
Fine anno, uguale Pagellone. È tempo di dare i voti alle avversarie delle varesotte del Girone A e del Girone N di Prima Categoria. Tra promossi e bocciati, sorprese, certezze e debacle inaspettate, andiamo più nel dettaglio.
GIRONE A

ARDITA CITTADELLA 9
L’Ardita Cittadella vince il campionato e si aggiudica la Promozione al termine di una stagione strepitosa. Partiti senza la pressione della società ma con la ferma convinzione interna di poter firmare l’impresa, i ragazzi di mister Lupi hanno guidato la classifica sin dalle prime giornate. Un successo straordinario se si pensa che il gruppo era totalmente nuovo e fortemente penalizzato dai continui infortuni, capaci di privare lo staff dei due attaccanti titolari e di uomini perno come il capitano. La vera forza dell’Ardita è stata la coesione nei momenti critici, oltre alla costanza di battere le squadre al di sotto della metà di classifica. Nemmeno lo spavento della penultima giornata contro il Luisago ha scalfito la corazza dei ragazzi. Il momento più bello? I 10 minuti di interminabile attesa a fine ultima gara, vissuti in cerchio al telefono con gli altri campi (Itala e Luisago), prima che il fischio finale liberasse la festa per un gruppo dimostratosi di veri uomini.

ITALA 9
Partiti con l’obiettivo di una salvezza tranquilla, i bianconeri firmano un campionato capolavoro navigando inizialmente a metà classifica. La vera svolta per gli uomini del “coach of the year” Giovanni arriva nella seconda parte di stagione: trascinati dai gol del capocannoniere Airaghi (autore di ben 31 delle 69 reti totali, che valgono il miglior attacco del torneo), i comaschi infilano tra gennaio e marzo un mostruoso filotto di 8 vittorie e 2 pareggi. Una striscia che proietta l’Itala a giocarsi il titolo all’ultima giornata. Qui l’amarezza è enorme: complici i passi falsi di Ardita e Luisago, un successo avrebbe regalato un clamoroso trionfo, ma la squadra impatta in casa per 2-2 contro il Cantello. Il destino si dimostra poi beffardo fino in fondo anche nei playoff, con la rete di Maggioni del Veniano al 92′, che spegne bruscamente un sogno Promozione che sarebbe stato ampiamente meritato.

VENIANO 9
Una stagione da 8 e un playoff da 10 regalano al Veniano un 9 meritatissimo. Gli uomini di mister Roberto Savi partono fortissimo, restando imbattuti fino al 18 gennaio, sconfitti dalla FOR Soccer. Dopo una flessione nel finale che rischiava di escluderli dalla post-season a causa della forbice con il secondo posto, il pari all’ultima giornata regala i playoff alla formazione comasca. È qui che avviene il capolavoro: la squadra si trasforma, mostrando una maturità impressionante e vincendo entrambe le gare in trasferta, compresa la tiratissima sfida contro l’Itala. La società ha scardinato le gerarchie del Girone A di Prima Categoria grazie a investimenti mirati nel reparto avanzato e a una dedizione straordinaria del collettivo. Comunque vada a finire il terzo turno dei playoff regionali, il Veniano ha scritto una pagina bellissima della sua storia.

LUISAGO GRANDATE 8
Il Luisago alza l’asticella rispetto al settimo posto dell’anno scorso e, grazie a uno strepitoso avvio da quattro vittorie consecutive, l’obiettivo stagionale diventa immediatamente il campionato. Gli uomini di mister Piazzi dimostrano una qualità assoluta, certificata dalle doppie vittorie negli scontri diretti contro la prima (l’Ardita) e la terza (l’Itala) della classe. Il momento più buio arriva a dicembre, con tre sconfitte in quattro gare che complicano i piani d’alta classifica. La delusione più cocente si consuma però nelle due settimane del finale di stagione: il pareggio di Tradate, all’ultima giornata, vanifica la spettacolare vittoria contro la capolista Ardita davanti a una splendida cornice di pubblico, alla quale segue l’inattesa eliminazione al primo turno dei playoff, davanti ai propri tifosi e con il fattore campo a favore, per mano del Veniano. Resta l’ottimo percorso di un gruppo coeso e la fase difensiva organizzata da mister Piazzzi, la migliore di tutto il campionato, ma con un pizzico di amaro in bocca per l’epilogo finale.

