Al netto della Poule Scudetto che assegnerà il titolo di categoria, la Serie D 2025/26 è andata in archivio ma, prima del congedo “ufficiale” per l’estate, non può mancare il nostro Pagellone: al termine del campionato qual è il bilancio del Girone A? I numeri di classifica restituiscono l’immagine di un Vado che ha rispettato i pronostici laureandosi campione e conquistando un pass per la Serie C (i liguri ci andranno?); anche i playoff non hanno riservato sorprese, con il Ligorna (seconda forza del campionato e unica anti-Vado esistente per tutta la stagione) che ha vinto la finale sul Varese mettendosi in seconda posizione nella graduatoria ripescaggi (arrivate in semifinale playoff anche Biellese e Chisola).

Retrocessione annunciata per la NovaRomentin, mentre stupisce il passo falso per certi versi clamoroso della Lavagnese. Ai playout doppio colpo esterno: Asti e Gozzano condannano all’Eccellenza Cairese e Derthona. Fatta la doverosa panoramica di classifica, andiamo più nello specifico della nostra analisi con la consueta carrellata di voti e giudizi.Parola al nostro Pagellone.

Ligorna 9

Applausi a scena aperta per i genovesi che hanno saputo tenere aperto praticamente fino all’ultimo il campionato; anzi, per alcune settimane sono stati proprio i rossoazzurri ad occupare la vetta cullando il sogno di beffare i cugini liguri, ma il Ligorna ha pagato una serie di concomitanze sfortunate (l’infortunio di Miccoli, le due giornate di squalifica di Vuthaj e l’assenza di Rosa) che hanno causato qualche inciampo di troppo. E il Vado ne ha approfittato. La qualità della rosa di Pastorino, comunque, ha avuto modo di esprimersi anche nei playoff (e il Varese ne sa qualcosa) e l’innesto là davanti proprio di Vuthaj (capocannoniere del girone in metà stagione) ha innalzato a livelli esponenziali la pericolosità della squadra. Il Ligorna è in ottima posizione nella graduatoria ripescaggi e il sogno di balzare tra i professionisti potrebbe non essere così utopistico. Sfavillante

Vado 9

“Il più forte vince” non è certo una regola scritta e spesso nel calcio sono esistite stagioni e competizioni totalmente contro-pronostico. Non è stato il caso del Girone A di Serie D: il Vado era indicato fin dal principio come il candidato numero uno e il verdetto del campo ha confermato la tesi. Nonostante l’avvio turbolento, con l’amore mai sbocciato tra l’ex Varese Giorgio Roselli e la società, l’innesto di Marco Sesia ha permesso alla squadra di mantenersi sui binari giusti riuscendo a superare anche la mini crisi di risultati parallelamente ad un rendimento da top team del Ligorna. I numeri, però, parlano chiaro e la legittimità della vittoria rossoblù è indubbia. Dominante

Biellese 8.5

Le ottime premesse del girone d’andata sono letteralmente esplose nel cammino di ritorno trasformando la matricola bianconera in una delle squadre più forti di categoria: la clamorosa rimonta magistralmente condotta da mister Prina ha portato i bianconeri al terzo posto regalando alla città una semifinale playoff con il Varese in un sabato sera da categorie superiori. Progettualità e competenza hanno permesso alla Biellese di mantenere l’ossatura che aveva vinto l’Eccellenza rinforzandola per la Serie D; e i risultati si sono visti. Certo, la squadra è arrivata alla post-season con il fiato corto, ma l’anno prossimo sarà lecito aspettarsi una Biellese con ben altre ambizioni. Travolgente

Chisola 7.5

Gli scricchiolii del girone d’andata hanno portato a qualche crepa con un girone di ritorno più sottotono rispetto al cammino d’andata. Al fotofinish, comunque, i piemontesi si sono presi i playoff centrando l’obiettivo stagionale: la sconfitta in semifinale contro il Ligorna sa di occasione persa (soprattutto perché i liguri erano restati in dieci), ma il percorso globale portato avanti da mister Ascoli è stato assolutamente degno di nota. Le basi per il futuro sono più solide che mai. Affidabile

