
Non è mai facile trovare le giuste parole all’indomani di una sconfitta: il sentimento di chi ha la vittoria nel DNA (e Varese dovrebbe avercelo) è forte, ma dopo anni di Serie D ci si trova inevitabilmente a ripetersi. Che la stagione sia “andata” è una verità ormai accettata da molti (con il solo timido appiglio dei playoff a tenere un lumicino acceso), eppure ciò non giustifica le sconfitte; anzi, ad ogni ko aumentano nervosismo e frustrazione, specchio di una volontà che è comunque sempre rimasta immutata: vincere per tornare là dove i biancorossi dovrebbero stare.
Il cammino verso il professionismo sembra invece coincidere con una salita (o discesa, a seconda dei punti di vista) senza fine e il 3-1 con cui il Ligorna ha sbancato il Franco Ossola, dimostrando la superiorità certificata anche dal +17 in classifica, non è altro che un ulteriore pretesto per sfogare la propria rabbia nel vedere altri fare ciò che dovrebbe invece fare il Varese. “Imprigionati in un limbo di ricordi senza all’apparenza validi progetti ci si accontenta di alterne prestazioni in un campionato mediocre” scrive infatti Andrea Minelli, cui fa eco Carlo Masoero: “L’ennesimo campionato inutile, da buttare…“.
Entrando nello specifico sulla partita, Devis Tonetto commenta: “Dovremmo imparare a tirare i calci piazzati. Solito schema prevedibile non porta a nulla. I risultati lo confermano“. Giovanni Forni sentenzia: “Fino alla fine forza Varese, ma alcuni giocatori non sono proprio all’altezza del nostro Varese“. Non manca una punta d’ironia con le parole di Mattia Zonda: “Speriamo che ci fanno lo stadio così andiamo in Serie A“.
L’augurio sarcastico dell’utente trova il sostegno indiretto di chi si pone interrogativi e muove auspici sulla prossima stagione. Si comincia con l’augurio di Andrea Sallese: “Spero vivamente che il presidente l’anno prossimo costruisca una squadra vincente sin dal mese di luglio, perché la tifoseria comincia davvero ad essere stanca“. Roberto Speroni dice la sua: “La difesa va ricostruita da zero per il prossimo anno! Da tenere Tentoni, De Ponti, Palesi, Guerini, Cogliati e Barzotti. Forza Varese sempre comunque!“.
Il rinnovo del DS Battaglino non ha convinto la totalità della tifoseria, ma non manca chi ne vede l’aspetto positivo come fa Enrico Bellorini: “Niente riscatto e niente prova di maturità. Peccato. Guardiamo al futuro, la conferma del DS è già un segnale che forse inizia davvero un progetto“. Già, il progetto. Per voce societaria il Varese ha dichiarato di voler investire su un percorso incentrato sulla continuità (la conferma di Battaglino si muove proprio in tal senso), il che lascia implicitamente presupporre che la dirigenza biancorossa sia già al lavoro per la prossima stagione. Le basi per il futuro dovranno però essere poste fin da ora e, soprattutto, nei mesi a venire: un lasso temporale in cui il Varese dovrà fare in modo di mantenere quanto costruito (poco o tanto a seconda dei punti di vista), evitando di “distruggerlo”. Come? Passando dalle prestazioni e dai risultati. Vincere adesso per qualcuno potrebbe sembrare fine a sé stesso, ma la giusta rabbia dei tifosi in giornate come quella di ieri dimostra che la piazza è ancora viva e che, pur consapevole di essere condannata ad un altro anno di purgatorio in Serie D, non accetta mai la sconfitta.
Matteo Carraro


























