Domenica indimenticabile per il Pontevecchio: vittoria schiacciante e traguardo conquistato! Risultato straordinario per la squadra allenata da mister De Lillo, che grazie al successo per 4-0 sul Nerviano, e la contemporanea sconfitta del Marnate Gorla, si aggiudica il campionato all’ultima giornata e l’accesso alla categoria superiore. Finale di stagione del girone N di Prima Categoria che è stato a dir poco spettacolare, con una battaglia imprevedibile che ha visto ben quattro squadre contendersi il primo posto in classifica fino all’ultimo minuto. Alla fine, però, ha avuto la meglio la squadra biancoblù, che grazie alla voglia e alla perseveranza messa in campo durante tutto l’arco della stagione, ha saputo compiere una grande rimonta e riconquistare nuovamente, dopo un solo anno, la Promozione. 

Mister De Lillo, leader della squadra che si è laureata campione, è intervenuto analizzando l’impegnativa stagione vissuta insiem ealla sua squadra: “È stata una bellissima domenica, una delle più belle che il calcio mi abbia mai regalato in più di quarant’anni. Un bellissimo epilogo per una stagione molto intensa…”

Mister, questo traguardo è arrivato anche grazie alla contemporanea sconfitta del Marnate Gorla: come avete vissuto i minuti finali del match in attesa di sapere il risultato dall’altro campo?
“Subito dopo la partita vinta contro il Marnate ho fatto i complimenti agli avversari, comprensibilmente molto delusi, dicendo loro di andare avanti a testa alta perché pensavo ce la saremmo rigiocata allo spareggio, che avrei voluto tanto fare. Loro si sarebbero meritato di giocarsela, soprattutto dopo un campionato molto combattuto, con quattro squadre che sono arrivate a contendersi la vittoria fino all’ultima giornata. Sapevamo che loro avevano una partita molto difficile da giocare, perché vincere a Mesero è molto dura per chiunque e il calendario, da quel punto di vista, ci ha senza dubbio dato una mano. Noiavevamo anche già pianificato e considerato quella partita come una difficoltà in più per gli altri, che avevano tra l’altro anche la finale di coppa da giocare. Insomma, è comprensibile la loro delusione ma a mio avviso era prevedibile che arrivassero un po’ in affanno. Questa lotta fino all’ultimo minuto credo ci sia stata un po’ per demerito nostro e un po’ per merito degli avversari, dal momento che io mi sarei aspettato di arrivare in testa molto prima. Noi però, abbiamo sbagliato molte partite, dove potevamosuperare sia la Bustese che il Marnate, infatti siamo stati per un mese intero secondi, ad un punto da una prima classificata che cambiava ogni giornata. Abbiamo purtroppo sprecato molti match point, quando sapevamo già anche il risultato delle altre. Per noi è stato un perseverare nella rincorsa al primo posto, perché il nostro obiettivo è sempre stato quello: dall’inizio dell’anno avevamo dichiarato di voler vincere il girone, l’obiettivo e le aspettative erano quelle e la squadra era costruita per vincere. Non arrivarci prima è stato una sorta di fallimento, però poi alla fine bisognasempre vedere il percorso fatto e si è rivelato vero che una serie di tanti fallimenti ti portano prima poi a non mollare nel tentativo di ottenere l’obiettivo prefissato; infatti, credo che non ci sia stato nessuno che più di noi che abbia voluto vincere questo campionato”.

Ripensando all’intera stagione, c’è stato un momento che vi ha fatto capire che potevate davvero raggiungere questo risultato?
“Un momento importante è stato sicuramente due domeniche fa a Marnate, quando abbiamo vinto lo scontro diretto: lì abbiamo capito che molto probabilmente era quasi fatta. Il focus vero sull’obiettivo, però, c’è stato dopo l’ultima giornata del gironed’andata, quando ci siamo confrontati con la squadra e abbiamofatto il punto della situazione: eravamo terzi in classifica, a ben nove punti di distanza dalla prima, avendo già incontrato tutte le squadre. Nonostante i risultati altalenanti, credevamo non ci fossestato nessuno che ci avesse messo particolarmente in difficoltà e che i tanti punti persi erano dovuti a nostre mancanze. Dopo averanalizzato tutti gli avversari, ci siamo guardati in faccia, ci siamoparlati chiaramente e abbiamo cercato di sistemare alcune cose, puntando poi dritti verso l’obiettivo. Parlando con la squadra, avevo pronosticato che con 13 vittorie avremmo vinto il campionato; alla fine non siamo riusciti vincerne 13, però abbiamo comunque ottenuto ciò che volevamo”.

A suo avviso, qual è stata la vera forza della squadra che vi ha permesso di raggiungere questo obiettivo e anche di compiere una grande rimonta?
“La forza della squadra credo sia stata la squadra stessa, con un gruppo di giocatori molto unito. La società ha fatto un grande lavoro, creando un gruppo che condivide valori e ambizione, che sono sempre state cose molto importanti per questa società. La vera forza è stata anche il Presidente, insieme al VicepresidenteBattistella, Martina, il direttore sportivo Lovati, che sono sempre stati molto a favore del gruppo, cosa che poi alla lunga ha effettivamente pagato. Molte vittorie le abbiamo ottenute anche grazie alla profondità della rosa, sicuramente l’elemento in più che avevamo rispetto agli altri, che ci permetteva anche di fare dei cambi in corsa e di non essere troppo condizionati da squalifiche e infortuni. Tutto ciò ci ha quindi permesso di mantenere il più costante possibile il livello delle prestazioni e dal mio punto di vista, questa è stata la vera forza del gruppo sul lungo periodo. Devo ammettere che comunque invidio un po’ il percorso fatto dal Marnate, perché, come loro, mi sarebbe piaciuto giocarmela fino alla fine su due obiettivi e credo che fossimo anche strutturati per farlo, anche se sicuramente il calendario all’ultima giornata era senz’altro a nostro favore. Credo che non abbiamo mai mollato, nonostante i punti persi in partite molto facili da sottovalutare, come recentemente a Uboldo e Boffalora; però alla fine, si è rivelato probabilmente il “calvario” che dovevamo passare per arrivare poi a vivere una gioia molto intensa”.

Guardando al futuro, su quali basi si potrà costruire il prossimo anno che vedrà il Pontevecchio partecipare ad una categoria più alta, la Promozione? 
“Le basi da cui si parte saranno quelle di una squadra solida e di un gruppo affiatato che ha già vinto. Citando un’altra squadra, mi è piaciuto molto il percorso fatto dalla Bustese, a mio avviso una delle migliori della stagione. Considerando che ha fatto il salto dalla Seconda alla Prima Categoria, se l’è giocata alla grande ealla fine è riuscita ad arrivare seconda a soli due punti dalla prima. La doppia promozione è una cosa che mi piacerebbe molto fare, anche perché quelle sono le basi che ogni società vorrebbe avere per il futuro delle proprie squadre. Credo poi, che quando viene creato un qualcosa che funziona bene a livello sportivo, la categoria che si fa può diventare relativa; chiaramente c’è un livello più alto, ma alla fine le cose da fare sono quelle”.

Lorenzo Guidali

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