
1973. È l’anno dell’ultimo trionfo dei New York Knicks. Una squadra leggendaria, guidata da Willis Reed e Walt Frazier, conquista il secondo titolo NBA della propria storia. Da quel momento, però, per i tifosi della Grande Mela inizia una lunghissima attesa durata ben 53 anni, interrotta soltanto in questa stagione con il ritorno sul tetto del basket americano.
La stagione successiva al titolo sembra poter aprire un nuovo ciclo vincente. I Knicks raggiungono infatti le finali della Eastern Conference, trascinati ancora una volta da Willis Reed, premiato MVP delle Finals per il secondo anno consecutivo. Il sogno, però, si infrange contro gli storici rivali dei Boston Celtics.
Nella seconda metà degli anni Settanta la franchigia affida la panchina proprio all’ex capitano Willis Reed. L’esperienza, tuttavia, non produce i risultati sperati: New York riesce a centrare qualche qualificazione ai playoff, senza mai diventare realmente competitiva, alternando stagioni positive ad altre concluse addirittura fuori dalla postseason.
Negli anni Ottanta la speranza torna a farsi viva grazie all’arrivo di due campioni destinati a lasciare il segno: Bernard King e, successivamente, Patrick Ewing. I Knicks diventano una presenza fissa ai playoff, ma il salto di qualità verso le NBA Finals continua a sfuggire.
La grande occasione arriva nella stagione 1993-94. Dopo ventuno anni di attesa, New York torna finalmente a disputare le Finals. Di fronte trova gli Houston Rockets guidati da Hakeem Olajuwon. La serie è combattutissima e si decide soltanto a Gara 7, dove sono i texani a conquistare il primo titolo della loro storia, lasciando ancora una volta l’amaro in bocca ai tifosi newyorkesi.
Cinque anni più tardi, nel 1999, i Knicks tornano sorprendentemente alle Finals dopo una storica cavalcata da ottava testa di serie. Ad attenderli ci sono i giovani e talentuosi San Antonio Spurs di Tim Duncan e David Robinson. Anche questa volta il sogno svanisce: San Antonio si impone in cinque partite conquistando il primo anello della propria storia.
Con l’inizio degli anni Duemila arriva il periodo più difficile. I Knicks disputano soltanto due apparizioni ai playoff, entrambe concluse con un’eliminazione al primo turno. La squadra fatica a trovare una vera stella su cui costruire il futuro e la franchigia sprofonda lentamente in uno dei momenti più complicati della propria storia.
L’inizio degli anni 2010 sembra riportare un po’ di entusiasmo. Guidati da Carmelo Anthony, i Knicks centrano tre qualificazioni consecutive ai playoff, arrivando fino alle semifinali di Conference senza però riuscire a compiere l’ultimo salto. Poi arriva un nuovo crollo: sette stagioni senza postseason e due delle peggiori regular season della storia della franchigia, concluse con un pesantissimo record di 17 vittorie e 65 sconfitte. Nemmeno un fuoriclasse come Anthony riesce a riportare il titolo a New York.
La vera rinascita comincia nell’estate del 2022 con l’arrivo di Jalen Brunson dai Dallas Mavericks. Il playmaker cambia completamente il volto della squadra, riportando stabilità e mentalità vincente. Da quel momento i Knicks raggiungono ogni anno i playoff, superando finalmente il primo turno, pur fermandosi nelle semifinali di Conference nelle prime due stagioni.
Il definitivo salto di qualità arriva con l’acquisizione di Karl-Anthony Towns. Nel 2025 New York torna alle finali della Eastern Conference dopo venticinque anni, ma viene eliminata dagli Indiana Pacers in sei partite.
Quella successiva, però, è la stagione della consacrazione. I Knicks conquistano l’NBA Cup superando i San Antonio Spurs, un antipasto di quella che sarà la sfida decisiva dell’anno. Ventisette anni dopo l’ultima apparizione alle Finals, New York ritrova proprio gli Spurs, gli stessi che avevano negato il sogno nel 1999. Questa volta, però, la storia cambia. I Knicks dominano la serie, si impongono per 4-1 e tornano a sollevare il Larry O’Brien Trophy dopo ben 53 anni, scrivendo una delle pagine più emozionanti della storia della franchigia.
A rendere ancora più speciale questa cavalcata è stato il calore del Madison Square Garden, costantemente gremito di tifosi e celebrità. Tra i sostenitori più noti presenti durante le Finals figurano Spike Lee, Timothée Chalamet, Ben Stiller, Adam Sandler, Kylie Jenner e Taylor Swift.
Cinquantatré anni dopo l’ultimo anello, l’attesa è finalmente finita. I New York Knicks sono tornati campioni NBA, riportando il titolo nella Grande Mela e regalando ai propri tifosi un finale che sembrava ormai appartenere soltanto ai sogni.
Redazione























