
Dallo storico scudetto conquistato poche settimane fa alla necessità di fare i conti con una realtà ben più complessa del previsto. L’Handball Cassano Magnago lancia un appello al territorio attraverso una lunga nota firmata dalla propria Media Division, nella quale vengono spiegate le difficoltà che il club si trova ad affrontare in vista della stagione 2026/27.
l centro della vicenda c’è il mancato sviluppo del Centro Tecnico Federale, progetto che avrebbe dovuto sorgere accanto al PalaTacca grazie a un finanziamento PNRR da 3,68 milioni di euro e che, a causa delle criticità amministrative che ne hanno impedito la realizzazione, non vedrà la luce. Una situazione che ha inevitabilmente inciso anche sul sostegno economico di Proger e del suo presidente, l’ingegner Umberto Sgambati, il cui investimento era strettamente legato alla nascita del nuovo polo federale. Pur confermando il proprio impegno personale per consentire alla società di difendere il titolo tricolore, Sgambati sottolinea come il futuro della pallamano di alto livello a Cassano Magnago non possa più dipendere da un’unica realtà imprenditoriale, chiamando aziende, istituzioni e cittadini a condividere la responsabilità di sostenere un patrimonio sportivo che da quasi cinquant’anni rappresenta la città.
Di seguito il comunicato integrale diffuso dalla società.
Dallo scudetto alla stagione più difficile: Handball Cassano Magnago chiama a raccolta il territorio.
Il mancato sviluppo del Centro federale e la perdita del finanziamento PNRR da quasi quattro milioni di euro costringono il club a rivedere i programmi. Umberto Sgambati conferma il proprio impegno personale, ma avverte: senza il sostegno di cittadini e imprese, la pallamano di alto livello a Cassano rischia di non avere futuro.
Lo scudetto appena conquistato avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza di una nuova fase per la pallamano cassanese. Un successo storico, il primo per il club, capace di premiare decenni di lavoro e di riportare Cassano Magnago al centro dello sport nazionale. La vittoria della Proger Cassano Magnago ha dimostrato che anche una realtà profondamente legata al proprio territorio può raggiungere il vertice della pallamano italiana attraverso programmazione, lavoro ed investimenti, che vanno ad aggiungersi alle competenze sportive.
Eppure, a poche settimane dalla festa, la società si trova costretta ad affrontare una situazione profondamente diversa da quella immaginata. La prossima stagione non sarà soltanto quella della difesa del titolo: sarà soprattutto una stagione di resistenza, responsabilità e ricostruzione. Il motivo principale è il ridimensionamento dell’apporto che Proger, main sponsor della squadra, potrà garantire rispetto allo scorso campionato. Una scelta che non nasce da un disimpegno nei confronti della pallamano o della città, ma dal venir meno delle condizioni sulle quali era stato costruito un progetto molto più ampio del semplice sostegno alla prima squadra.
L’impegno di Proger e del suo presidente, l’ingegner Umberto Sgambati, era infatti collegato alla prospettiva di trasformare Cassano Magnago in un punto di riferimento nazionale ed europeo per la pallamano.
Al centro di questa visione c’era la realizzazione di un nuovo Centro Tecnico Federale: una struttura destinata ad accogliere le attività della Federazione Italiana Giuoco Handball, gli allenamenti delle rappresentative nazionali, la formazione dei giovani atleti italiani ed europei e manifestazioni sportive di livello nazionale e internazionale.
Il progetto presentato pubblicamente prevedeva un investimento PNRR di 3,68 milioni di euro e la costruzione di un nuovo impianto in un’area limitrofa al PalaTacca. L’obiettivo dichiarato era creare non soltanto un palazzetto, ma una vera e propria casa della pallamano italiana, capace di generare ricadute sportive, economiche e sociali per l’intera città.
Purtroppo i ritardi e le criticità accumulati nella gestione amministrativa del progetto hanno però impedito di rispettare le scadenze previste, determinando la perdita del finanziamento PNRR di quasi quattro milioni di euro.