CASSINA RIZZARDI 6.5
Una stagione difficilissima ma conclusa con il sorriso: la salvezza ottenuta con due giornate d’anticipo. Il Cassina paga un avvio traumatico a causa degli addii di pilastri storici come mister Maroni e Uereco, a cui si somma il grave infortunio dell’attaccante Oxa. L’azzardo societario di affidare inizialmente la panchina a mister Mercuri si rivela purtroppo un errore di inesperienza, culminato nel punto più basso dell’anno: un pesantissimo 7-0 incassato dall’Union Gorla. La vera svolta arriva con il decisivo approdo di mister Saturno, capace di cambiare radicalmente la mentalità del gruppo e portare l’esperienza necessaria per centrare la salvezza. Fondamentale è risultata la doppia e bellissima vittoria (sia all’andata che al ritorno) contro il Tradate, vero propellente per la permanenza in categoria. Un’annata non strepitosa per la prima squadra, ma comunque da ricordare, perché impreziosita dallo storico trionfo della Juniores nel campionato regionale e dalla piacevole scoperta del girone varesotto, trasformatosi da incognita a sfida stimolante.

FOR SOCCER 6.5
La FOR Soccer porta la “nave in porto” centrando la salvezza senza playout con due giornate di anticipo, chiudendo a quota 37 punti. Una stagione di alti e bassi che lascia un pizzico di rammarico per il valore della rosa, ma che ha visto una grandissima reazione da parte dei comaschi. A seguito di un girone d’andata complicatissimo da soli 12 punti, la svolta arriva a fine novembre con l’innesto di mister Bridarolli, bravo a ridare serenità e identità al gruppo. Tra fine dicembre e metà febbraio i comaschi inanellano 13 punti in 8 gare, firmando un ritorno con ruolino di marcia da prime della classe. Nota di merito per il finale: a salvezza raggiunta, lo spazio concesso ai giovani della Juniores regionale contro Valceresio e Union Gorla ha dato risposte positive in ottica futura.

AURORA MONTANO LUCINO 4.5
Nonostante diverse gare combattute, l’Aurora non è mai parsa realmente all’altezza del torneo, chiudendo l’anno in modo tutt’altro che positivo. L’inizio di campionato è stato un calvario, segnato da ben sette sconfitte nelle prime otto giornate (di cui sei consecutive). A gravare pesantemente sul rendimento è stata una difesa estremamente fragile, la terza peggiore del girone, che ha incassato l’enormità di 73 gol in 30 partite. L’esperienza accumulata in Prima Categoria, prima volta nella storia della società, con i primi mesi di preparazione giunta in ritardo ad agosto, si rivelerà comunque preziosa per i giovani l’anno prossimo, perché ha conferito grande maturità. Il gruppo ripartirà dalla Seconda Categoria per provare l’immediata risalita, ma lo farà senza mister Ferrari, che saluta il club a fine ciclo per accasarsi, come già noto nel Comasco, al Cassina.
GIRONE N

PONTEVECCHIO 9
Il Pontevecchio si prende la scena e la meritata Promozione con un finale da urlo, centrando il trionfo all’ultima giornata di un campionato entusiasmante. La vera forza di questa corazzata è stata quella di presentarsi al momento clou della stagione in una forma fisica straripante, mettendo a referto un decisivo bottino di 13 punti nelle ultime 5 giornate. Oltre a sfoggiare il secondo miglior attacco del girone, il vero capolavoro è maturato nella seconda metà dell’anno, quando la squadra ha dimostrato una lucidità fuori dal comune non sbagliando più un solo scontro diretto. A pesare come macigni nell’economia del torneo sono state la vittoria di spessore contro l’Accademia Bustese e, soprattutto, la pesantissima impresa alla penultima giornata contro il Marnate: un successo che ha sancito il tanto atteso sorpasso in vetta. Una cavalcata spietata e vincente che vale il meritato salto di categoria.

