Ci sono storie che il destino si diverte a scrivere ribaltando ogni logica, rimescolando i sentimenti e mettendo a dura prova l’orgoglio del campanile. Quella di Matteo Parravicini è ufficialmente una di queste.
Il play/guardia classe 2001, varesino purosangue e cresciuto con il basket nel DNA tra le fila delle giovanili della Pallacanestro Varese, ha firmato il contratto che cambierà la sua carriera e, inevitabilmente, la percezione della sua mappa emotiva. Dalla prossima stagione, Matteo indosserà la maglia della Pallacanestro Cantù.
Sì, avete letto bene. Proprio loro. I rivali di sempre, i cugini oltre il confine, l’altra metà del cielo del basket lombardo e nazionale.

Il viaggio di un talento nato all’ombra del Sacro Monte

Per chi è cresciuto respirando l’aria di Masnago, sentire il proprio nome accostato ai colori biancoblu fa sempre un certo effetto. Parravicini a Varese rappresenta il ragazzo della porta accanto che ce l’ha fatta: la trafila nel settore giovanile, l’esordio in Serie A a soli 16 anni e i sogni bagnati di sudore sul parquet del Lino Oldrini.
Poi, come spesso accade ai giovani talenti nostrani, è arrivato il momento di spiegare le ali. Un lungo giro d’Italia per farsi le ossa, per diventare uomo e giocatore vero: le tappe a Oleggio, Bergamo, Scafati, Nardò, Forlì e l’ultima, importantissima esperienza a Mestre, dove ha dimostrato tutta la sua maturità tecnica e mentale. Anni passati a lottare su ogni pallone, lontano da casa, con un unico obiettivo: guadagnarsi il palcoscenico che merita.

La chiamata della storia (e della rivalità)

E la chiamata è arrivata. Forte, ambiziosa, impossibile da rifiutare. Cantù ha ufficializzato il suo ingaggio, consegnandogli le chiavi di una cabina di regia che scotta, in una piazza che ha fame di riscatto e di ritorno in Serie A.
La firma con Cantù rappresenta per me una grande opportunità e per questo desidero ringraziare la società e lo staff. Sono estremamente motivato e determinato a dimostrare il mio valore, ripagando sul campo la stima e la fiducia che mi sono state dimostrate. Ho grande entusiasmo e voglia di mettermi al lavoro. Non vedo quindi l’ora di iniziare questo nuovo percorso” le sue dichiarazioni sul sito ufficiale biancoblu.
Ma per un varesino… beh, per un varesino è qualcosa in più. È una tempesta perfetta di emozioni. Significa scendere in campo sapendo che ogni canestro segnato con quella nuova maglia sarà guardato con un pizzico di nostalgia (e forse un brivido di gelosia) dai vecchi amici di Masnago. Significa accettare la sfida più grande: farsi amare da un popolo che, per tradizione, ha sempre visto i varesini come gli avversari da battere.

Michele Marocco

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