Valenzana Mado 7.5

Fin dal principio, ciò che ha sempre stupito della Valenzana Mado è l’umiltà con cui i rossoblù si sono presentati in categoria: nessun proclamo di grandezza, ma solo tanta voglia di lavorare e di crescere. Il mercato invernale ha ribadito questo concetto con innesti mirati (uno su tutti l’ex Varese Palazzolo) che hanno permesso alla squadra di risalire la classifica per chiudere con un brillantissimo ottavo posto. Niente male per una matricola che guarda già alla prossima stagione con l’ambizione di consolidarsi ancor di più. Umile

Varese 7.5

Preso atto fin dal principio che questa squadra non era costruita per vincere il campionato, ma per navigare in orbita playoff, il campionato biancorosso non può che essere giudicato in maniera positiva. Certo, non sono mancati periodi davvero bui (dal 4-0 di Genova contro il Ligorna alla debacle di Romentino), ma il Varese ha dimostrato di potersela giocare alla pari con il Vado e con tutte le contendenti dirette (solo con il Ligorna è emerso un discreto gap). Andrea Ciceri ha dato forma e sostanza ad una squadra che può guardare alla prossima stagione con fiducia e con la consapevolezza che più di così era praticamente impossibile fare. Consapevole

Celle Varazze 7

C’è stato un Celle Varazze prima di mister Boschetto che non poteva raggiungere la sufficienza: la squadra, costruita per ben altre posizioni, è rimasta a lungo impantanata in zona playout e la salvezza è stata vista a lungo come un miraggio. Poi è arrivato il cambio in panchina e la trasformazione dei liguri è stata repentina ed evidente: una lunga serie di successi consecutivi (peraltro senza subire gol) hanno permesso al tecnico di potare la squadra al nono posto garantendosi una salvezza last minute che vale la stagione intera. È proprio questa l’immagine che resta del Celle e il capolavoro di Boschetto merita di essere elogiato. Rigenerato

Club Milano 6.5

Che il Club Milano avesse le potenzialità per salvarsi non è mai stato un mistero e i biancorossi, una volta archiviato il sogno Coppa Italia (storica semifinale contro la corazzata Pistoiese, poi vincitrice), hanno portato a termini un’incredibile rincorsa salvezza che ha permesso anche di evitare i playout. Il lavoro paga e mister Scavo ha dimostrato di avere le carte in regola per gestire le pressioni di una classifica che ad un certo punto scottava non poco; obiettivo centrato, per il futuro si vedrà. Tenace

Imperia 6.5

Dopo un girone d’andata semplicemente da incorniciare, soprattutto alla luce dei tanti problemi extra-campo, i liguri hanno rallentato il ritmo; alla fine, comunque, la salvezza non è mai stata realmente in dubbio e il capolavoro costruito da mister Riolfo nella prima parte della stagione è bastato a difendere la categoria e, una volta sistemate le questioni societarie, a garantire un futuro ai nerazzurri. Resiliente

Sanremese 6.5

Considerando solo il girone di ritorno, la Sanremese è tra le squadre che hanno collezionato più punti. Mister Banchini, dal suo arrivo, grazie anche ad un mercato invernale oculato, ha raddrizzato la rotta e permesso ai biancoazzurri di risalire la china fino ad un tranquillissimo settimo posto, rampa di lancio per il prossimo campionato che, in linea teorica, dovrebbe essere molto più ambizioso e riportare la Sanremese a competere per la Serie C. Voto positivo, ma non troppo alto perché il pessimo girone d’andata resta un monito difficile da ignorare. Rinata

Asti 6

Per lunghi tratti della stagione l’Asti sembrava condannato alla retrocessione. Poi, invece, la scintilla: un bel filotto di risultati positivi hanno permesso ai biancorossi di mister Buglio di uscire dalla spirale maledetta che li stava trascinando verso l’Eccellenza, aggrappandosi al barlume di speranza dei playout. E, spalle al muro in una gara secca in cui il pareggio sarebbe equivalso a una sconfitta, i Galletti hanno tirato fuori l’orgoglio con il gol di Podestà nei minuti finali a Cairo Montenotte che ha permesso di esultare come per la vittoria di un campionato. Orgoglioso

