Il rumore di una valanga. Il 4-0 dell’Aurora Induno sul Buguggiate non può certo passare inosservato perché quella che sulla carta era (ed è tuttora) una squadra costruita per vincere il campionato (al netto delle assenze) è stata letteralmente travolta da una slavina biancoblu: l’Aurora ha esordito col botto nel 2026, ma i semi della rinascita indunese erano già stati messi in un 2025 chiuso in crescendo.

L’inizio di stagione da incubo aveva fatto storcere il naso a parecchi addetti ai lavori perché l’Induno là in fondo era quanto di più lontano possibile dalle previsioni estive: “L’ultimo posto non può essere il livello di questa squadra”. E nello spogliatoio ben più di qualcuno deve averlo ribadito: la vittoria sulla Malnatese alla quinta giornata un timido raggio di sole che, con calma, ha dissipato le nubi. Non a caso la squadra di mister Criscimanni è arrivata al giro di boa della stagione in zona salvezza e ha scelto il miglior modo possibile per presentarsi al girone di ritorno. “Voglia e perseveranza ci sono sempre stati – conferma il centrocampista classe ’02 indunese doc Giovanni Lucarelli –, ma non sempre i risultati corrispondono. Dopo esser partiti malissimo a settembre, per adesso abbiamo approcciato al meglio la seconda parte della stagione: domenica c’è stata una prestazione super convincente contro una squadra molto forte, nonché una delle migliori difese. Spendo già subito volentieri il primo elogio: un giocatore come Ceci è un lusso per la categoria e la tripletta messa a segno parla per lui”.

Avevate già chiuso bene il girone d’andata: cosa era mancato davvero all’inizio della stagione?
“Soprattutto la convinzione in noi stessi. Quando le cose non girano, finisci per subire le situazioni e anche la fortuna sembra non assisterti mai. Abbiamo perso tre o quattro partite al 90’, e a livello mentale questo ti taglia le gambe, ti toglie serenità. Poi, quando iniziano ad arrivare i risultati, giochi più libero e più spensierato: per quello che stiamo dimostrando, probabilmente avremmo meritato qualcosa in più”.

In molti continuavano a dire che il vostro cammino fosse un’anomalia: una squadra così non poteva stare così in basso…
«È vero, lo penso anch’io. Ma a parlare è sempre il campo e all’inizio ci siamo meritati quella posizione. La cosa importante è che nessuno ha mai smesso di crederci, a partire dal mister: non è mai venuta meno la fiducia, nessuno ha mai mollato né lasciato indietro qualcosa. Già contro la Cuassese era arrivata una bella dimostrazione, contro il Buguggiate è stata la prosecuzione”.

Che aspettative avete per il girone di ritorno?
“Sicuramente migliori rispetto all’andata. Sono abbastanza scaramantico: la vittoria di domenica ci ha fatto piacere, ma non ci fa sentire tranquilli perché la classifica è corta e chi sta dietro non si è certo dato per vinto. L’obiettivo resta salvarci il prima possibile, poi si potrà anche sognare, ma sempre una partita alla volta”.

Classifica corta per l’appunto: credete anche ai playoff?
«Perché no? Con le squadre di alta classifica abbiamo dimostrato di potercela giocare ma, ribadisco, anche chi è dietro sta andando forte e quindi non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Guardiamo ai playoff, sì, ma con il focus ben fisso sulla salvezza”

A livello personale che stagione stai vivendo?
“Sono contento delle prestazioni che sto facendo, anche se sono ancora uno dei più giovani e ho tanto da imparare. Vorrei essere più decisivo e dare un contributo ancora maggiore dentro e fuori dal campo. Il gol contro la Malnatese, arrivato alla prima vittoria stagionale, è stato un momento bellissimo: sono legatissimo a questa squadra, gioco qui da 17 anni e la sento davvero mia”.

Ti hanno presentato come “nato e cresciuto a Induno”: cosa rappresenta questa squadra per te?
“Un valore doppio: è come una seconda famiglia. Non a caso dico sempre, scherzando ma non troppo, che chiamerei mia figlia Aurora”.

Obiettivi personali?
“La risposta è un po’ scontata: crescere ancora, diventare sempre più decisivo e un punto di riferimento per la squadra. Ricevo tanto supporto dai compagni e dalla società e voglio ricambiare: come dicevo l’obiettivo è migliorare i risultati degli anni scorsi e crescere stagione dopo stagione, ma sempre qui a Induno. Concedimi il secondo doveroso elogio: un grande grazie va rivolto a Edoardo Facco, vera spina dorsale dell’Aurora”.

Ora testa a Tre Valli e Valcuviana: calendario decisamente impegnativo…
“Sono due squadre fortissime e storicamente abbiamo sempre fatto fatica contro di loro. Saranno grandi sfide, ma se volevamo stare tranquilli ce ne stavamo a casa sul divano: dobbiamo approcciare le partite come contro il Buguggiate, giocarcela fino in fondo e andare in campo con la voglia di portare via punti”.

Matteo Carraro

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