La speranza dell’Ingegner Sgambati, e di tutti gli sportivi seppur flebile rimane, il progetto – costato più di un anno di lavoro – c’è: qualora il comune trovasse nuove opportunità e nuovi finanziamenti, il sogno sarebbe ancora realizzabile.
Le conseguenze non riguardano quindi solamente la mancata costruzione di un impianto sportivo. A essere compromesso è un progetto di sviluppo che avrebbe potuto portare a Cassano Magnago atleti, famiglie, tecnici, eventi, attività formative e medico sportive oltre a nuove opportunità per le imprese locali.
È in questo quadro che deve essere letto il ridimensionamento dell’intervento economico del main sponsor. Proger continuerà a essere vicina alla società, ma non potrà sostenere il medesimo sforzo garantito nella stagione dello scudetto, perché il progetto complessivo nel quale quell’investimento avrebbe dovuto inserirsi non ha trovato realizzazione.
Nonostante le difficoltà, Umberto Sgambati non intende abbandonare la squadra nel momento più delicato.
L’ingegnere ha confermato la volontà di intervenire anche attraverso un proprio impegno personale, per consentire alla società di affrontare la nuova stagione e provare a costruire ancora una formazione competitiva.
Non sarà però possibile pensare che una sola azienda o una sola persona possano sostenere indefinitamente tutto il peso della pallamano di vertice. Lo scudetto è stato il risultato di un investimento importante, ma anche di una struttura tecnica, organizzativa e societaria che, per mantenersi ad alto livello, ha bisogno di basi economiche più ampie e condivise.
L’Handball Cassano Magnago lavorerà dunque per presentarsi al via del prossimo campionato con una squadra in grado di competere e di rappresentare dignitosamente il titolo conquistato. I programmi dovranno però essere rivisti, le risorse utilizzate con grande attenzione e alcune scelte saranno inevitabilmente condizionate dal nuovo scenario.
Nelle parole di Sgambati emerge anche una riflessione che va oltre la vicenda del Centro federale. «Il territorio lo vedo un po’ anestetizzato, la pallamano sembra ormai far parte del paesaggio e non riesce a generare l’entusiasmo e le energie di una volta», afferma il presidente di Proger. Nemmeno la conquista dello scudetto sembra essere riuscita, almeno fino a questo momento, a stimolare quella mobilitazione collettiva che un risultato di tale portata avrebbe potuto produrre.
Per Sgambati, Cassano Magnago deve acquisire maggiore consapevolezza del valore rappresentato dalla pallamano. Da circa cinquant’anni questo sport fa parte dell’identità della città. Intere generazioni sono cresciute al PalaTacca, indossando la maglia biancoamaranto, seguendo le squadre in campo, dalla tribuna oppure lavorando come dirigenti e volontari.
La prossima stagione rappresenterà quindi un passaggio decisivo. La società non vuole rinunciare alle proprie ambizioni, ma per continuare a portare la pallamano di alto livello a Cassano Magnago sarà indispensabile il contributo del territorio.
Servirà il sostegno delle aziende, attraverso sponsorizzazioni e nuove collaborazioni. Servirà la partecipazione dei cittadini, con la presenza al palazzetto e l’adesione alla campagna abbonamenti. Servirà la vicinanza delle istituzioni, chiamate a riconoscere nello sport non un costo accessorio, ma uno strumento di sviluppo, aggregazione, inclusione sociale e promozione della città. Quello della società non vuole essere un ricatto, né una richiesta rivolta a pochi grandi finanziatori. È un appello alla responsabilità collettiva.
Dopo aver raggiunto un traguardo che sembrava impossibile, Cassano Magnago deve scegliere se considerare lo scudetto come l’ultimo capitolo di una storia gloriosa oppure come l’inizio di una nuova fase. Adesso deve essere l’intera città a scendere in campo.
Media Division
Handball Cassano Magnago SSD a r.l.
Redazione


