Saluzzo 6

I soli 14 punti raccolti nel girone di ritorno evidenziano le difficoltà, per certi versi inspiegabili, riscontrate dal Saluzzo nella seconda parte della stagione: dopo un’andata affrontata a testa altissima mettendo in difficoltà chiunque, in casa piemontese si è spenta la luce e una serie di risultati negativi hanno portato i granata ad avere la certezza della salvezza (comunque mai realmente in discussione) solo all’ultima giornata. Evidente che qualcosa non abbia funzionato, ma l’obiettivo minimo è comunque stato portato a casa e il girone d’andata dimostra che in questo gruppo c’è parecchio di positivo. Spento

Sestri Levante 6

Tra le big d’alta classifica il Sestri è senza dubbio stato la delusione: una stagione intera in zona playoff, salvo scivolare al sesto posto all’ultima giornata. Le difficoltà, di campo ed extra-campo, hanno sicuramente influenzato il rendimento della squadra di mister Ruvo che, per potenzialità e ambizione, doveva quantomeno partecipare alla post-season. Certo, guardando l’altro lato della medaglia bisogna ricordare che non è mai facile né scontato che una retrocessa possa subito competere per tornare nella categoria superiore; pertanto, il bilancio stagionale dei corsari può essere ritenuto sufficiente. Incompiuto

Gozzano 5.5

La salvezza è arrivata, è vero, ma non basta a raggiungere la sufficienza. A bocce ferme ci si aspettava un Gozzano in grado di lottare per i playoff o quantomeno, sulla scia della scorsa stagione, recuperare il gap accumulato nel girone d’andata per stanziarsi tranquillamente a metà classifica. E, invece, la stagione dei rossoblù è stata una rincorsa continua segnata dal paradosso dato dalle vittorie contro le big alternate a inciampi clamorosi contro le altre squadre. Alla fine, il guizzo giusto è arrivato a Tortona, sicuramente con merito, ma anche con tanti demeriti avversari. Resta la salvezza, ma anche la consapevolezza che questa squadra avrebbe dovuto fare molto di più. Appuntamento all’anno prossimo per dimostrarlo. Contrastante

Cairese 5

La Cairese è stata artefice del proprio destino, ma in negativo. Dopo le difficoltà di inizio stagione, l’innesto dell’ex Varese Roberto Floris in panchina aveva aggiustato la rotta di navigazione dei gialloblù che, grazie ad una bella serie di risultati positivi, avevano agganciato la zona salvezza. Poi, proprio sul rettilineo d’arrivo, il patatrac: riassorbiti in zona playout, pur avendo il vantaggio di due risultati utili su tre, la Cairese è stata beffata tra le mura amiche dall’Asti. Quella che doveva essere una stagione di consolidamento si chiude invece con un’amara retrocessione, ma la società è già al lavoro per tornare in fretta in Serie D. Beffata

Lavagnese 4.5

Per valori assoluti è difficile capire come abbia fatto la Lavagnese a retrocedere, ma nel momento in cui una stagione s’incastra in un vortice nero è praticamente impossibile uscirne: i troppi cambi in panchina non hanno permesso di trovare continuità e, nel momento in cui la concorrenza ha iniziato ad accelerare, i liguri sono rimasti indietro. La Lavagnese, comunque, resta una società di prima fascia: senza dubbio, a maggior ragione dopo i playoff dello scorso anno, le premesse erano ben altre, ma le carte in regola per ritornare subito in categoria ci sono. Inspiegabile

NovaRomentin 4.5

La NovaRomentin ha rispettato i pronostici, chiaramente in senso negativo. Fin dal principio i piemontesi erano di fatto condannati alla retrocessione che si è puntualmente concretizzata, anche se vanno riconosciuti i giusti meriti al gruppo di mister Molluso che in più di un’occasione (vedi il 3-1 sul Varese) ha provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non è bastato. E il futuro della NovaRomentin non sembra essere roseo. Condannata

Derthona 4

Senza mezzi termini, la delusione più cocente. Senza dubbio in estate è stato sovrastimato il valore di questa squadra che, però, non era certo da playout. Il gruppo di mister Buttu è stato colpito da un corto circuito interno e i soli 11 punti collezionati tra le mura amiche (la squadra peggiore, insieme alla NovaRomentin, per rendimento casalingo) ne sono un’implicita dimostrazione: arrivare a giocarsi la salvezza nello spareggio proprio al “Coppi” è stato paradossalmente deleterio e il Gozzano ha condannato i bianconeri ad una clamorosa retrocessione, difficilmente pronosticabile al via della stagione. Disastroso

Matteo Carraro

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