3-0 il primo tempo con l’ultima… c’è altro da dire?”. Il commento di Nicolò Ganna è alquanto emblematico su ciò che è avvenuto ieri pomeriggio a Romentino. Di primo impatto, è anche facile rispondere alla domanda posta dall’utente che inaugura un day-after nero per il Varese: “No, non c’è nulla da dire”. Eppure, il ko per 3-1 contro la NovaRomentin ha scatenato fiumi di parole che si sono riversate (live e online) sulla società.

Doverosa premessa: del tutto comprensibile la rabbia e la frustrazione del popolo biancorosso, ben poco avvezzo a umiliazioni di questo genere, ma gli insulti e le offese personali sono sempre da condannare. E purtroppo se ne sono registrate parecchie. Così come si sono sprecati i ben più morigerati commenti quali “sparite”, “vergognatevi”, “dimissioni”, “andate a lavorare”, “onorate la nostra maglia” ecc. Reazioni che non era difficile immaginare nel momento in cui una squadra come il Varese perde malamente contro l’ultima in classifica.

Proprio da qui riprende il fil rouge della discussione online con Lorenzo Panigati che scrive. “Non si può perdere contro l’ultima in classifica ormai quasi retrocessa”.  Ben più diretto Walter Brizza: “Oggi siamo stati umiliati da una squadra praticamente già retrocessa… e che probabilmente il prossimo anno non esisterà più… se la dimensione del calcio a Varese deve essere questa, per quel mi riguarda potete tranquillamente staccare la spina e farci vivere di ricordi…”.

Il rammarico di Fabio Mentasti prosegue il discorso: “Ennesima brutta figura… parole tanti, fatti concreti pochi o niente”. Luca Vane sentenzia: “Bisogna mettere i soldi e le competenze. Tutto il resto sono chiacchiere”. Enrico Bellorini prova ad appellarsi ad un briciolo di realismo (se così si può chiamare): “La squadra è questa, costruita per salvarsi (e lo sta facendo con tranquillità) e per non rischiare di andare in C (anche in questo caso missione compiuta). Certo che perdere così contro l’ultimissima in classifica è dura da digerire”.

Altrettanto inevitabile guardare a ciò che avviene in quel di Como perché, oltre alla rabbia per la situazione biancorossa in sé, fa ancor più male vedere ciò che stanno costruendo i rivali di sempre. “Vergogna – tuona Pier Fanelli. A meno di 30km da qua si stanno giocando l’accesso alle Coppe Europee e qui la gente deve assistere a questo scempio”. Dello stesso avviso Dario Brusa: “La cosa più triste è che questa sconfitta coincide con la vittoria del Como a Torino. D’accordo, loro hanno i miliardi degli indonesiani, ma davvero -mi chiedo- nella ricca Varese non si riesce a mettere insieme qualche milione per disputare dei buoni campionati di Serie C?

Parecchi utenti si sono scagliati contro la società e la dirigenza, criticando e ironizzando sulla volontà di costruire il futuro sulla base della continuità. Tra rabbia, sentenze e veleni, il commento di Elia Pozzoli sposa un’ovvia verità: “Dobbiamo ritornare in C, questo è l’obiettivo per la prossima stagione!! Dobbiamo fare quello che ora sta facendo il Ligorna!! Rispetto per il Varese!!”.

Matteo Carraro

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