ACCADEMIA BUSTESE 8.5
Da neopromossa, l’Accademia Bustese ha disputato un campionato clamoroso e ben al di sopra delle iniziali aspettative di una tranquilla salvezza, laureandosi campione d’inverno da unica squadra imbattuta del girone d’andata. Trascinata dalle giocate di Daniel Ficara, autentico “Pallone d’Oro” della categoria, la formazione ha espresso un calcio brillante e offensivamente fuori da ogni logica: 68 reti all’attivo, solo 33 subite e la miglior differenza reti del torneo in coabitazione col Pontevecchio. Un percorso eccezionale, impreziosito dalla valorizzazione di ben otto ragazzi del vivaio, che non è stato scalfito nemmeno dai pesanti infortuni occorsi a pedine fondamentali soprattutto nel ritorno. Resta il fisiologico rammarico per aver sprecato il match point nel finale di stagione, dove la sconfitta contro la Folgore Legnano ha fatto sfumare la prima posizione e il destino della Promozione diretta diretta. Il secondo posto, e il pari con il Vela in finale playoff, valgono però l’accesso ai playoff regionali: la favola continua.

VELA MESERO 8
Con la stagione iniziata con l’obiettivo di mantenere la categoria nel miglior modo possibile, i ragazzi del Vela si sono resi protagonisti di un’annata eccezionale e storica. Dopo una prima metà di stagione trascorsa in zona playoff con un atteggiamento attendista, il cambio in panchina all’inizio del 2026 ha innescato una marcia inarrestabile. La perfetta amalgama tra il nuovo mister e il gruppo storico ha generato un filotto di otto vittorie consecutive, con i successi su Folgore, Parabiago e Turbigo a segnare la svolta mentale. I numeri del 2026 sono impressionanti: 35 punti (miglior rendimento del campionato nell’anno solare) e un attacco atomico da 70 reti stagionali. Un ruolino che ha proiettato il Vela in piena corsa per il titolo, sfumato solo alla penultima giornata sul campo di un Union Villa Cassano disperatamente a caccia di punti salvezza. Peccato solo per la finale playoff: da due corazzate offensive ci si aspettavano fuoco e fiamme, ed è invece arrivato un tedioso 0-0. Poco male, la società si è divertita e ha gettato basi granitiche per il futuro.
BOFFALORESE 7.5
La Boffalorese archivia la stagione con un’ottima salvezza tranquilla, impreziosita dal merito di aver stazionato a lungo nelle zone alte della classifica. L’obiettivo primario era evitare i patemi dei playout, e il traguardo è stato centrato in anticipo, regalando grande serenità a un ambiente che ha dovuto superare numerose difficoltà numeriche causate dagli infortuni. Il capolavoro si concretizza tra gennaio e febbraio, quando la squadra, sull’onda dell’entusiasmo, totalizza ben 20 punti in 9 gare, arrivando ad accarezzare il sogno playoff. L’inevitabile calo finale, fisiologico di fronte ai ritmi forsennati delle magnifiche 4 davanti, non cancella il valore dell’impresa e l’abnegazione di un gruppo che, anche in emergenza, ha sempre dato il massimo. Da incorniciare la prestigiosa prestazione in trasferta a Marnate, come miglior momento stagionale.
PARABIAGO 7
Il Parabiago sfiora i playoff, sfumati per un solo punto a causa della spietata regola della forbice dalla seconda classificata, ma chiude un’annata ricca di spunti positivi. Partiti con l’ambizione di avviare un nuovo progetto pluriennale basato su una rosa giovane e rivoluzionata, i ragazzi hanno mostrato una solidità impressionante, certificata dal titolo di miglior difesa del Girone N. A esaltare il cammino c’è una clamorosa striscia di 19 risultati utili consecutivi (solo tre ko stagionali, l’ultimo a metà novembre) e un ottimo rendimento contro le “big four”, impreziosito dalla vittoria di prestigio sul Marnate. Il rammarico, però, è innegabile e figlio di qualche infortunio di troppo: a pesare sull’esclusione dalla post-season sono state alcune leggerezze di troppo contro le formazioni meno nobili e l’incredibile mole di pareggi (ben 16). L’emblema dei rimpianti è il 2-2 dell’ultima giornata, segnato da un rigore decisivo fallito a pochi minuti dalla fine, ma le basi gettate per il futuro sono indiscutibilmente solide.
NERVIANO 6.5
Il Nerviano conquista una meritata salvezza chiudendo a quota 37 punti, uscendo a testa alta da un’autentica guerriglia nei bassifondi della classifica. Dopo un avvio di campionato altalenante, caratterizzato da tre vittorie e tre sconfitte, la squadra ha saputo trovare la quadra terminando il girone di andata a 19 punti. La vera virtù dei nervianesi è stata la capacità di mantenere un incrollabile equilibrio per tutta l’annata. L’accelerazione decisiva è arrivata nel mese di marzo, con un preziosissimo filotto di tre vittorie consecutive che ha garantito lo strappo necessario per centrare l’obiettivo senza rischiare la pericolosa lotteria dei playout. A pesare in modo netto sul bilancio finale sono stati i fondamentali successi negli scontri diretti contro Cassano e Valle Olona, dimostrazione di grande maturità e cinismo nei momenti chiave della stagione.

