
Come ogni anno, da realtà umile e laboriosa qual è, la società Eagles Caronno ha approcciato in punta di piedi il Girone X di Seconda Categoria con l’obiettivo di raggiungere quanto prima la matematica salvezza. In realtà, la squadra di mister Bongiorni viaggia da qualche stagione nella parte medio-alta della classifica grazie ad un gruppo unito e consolidato che ogni anno trova nuovi stimoli (e nuovi innesti preziosi) per alzare costantemente il livello.
E così, a quattro giornate del termine del campionato, non stupisce trovare gli Eagles al terzo posto, nel pieno di una spietatissima bagarre playoff che troverà già nel prossimo scontro di Lonate Ceppino uno snodo cruciale ai fini della partecipazione alla post-season. “Siamo nel mezzo di un gruppone bello folto – ammette capitan Federico Fanali, roccioso difensore classe ‘87 – e questo ci stimola a restare sempre sul pezzo, a maggior ragione dopo un ciclo di partite non proprio brillanti a cavallo di febbraio e marzo. Passare da 3-0 a 3-3 con il Bosto è stato un contraccolpo psicologico non indifferente, ma siamo stati bravi a rimetterci in carreggiata e, ad oggi, siamo in linea con il percorso del girone d’andata”.
Ti aspettavi un campionato del genere?
“Ti dico la verità: a inizio stagione parlare di playoff era per me un ‘ni’. Non tanto per nasconderci, ma perché al via non sai mai bene che campionato ti aspetta: era facile dire che la Valcuviana partiva davanti a tutti, ma già ad esempio il Buguggiate ce lo aspettavamo subito dietro. Poi ci sono le solite squadre imprevedibili che alla fine vengono sempre fuori. Noi siamo partiti con l’idea di fare bene, senza porci limiti: adesso mancano quattro partite e siamo lì, motivo per cui sarebbe bello riuscire a superare lo scoglio della post-season e giocarci qualcosa di importante fino in fondo”.
Lonate, Casbeno, Caravate e Valcuviana: quattro partite ben diverse tra loro, ma ugualmente difficili. Aspettative?
“Il girone di ritorno è sempre un altro campionato, e si vede: squadre che sembravano tranquille si stanno giocando tutto e fanno punti ovunque. Anche la lotta salvezza si è riaperta, quindi ogni partita diventa complicata. Quelle che sulla carta sembrano più semplici, in realtà sono le più insidiose. Casbeno, per esempio, sarà durissima: verranno qui con la bava alla bocca e su un campo piccolo come il nostro si azzerano un po’ i valori. Bisognerà essere pronti a battagliare. Noi dobbiamo imparare soprattutto a gestire meglio i momenti: abbiamo lasciato per strada troppi punti da situazioni di vantaggio, ed è un aspetto su cui dobbiamo crescere e che, ad esempio, contro la Malnatese siamo stati bravi a gestire quando loro potevano riaprire la partita. Le prossime quattro sfide saranno dei veri e propri playoff anticipati: servirà fare risultati in sequenza per tenere dietro chi insegue e restare agganciati al Bosto”.
Ormai gli Eagles sono una garanzia di questa categoria. Ogni anno, tra l’altro, oltre ad un gruppo sempre più consolidato, la società ha l’abilità nell’inserire in rosa quell’attaccante in grado di fare la differenza.
“È vero, ed è uno dei nostri punti di forza. Non abbiamo un budget da ‘corazzata’, ma negli anni siamo sempre stati bravi a trovare quei giocatori magari un po’ sottovalutati che poi fanno la differenza. Penso ad Amilcare Rossi, che era già di categoria superiore, a Francesco Giardino con il suo exploit di gol, a Giovanni Luca l’anno scorso e quest’anno a Nicolò Ruzza, che era al primo anno in categoria e forse in pochi si aspettavano un impatto così. Siamo stati bravi e anche un po’ fortunati, ma il merito è pure del nostro modo di giocare: con mister Bongiorni siamo una squadra votata all’attacco e questo aiuta gli attaccanti a esprimersi. In più tanti giovani si sono inseriti bene, come lo stesso Ruzza e Giacomo Borghi: siamo una squadra giovane, a parte me e il portiere, e ogni tanto paghiamo un po’ di inesperienza e di umore. Però la crescita c’è e la direzione è quella giusta”.
Caronno è una realtà in grande crescita: fino a dove può arrivare?
“Secondo me ha un futuro importante davanti. Se questo gruppo viene confermato, considerando l’età media e l’esperienza che sta accumulando, ci sono tutti i presupposti per fare ancora meglio. Forse per il salto definitivo mancano tre o quattro giocatori di esperienza e fisicità, quelli che nei momenti chiave fanno la differenza. Però la base è ottima: è un gruppo che cresce anno dopo anno e io spero davvero di vederlo un giorno in Prima Categoria”.
Senza di te?
“Eh sì (sorride, ndr)… A fine aprile 2025 sono diventato papà e già dall’anno scorso avevo iniziato a pensare di smettere. Poi ho trovato un equilibrio e ho deciso di continuare ancora questa stagione, ma ormai la decisione è presa: al 100% smetterò a fine campionato. Proprio per questo mi piacerebbe chiudere con un bel risultato, dopo tanti anni qui a Caronno. Sarebbe il modo perfetto per salutare: arrivare alla post-season sarebbe un premio per tutti, per quello che la società ha costruito e per i valori che porta avanti”.
Vista la tua esperienza, cosa ti senti di dire agli Eagles?
“Se fosse per me continuerei ancora, perché qui sto davvero bene, ma è giusto lasciare spazio agli altri. A cominciare da capitan futuro Tullio che finalmente diventerà capitan presente, a patto che la smetta di prendere squalifiche (ride, ndr): ormai è dentro al gruppo da tanti anni ed è un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. A questi ragazzi dico di tenersi stretti quello che hanno: qui c’è qualcosa di speciale. Siamo un gruppo di amici prima ancora che una squadra, il classico ‘pane e salame’ e, in un calcio dove spesso girano pochi soldi ma tante difficoltà, non è scontato trovare un ambiente così sano. A Caronno l’unità e l’armonia fanno davvero la differenza: è questa la chiave dei risultati e della crescita. E spero che continuino su questa strada ancora a lungo”.
Matteo Carraro






























