Un mese esatto dalla parola fine ad una stagione disgraziata e spazio al Pagellone 2025/26. Tempistiche dilatate giustificate dalla necessità di meditazione. Vabbè, si fa per dire. Amenità a parte, tra i giocatori schierati valutazione omessa causa utilizzo contenuto per Alessandro Sala (contratto risolto, una sola presenza in Coppa Italia), Andrea Marra (una presenza per 1’), Christian Galantucci (una presenza per 9’), Abdelrahman Frattini (una presenza per 1’), Andrea Auci (3 presenze, una da titolare, per 79’), Tommaso Ricordi (5 presenze per 51’ in Campionato più 54’ in Coppa Italia) e Matteo Viti (3 presenze, 2 da titolare, per 133’ ed un’autorete in Campionato e 3’ in Coppa). Nella prima parte esterni derubricati a difensori. Al netto del cambio di sistema di gioco. 

Centrocampisti

Giorgio Citterio  5,5: Il feticcio di Greco: 9 su 17 dal 1’ con addirittura 2 da punta (Vicenza e Dolomiti Bellunesi, cioè l’esercizio di masochismo del tecnico romano). Con Bolzoni torna alla sua (reale?) dimensione: una buona alternativa partendo dalla panca (19 presenze ma solo 4 dal 1’). Due reti ed un assist nelle ultime 5 giornate. Cioè, ormai a redini alzate. Insospettabile  

Davide Ferri  5,5: Magari rimpiange la scelta estiva di rimanere a Busto per confermarsi capitano e simbolo di una squadra così. Ma resta il più presente in campo (2.881’, l’84% del totale), con 35 presenze (solo ad Ospitaletto dalla panchina), 21 per intero (8 al ritorno quando sta a guardare 3 volte). La brillante mezzala di inserimento apprezzata all’alba della sua parabola tecnica (è solo un 2002), è oggettivamente appannata. Ma i numeri offensivi restano discreti: 5 assist da 8 punti per il 15% di partecipazione ai gol in Campionato ed una rete in Coppa. Appassionato

Georgi Tunjov  5,5: Gol all’esordio al “Piola” e all’epilogo con il Renate. In mezzo un assist con la Virtus Verona. Dall’arrivo dall’Ospitaletto, capitalizza 12 ticket (solo a Brescia dalla panchina), 8 per 90’. L’estone ha discreto raggio di tiro e buon voltaggio tecnico. Nelle more della squadra, s’intende. Detonante   

Niccolò Bagatti  5: Il rosso insensato con la Triestina (di fatto) costa la panchina a Greco. Evidentemente un’abitudine visto che aveva fatto lo stesso contro il padre (allora con un gol) ai tempi della Serie D (nell’1-1 del suo Progresso contro l’Athletic Carpi). Al netto della squalifica, somma 11 presenze (6 da titolare, 3 per 90’ con Virtus Verona, Ospitaletto e Pro Vercelli alla prima di ritorno). Sembra atteso a ben altro 2026. E infatti finisce a Monopoli dove gioca solo 34’. Rassegnato 

Christian Dimarco  5: Sinistro educatissimo. Dev’essere una questione di famiglia. Ma a differenza del fratello (opinione personalissima), è più un terzino che un esterno puro. A statistica 22 presenze, 16 da titolare, 8 per intero (1.461’ giocati) e l’assist per Renelus a Trieste. Il trasferimento a Foggia lo agevola il giusto (13 ticket di cui 11 da titolare). Dirottato

Alessandro Di Munno  5: Perno centrale di lotta più che di governo, impone il proprio stile frenetico alla mediana biancoblu. Per 29 volte in campo, 27 dal 1’ (dalla panchina solo 2 volte con il Renate), 20 per intero ed una rete pesantissima (la lecca con la Pergolettese). Il cambio di sistema di gioco sembra andargli di traverso. Circostanza che giustifica il calo alla distanza. Vertiginoso     

