Il calcio è governato dai risultati ed è inevitabile che siano proprio quest’ultimi a catalizzare l’attenzione, per quanto il processo di crescita di una società si misuri anche alla luce di altri parametri. Non a caso l’analisi sul rendimento del Vivaio del Varese (e, più in generale, del macrocosmo bianco-rosso-blu che include anche la famiglia del Gavirate), merita un’analisi ben più approfondita che porteremo avanti con il direttore sportivo del Settore Giovanile biancorosso Cosimo Bufano.

Doveroso, però, cominciare proprio dall’oggettività dei risultati(appuntamento a gennaio per le considerazioni globali) e il ds comincia da un bilancio complessivo del proprio triennio bosino. “Il giudizio del nostro operato fin qui non può che essere positivo: siamo partiti tre anni fa da quello che abbiamo definito “l’Oratorio Varese”, costruendo da zero una filiera completa cui oggi manca solo una categoria per completare il parterre Elite. Solo questo dà la misura di quanto costruito nell’ultimo triennio e i miei ringraziamenti vanno a tutti coloro che ne fanno parte. Le nostre responsabilità aumentano di anno in anno: l’obiettivo è quello di immettere sempre più giocatori nelle nostre prime squadre di Varese e Gavirate, cosa che può avvenire solo attraverso la valorizzazione di tutte le rose”.

Passiamo ai consueti bilanci di metà stagione iniziando da quella che potremmo definire fin qui un cammino travagliato della Juniores Nazionale.
“Il progetto di quest’anno è orientato al futuro, incentrato su un gruppo di 2008 che partiva dal blocco degli Allievi Regionali. Nelle ultime giornate c’è stato un incremento di valore sportivo e formativo, frutto anche del lavoro precedente, e diamo in linea per quello che sapevamo essere il nostro contesto: il passaggio di Edoardo Gallotti all’Under23 di Gavirate è un esempio lampante di ciò che dicevo prima e, per la seconda parte del campionato, è lecito aspettarsi un bilancio sportivo superiore”.

La stagione dell’U19 è stata inevitabilmente scossa dall’esonero di Matteo Ponti: cosa non ha funzionato?
“Con Matteo ho sempre avuto un rapporto che va oltre il lato sportivo e colgo l’occasione per ringraziarlo per ciò che ha dato al Varese Calcio, tra salvezze e promozioni acquisite. Purtroppo, situazioni del genere possono capitare, ma il valore umano della persona e la caratura tecnica di una figura che ha dato tanto al Varese restano immutati. Celestini? Non avevamo previsto situazioni esterne perché la Juniores è una categoria cui teniamo molto e avendo a disposizione un profilo come quello del direttore tecnico, non abbiamo avuto dubbi nell’affidargli la squadra con l’augurio che Costanzo la faccia crescere nel migliore dei modi”.

Passiamo all’Under17 Elite?
“Abbiamo costruito la squadra con profili interessanti provenienti dall’esterno, ma dando valore anche a chi aveva fatto bene nell’Under16 Provinciale. C’è un mix importante, ma inesperto, e questo si è visto fin qui: sono però certo che la squadra, ben condotta da mister La Iacona, sarà protagonista nel girone di ritorno con il dichiarato obiettivo di far meglio del cammino d’andata”.

Qual è, invece, il giudizio sull’Under16 Regionale?
“Questo gruppo ha l’obbligo sportivo di chiudere il discorso Elite: o con la promozione diretto o tramite i playoff dobbiamo riuscire a centrare il salto di categoria. Mister Brandazza ha la squadra adatta per farlo, anche se il nostro modo di voler dominare il gioco ci ha fatto prendere qualche gol di troppo portandoci a compiere qualche passo falso. Sono comunque fiducioso nelle possibilità della squadra: sarà una bella sfida”.

Passando all’Under15 Elite cosa possiamo dire?
“Parliamo di una squadra che sicuramente chiuderà nella parte sinistra della classifica perché ha valori importanti, è ben guidata da mister Giannini. Peccato per l’ultima sconfitta, un 3-1 poco veritiero per quanto fatto vedere in campo, ma vanno fatti i complimenti al Bulgaro perché ha meritato il titolo di campione d’inverno”.

Chiudiamo, infine, con l’Under14 Regionale
“Ha forse fatto troppo bene all’inizio pagandone lo scotto nelle ultime giornate: in qualche partita avremmo sicuramente dovuto e potuto fare qualcosa in più, ma parliamo comunque di una categoria che è solo all’inizio di un lungo periodo. Un aspetto importantissimo da sottolineare è che ben 18 ragazzi provengono dall’Attività di Base”.

A tal proposito, chiudiamo il nostro excursus proprio con un giudizio sull’Attività di Base.
“Stefano Morandi sta facendo un lavoro clamoroso sotto tutti i punti di vista con l’obiettivo di immettere nell’Agonistica il maggior numero possibile di profili provenienti dal territorio. Stiamo lavorando bene valorizzando le nostre annate attraverso test match con squadre professionistiche e vogliamo dare sempre più valore formativo a questo comparto. Basti pensare che i 2014 hanno giocato contro l’Ajax, esperienza che verrà ricordata per tutta la vita, e l’obiettivo è quello di coinvolgere i nostri ragazzi in sempre più tornei internazionali”.

Matteo Carraro

Articolo precedenteKastritis: “Napoli squadra talentuosa e completa. La Coppa Italia? Non è il momento di pensarci”
Articolo successivoE se il campionato finisse oggi? Monate in Seconda, che spettacolo i playoff! Triplo gettone a Legnano

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui