
C’erano dubbi? Difficile immaginare un esito diverso dopo la sconfitta del Varese per 5-3 nella finale playoff del Girone A contro un Ligorna che ha meritato il successo e dimostrato per tutta la stagione di essere superiore. E così, dopo i commenti entusiasti post-Biella, il nostro lunedì social post-Genova si apre all’insegna del disfattismo, con commenti che inaugurano subito un grande paradosso: se è vero che i playoff non servono a nulla (per inciso, il Ligorna, che dovrebbe essere secondo nella graduatoria, spera a ragione il ripescaggio in Serie C) allora perché prendersela così tanto e sfruttare una sconfitta (meritata) per sparare veleno? La risposta è in realtà molto semplice: il tifo non si comanda, è quanto di più viscerale possa esistere e, volenti o nolenti, anche una vittoria effimera (il successo di ieri non avrebbe certo garantito il professionismo visto che il Varese sarebbe stato ben più indietro del Ligorna nella graduatoria) avrebbe aiutato a guardare la prossima stagione con prospettive diverse.
Di per sé, però, le prospettive restano uguali. In attesa che il Varese annunci l’elenco dei rinnovi e in attesa di capire quale sarà il futuro di mister Ciceri, la certezza è che il Varese dovrà affrontare un altro anno in Serie D (con l’auspicio, questa volta, di riuscire a lasciare il dilettantismo). Anzi, forse è proprio questa certezza ad aver scatenato l’ira di alcuni tifosi perché le voci degli ultimi giorni (tra fallimenti in categorie superiori e la possibile rinuncia del Vado) avevano inevitabilmente acceso un lumicino di speranza, spento dal cinismo e della superiorità del Ligorna. Non a caso, Luca Aletto esordisce: “Ma fatemi capire: il Vado potrebbe rinunciare alla C, i playoff non servono a una beata mazza, quindi quest’anno potevamo stare a casa che tanto era uguale. Questo è il calcio in Italia“.
In un contesto del genere, comunque, non manca chi capito fin dal principio che il valore di questa squadra non poteva essere equiparato a quello di Vado e Ligorna (due avversarie fuori categoria): la maggior parte dei presenti hanno infatti apprezzato la reazione d’orgoglio della squadra che, sotto 4-0, ha provato ad avviare una rimonta che per la fase centrale della ripresa ha fatto tremare il Ligorna (Vuthaj, non certo l’ultimo arrivato, glaciale nel chiuderla sfruttando un errore biancorosso). E più in generale parecchi utenti hanno apprezzato la stagione di crescita della squadra nel “nuovo” anno zero. Con l’augurio che la prossima stagione segua la logica dell’anno uno (e non dell’ennesima ripartenza totale).
“Un po’ di positività – scrive infatti Luca Testi –. Quest’anno niente promozione. Ora bisogna ripartire non smembrando la squadra, fare innesti giusti e fare uno stadio adatto alla C“. Enzo Levato aggiunge: “Partita specchio della stagione… vediamo chi rimane… Forza Varese“. La riflessione di Giovanni Forni è più ampia: “12 gol subiti in 3 partite sono forse troppi, però va detto che questa squadra ha dato tutto quello che aveva ogni partita. Speriamo di poter ripartire il prossimo anno con una buona base di giocatori di questa rosa e con qualche innesto di valore per cercare di migliorare ancora la quarta posizione di quest’anno. Forza Varese e grazie alla famiglia Rosati che porta avanti il calcio a Varese“.
Infine, a prescindere dalla società, dallo staff, dai giocatori e dalla categoria, ciò che resta è sempre e solo il tifo. Per questo motivo, Antonio Milano chiude anche simbolicamente la stagione dicendo: “Buone vacanze, le chiacchiere stanno a zero. Io a settembre sarò su quei gradoni come faccio dagli anni ’80 e tiferò chi andrà in campo“.
Matteo Carraro
Foto Ezio Macchi
























