
Il 4-0 di Genova contro il Ligorna era stato la ferita più sanguinosa del Varese 2025/26, ma quanto accaduto quest’oggi contro la NovaRomentin è ben più grave: l’umiliazione per 3-1 ad opera del fanalino di coda del campionato rischia di lasciare in eredità scorie pesantissime non solo per il prosieguo stagionale, ma anche e soprattutto per il futuro. A prendere la parola, a caldo, è il direttore generale Giovanni Rosati: “In questo momento per me è difficilissimo parlare, ho la mente annebbiata perché sono passati pochi minuti dal fischio finale. Però è doveroso metterci la faccia. La prima cosa che sento di fare è chiedere scusa ai tifosi: sono un orgoglio incredibile, ci seguono sempre e dimostrano quanto tengano a questa maglia e a questi colori. Il nostro primo dispiacere va a loro, perché quello che si è visto oggi non è accettabile per una piazza come Varese. Rappresentiamo una città e una storia importanti e non siamo riusciti a onorarle“.
“Le spiegazioni ce le daremo nei prossimi giorni, a mente fredda – prosegue Rosati –. Ma oggi la priorità è chiedere scusa, perché una prestazione così non è giusta nei confronti di chi ci sostiene. Se fossi un tifoso del Varese, probabilmente avrei reagito allo stesso modo. Stiamo cercando di porre le basi per il futuro, ma partite come questa devono farci riflettere. Devono responsabilizzare tutti: staff e squadra. Per giocare a Varese non basta indossare questa maglia, bisogna dimostrare di meritarla. È vero, i risultati del 2026 non sono positivi e questo crea ulteriore dispiacere. Per costruire servono basi solide: dobbiamo fare molto meglio se vogliamo guardare al futuro con ambizione“.
Matteo Carraro


























