
Il campo, per una volta, è rimasto sullo sfondo. Al Centro Sportivo delle Bustecche, casa e cuore pulsante del Varese, i biancorossi si sono ritrovati per la grigliata di fine stagione: staff, giocatori e società hanno messo la parola fine sulla stagione 2025/26, archiviata domenica con la sconfitta per 5-3 nella finale playoff contro il Ligorna. Una partita amara soltanto fino a un certo punto, perché difficilmente il peso specifico della sfida avrebbe cambiato il destino sportivo della stagione: nessuna promozione diretta in palio, ma solo il piazzamento nella graduatoria ripescaggi. E allora, smaltita la delusione del momento, in casa biancorossa prevale soprattutto un’altra sensazione: la consapevolezza di aver costruito qualcosa di potenzialmente importante.
Perché il Varese arrivava da mesi complicati, da aspettative enormi e da una piazza che giustamente continua a chiedere una sola cosa: tornare tra i professionisti. Eppure, sotto la guida di Andrea Ciceri, la squadra ha saputo ritrovare identità, equilibrio e continuità, chiudendo il campionato al quarto posto e spingendosi fino alla finale playoff. Non abbastanza per chi sogna il ritorno immediato nel calcio che conta, ma certamente un percorso di crescita evidente.

E la sensazione, respirata proprio durante la giornata alle Bustecche, è che il gruppo ne sia pienamente consapevole. Da qui nasce anche la serenità con cui è stata affrontata la fine della stagione: nessun trionfalismo, ovviamente, ma nemmeno processi o drammi sportivi. Piuttosto, la convinzione di aver gettato basi solide su cui costruire il futuro. Un futuro che, in realtà, è già iniziato. Il direttore sportivo Alessio Battaglino è da tempo al lavoro per impostare il Varese 2026/27 e diversi giocatori hanno già trovato l’accordo per il rinnovo, in attesa dell’ufficialità da parte della società. Segnale chiaro di continuità (cosa che negli ultimi tempi era mancata) e di una volontà condivisa: dare seguito a quanto di buono visto negli ultimi mesi.
Restano inevitabilmente alcuni interrogativi destinati ad accompagnare le prossime settimane. Il primo riguarda proprio Andrea Ciceri: il lavoro del tecnico è stato apprezzato dentro e fuori Varese e l’interesse di altre piazze non manca, così come non manca la stima per uno staff che ha saputo incidere sotto tanti punti di vista. La sensazione, però, è che società e allenatore abbiano costruito qualcosa di importante anche a livello umano oltre che tecnico. Proprio nel nome della continuità sarebbe logico propendere per il rinnovo di Ciceri, ma in tal senso non ci sono ancora indicazioni concrete e lo stesso tecnico, nell’immediato post-Ligorna, ha dichiarato di non aver ancora ricevuto proposte dalla società.
Poi ci sarà il tema della rosa: chi resterà? Chi farà ancora parte del progetto? E quali saranno i nuovi innesti per provare ad alzare ulteriormente il livello? Domande legittime, a cui arriveranno risposte nelle prossime settimane. Intanto, però, la fotografia della giornata alle Bustecche racconta già qualcosa: un gruppo unito, consapevole dei propri limiti ma anche dei passi avanti compiuti, che ha scelto di chiudere insieme una stagione intensa guardando avanti. Perché il Varese sa bene che il traguardo non è ancora stato raggiunto, ma la strada intrapresa sembra finalmente quella giusta. Non resta che percorrerla, sperando di non inciampare.
Matteo Carraro























