossimo ostacolo si chiama Brusaporto, oggi in zona playoff a +6: altra trasferta bergamasca, altro test di livello. Vincere significherebbe dimezzare il gap… ma la Castellanzese vuole sognare con i piedi ben piantati a terra.

2° posto – Varese

La sconfitta con il Ligorna non sorprende per il risultato, quanto per la sensazione che lascia. Il Varese resta quinto, incastrato in quella forbice tra terzo e sesto posto che ormai ne definisce la dimensione, ma il 3-1 del “Franco Ossola” ha certificato il gap con chi si giocherà il campionato. È stata la partita del “vorrei ma non posso”: buona volontà, qualche fiammata, ma differenza qualitativa e mentale evidente. I problemi sono noti: difficoltà realizzative (frutto anche dell’assenza ieri di un centravanti di riferimento) errori di gestione e difesa troppo passiva nei momenti chiave. Una squadra che vive a strappi, aggrappandosi alle giocate dei singoli. Il salto di qualità resta ad oggi incompiuto: le basi ci sono e vanno consolidate, senza smontare quanto costruito. Ora, però, conta solo una cosa: contro la NovaRomentin ultima in classifica non esistono alternative alla vittoria.

3° posto – Varesina

A Voghera non ci sono alibi che tengano. Campo difficile, legni colpiti, partita sporca: tutto vero. Ma contro un’avversaria reduce da sei sconfitte consecutive e sprofondata in fondo alla classifica, lo 0-0 resta un’occasione clamorosamente mancata. Dopo le brillanti prove contro squadre d’alta classifica, la Varesina si è nuovamente inceppata proprio negli scontri diretti per la salvezza: un limite ricorrente che pesa più del punto conquistato. La sconfitta del Breno tiene le Fenici dentro la forbice playout, ma la salvezza rossoblù deve essere costruita soprattutto sui propri risultati, non sugli inciampi altrui: il Pavia è a -2, la zona retrocessione diretta a -3. Per difendere la categoria bisogna trovare maggiore cattiveria nei momenti decisivi. Domenica arriverà lo Scanzorosciate (ieri vittorioso e ora a +10): scontro diretto, ennesimo crocevia stagionale. Inutile ribadire cosa servirà fare. Giusto a titolo informativo: vincere.

Matteo Carraro

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