MOCCHETTI 6
Il Mocchetti centra l’obiettivo stagionale, ma quanta sofferenza per tagliare il traguardo. L’intento iniziale della società era quello di conquistare una salvezza tranquilla, uno scenario che al giro di boa, con un rassicurante bottino di 20 punti, sembrava ampiamente alla portata. Il crollo verticale è arrivato però all’alba del girone di ritorno: ben sette sconfitte consecutive hanno azzerato le certezze, facendo scivolare pericolosamente la squadra nei bassifondi della classifica. Il vero tallone d’Achille dell’annata è stata la fase difensiva, rivelatasi la seconda peggiore dell’intero campionato con la bellezza di 58 reti incassate. La certezza di potersi aggrappare quantomeno alla lotteria dei playout è arrivata al cardiopalma soltanto all’ultima giornata. Nella sfida da dentro o fuori, però, i ragazzi hanno ritrovato lucidità, dominando il doppio confronto contro il Cassano con due vittorie. Una salvezza sudata e agguantata con due gare in più del previsto, sufficiente per strappare il 6.

TURBIGHESE 6
La Turbighese archivia una stagione dai due volti, incorniciata da un perfetto e quasi abulico equilibrio numerico finale: 10 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte. L’avvio degli uomini di mister Giubertoni, in realtà, era stato a dir poco esaltante. Con ben 23 punti incamerati nelle sole prime undici giornate, la squadra viaggiava a ritmi da piena zona playoff, mettendo in cassaforte l’obiettivo salvezza con larghissimo anticipo. Poi, improvvisamente, la luce si è spenta e qualcosa nell’ingranaggio si è inceppato. L’entusiasmo iniziale si è inesorabilmente dissolto in un digiuno di vittorie lungo sette gare, trasformando un cammino potenzialmente di vertice in un’annata piatta e priva di veri sussulti. Il calo fisico e mentale si è confermato fino al traguardo, con le tre sconfitte incassate nelle ultime cinque uscite che hanno fatto scivolare la squadra nel limbo della metà classifica. Resta il grande rammarico per essersi accontentati troppo presto.

TICINIA ROBECCHETTO 5.5
La Ticinia Robecchetto raggiunge la salvezza al fotofinish, superando il Valle Olona in un bel doppio confronto ai playout. Partiti con l’ambizione di un’annata tranquilla e uno sguardo alla zona playoff, la squadra ha vissuto una stagione fatta di più bassi che alti, pesantemente condizionata dai troppi infortuni. La scossa decisiva è arrivata con il cambio in panchina e l’innesto di nuove figure nello staff: una mossa che ha cementato lo spogliatoio. Nonostante i risultati alterni, la squadra ha fatto gruppo dentro e fuori dal campo, affrontando le difficoltà senza mai esasperare gli animi tra pranzi pre-gara e svariate cene in compagnia. Cruciale la fondamentale vittoria a Turbigo alla 15ª di andata, vitale per restare in scia e svoltare mentalmente, una stagione difficile nel periodo più buio. Al fischio finale del playout è esplosa la meritata festa liberatoria.
REAL VANZAGHESEMANTEGAZZA 2
C’è davvero poco da dire sulla stagione della Real Vanzaghese, il cui basso voto in pagella è addirittura superiore alle vittorie stagionali. La squadra si è dimostrata fin da subito palesemente fuori categoria, schiacciata da numeri a dir poco impietosi: troppe le reti subite in una difesa colabrodo, drammaticamente poche quelle realizzate da un attacco perennemente spento. Il bilancio stagionale piange e parla di una sola isolata vittoria che, per una crudele ironia della sorte, è costata carissima al Cassano, condannandolo ai playout e alla conseguente retrocessione. Come se non bastasse il tracollo tecnico sul rettangolo verde, a completare un quadro a tinte foschissime ci ha pensato anche un punto di penalizzazione, inflitto a causa della mancata disputa della gara contro il Pontevecchio. Un’annata – male, davvero male sotto ogni aspetto – da cancellare al più presto per resettare e ricostruire da zero.
Lorenzo Castiglia



