Jacopo Frosali  5: In campo in media per 47’ (12 presenze, 8 da titolare, per 567’ complessivi). A tratti comparsa, a tratti (Cittadella e Brescia dove registra un’assistenza) qualcosa di più. Non proprio il colpo che a gennaio ti svolta la stagione. Frugale

Alessandro Orfei  5: In campo spesso (31 presenze, solo 10 da titolare). Ma per pochi minuti (1.256’ totali, solo 7 oltre i 70’ in campo). Perché? Difficile rispondere. Anche perché fattura 2 gol e 3 assist. Ragioni atletiche? Greco e Bolzoni sembrano vederla allo stesso modo. Enigmatico

Thomas Schirò  5: Arriva in coda al mercato. Presupposto che spiega le sole 6 presenze da titolare nell’andata (alla fine saranno 13, 27 in totale con un assist). Per Bolzoni è un centrocampista centrale. Anzi no, un trequartista. Scusate, in realtà una mezzala. Per dire del laboratorio tecnico. Sperimentale

Luca Giudici  4,5: Uno dei leader. Più in linea teorica che nella realtà. Non sempre in condizione (perde 6 gare a vario titolo nella prima metà di Campionato), gioca 27 partite (19 da titolare di cui solo 6 nel 2026, 13 per intero ma solo 2 nel ritorno per 1.736’, cioè il 51% del totale), con 2 gol da 4 punti e 4 assistenze da 2. Ma era lecito attendersi parecchio di più. Dentro il campo e lo spogliatoio. Bolzoni lo punta come senatore rilassato. Vespertino

Andrea Schiavone  4,5: Valore aggiunto ricondizionato a protagonista saltuario: 12 caps, 6 dal 1’, massimo con Arzignano e Triestina (79’), per 488’ totali (14% del complessivo). Marca visita per infortunio in 12 giornate. L’esordio con la Pro Vercelli (fuori dopo 23’), l’imprinting stagionale. Appiedato      

Attaccanti

Ferdinando Mastroianni  6: Si può essere ultimi in classifica con uno dei migliori marcatori del Campionato? Risposta affermativa. Che rimanda all’anagrafica del maddalonese il cui ritorno allo “Speroni” è l’unico big goal centrato da Turotti. Alla cassa fanno 37 presenze (salta solo la Triestina per squalifica), 28 dal 1’ (18 su 19 nell’andata) con 11 reti (8 nella prima metà) e 2 assist in 2.564’. Mai in doppia cifra in carriera (dilettanti a parte), contribuisce per il 38% della produzione di gol (il 64% sino a dicembre). Deroga    

Bertony Renelus  5,5: Fa il suo. Che non è sempre tantissimo. Vale a dire 2 gol e 4 assist (più un’assistenza in Coppa) in 1.795’ giocati (33 presenze, 21 da titolare). Meglio 7 che 11 (ovvero, più esterno che punta). Ma non sempre regge la scena. Agitatore

Jacopo Desogus  5,5: Si presenta bene. Ma chiude maluccio. Il trequartista chiesto da Bolzoni si trasforma presto in un’ala. Timbra 5 reti nelle sue prime 9 in biancoblu (alla fine saranno 17 presenze di cui 14 dal 1’). Di fatto si ferma al 2-2 della 29^ con la Virtus Verona. Come tutta la Pro Patria del resto. Cangiante        

Simone Andrea Ganz  5: L’attaccante in più voluto da Greco. Decisamente poco premiato sul campo. Prima di finire in D a Piacenza, 12 presenze, 2 da titolare (AlbinoLeffe e Triestina), solo 222’ giocati (massimo 68’ da ex al “Rocco” e 10 volte per meno di 20’). Apporto sfumato. Per far sfoggio di eufemismi. Trascurato

King Udoh  5: Parte a cannone. Per poi perdere fiducia e convinzione. Per Bolzoni difficile (facciamo pure impossibile), vederlo in coppia con Mastroianni. In totale 29 presenze, 16 da titolare (6 consecutive tra 28^ e 33^), 6 gol in 1.454’ giocati. Pochino. Praticamente nulla. Per un talento del suo livello. Disilluso

Giovanni Castiglioni

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