Il derby è il derby. Una partita che di per sé vale più di tutte le altre, che a maggior ragione il prossimo 19 aprile avrà un valore ancora più importante sia per Cantù che soprattutto per la Pallacanestro Varese.

Dalla sfida che vedrà la palla a due alle ore 19:00 sul parquet di Desio passano tante, se non tutte, le speranze di tornare a giocare i playoff dopo 8 anni per la squadra biancorossa ma non solo, perché vincere contro i cugini vorrebbe dire anche fare un salto probabilmente decisivo verso quei primi 10 posti in classifica che significherebbero ritorno in Europa la prossima stagione (con il nono posto si punterebbe alla BCL con il decimo alla FIBA Europe Cup), un passaggio fondamentale nel piano di crescita e sviluppo del club di Piazzale Gramsci.

Un presente, quindi, chiamato a definire in maniera decisiva anche il futuro della Openjobmetis, sia per quanto riguarda il campo con le scelte di mercato sia per ciò che riguarda l’extra, ossia il discorso NBA Europe, sul quale però la società vuole mantenere il massimo riserbo senza esprimersi pubblicamente.
Di questo abbiamo parlato con il General Manager of Basketball Strategy Maksim Horowitz.

Partiamo dalla vittoria con Sassari, non una bella partita ma due punti fondamentali…
“Sicuramente era una partita che dovevamo vincere. Abbiamo iniziato bene, poi, come spesso ci è capitato in questa stagione, abbiamo perso un po’ di continuità. Siamo una squadra che sa come giocare, ma è chiaro che trovare equilibrio quando manca un giocatore come Renfro per la questione falli, soprattutto a livello difensivo, diventa difficile. Abbiamo sofferto a rimbalzo, ed è proprio questo l’aspetto in cui dobbiamo crescere di più”.

I due cali nel terzo quarto mostrati sia a Trieste che con Sassari la preoccupano e a cosa pensa siano dovuti?
Sì, mi preoccupano perché non sono certo un aspetto positivo. Allo stesso tempo, però, abbiamo dimostrato di saper superare queste situazioni. Abbiamo esperienza in partite punto a punto: raramente abbiamo vinto con ampi margini, e questo ci ha allenato. Dobbiamo essere più bravi a capitalizzare i vantaggi che costruiamo in campo. Vedremo se riusciremo a migliorare in queste ultime tre partite.
La reazione avuta contro Sassari mi è piaciuta: in molte gare Moore è stato il nostro punto di riferimento, mentre questa volta Iroegbu, Nkamhoua e Alviti si sono presi maggiori responsabilità. Questa condivisione è molto importante soprattutto nella fase finale della stagione dove le partite ed i singoli possessi pesano di più e c’è bisogno di tutti, non solo di un singolo”.

Andiamo sul derby, una partita che avrà un carico emozionale altissimo. Quale sarà la chiave del match secondo lei?
“Sicuramente il controllo dei rimbalzi sarà fondamentale, ma dovremo andare a Desio con voglia ed energia, pronti a lottare. Per noi è una partita importantissima: una sconfitta renderebbe molto complicato l’accesso ai playoff. In queste ultime settimane tutto può cambiare. Abbiamo una settimana di pausa dopo Cremona per questo dobbiamo cercare di mantenere il nostro destino nelle nostre mani, cercando di vincere tutte le partite e poi vedere dove saremo dopo queste ultime gare”.

L’obiettivo primario a questo punto è la partecipazione ai playoff o la qualificazione ad una coppa europea?
“Entrambi, perché sono obiettivi che vanno di pari passo. A questo punto della stagione i playoff rappresentano il traguardo principale, ma anche l’Europa resta fondamentale. Non c’è una priorità assoluta tra i due, anche se in questo momento i playoff sono l’obiettivo più concreto e che vogliamo raggiungere”.

Se non doveste riuscire a chiudere la stagione nei primi 10 posti della classifica, sarebbe un fallimento nonostante la salvezza già acquisita?
“Sarebbe difficile da accettare, considerando come abbiamo giocato e i punti che abbiamo lasciato per strada. Vogliamo concentrarci su motivazioni positive: non dover pensare alla salvezza va bene, ma non ci basta. Siamo ambiziosi e siamo in corsa con tante squadre per i playoff, anche per il decimo posto, ed è lì che vogliamo arrivare. Dobbiamo dimostrare maturità nel capire il momento, sapendo che nello sport tutto può succedere”.

Chiudo chiedendole se ci sono margini per una possibile permanenza di Iroegbu la prossima stagione?
“Ha un’opzione per la prossima stagione, con una clausola di uscita particolare. Ci ha dato tanto: non è perfetto, ma ha una personalità positiva ed è un leader, qualità importanti per uno straniero in Europa. Detto questo, non possiamo garantire che resterà: è una decisione che spetta a lui e ai suoi agenti”.

Alessandro Burin


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